Il dolore
Alloggi popolari, il 73% agli italiani
di Gianni Parrini
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Case popolari a MontuoloLucca: i dati del Comune sulle assegnazioni degli ultimi anni
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LUCCA. Alloggi popolari, oltre il 70% è occupato da italiani. Sono questi i dati del Comune di Lucca, sugli immobili Erp assegnati tra il 2016 e il 2017. A una certa vulgata secondo cui “gli stranieri rubano le case agli italiani” l’assessore al sociale Lucia Del Chiaro, titolare della materia contrappone numeri e cifre, che raccontano una realtà ben diversa (almeno negli ultimi due anni). Gli alloggi assegnati dal 1° gennaio 2016 al 31 luglio 2017 sono 99 (72 nel 2016, 27 nella prima parte del 2017). In gran parte sono i nuovi appartamenti realizzati a Pontetetto, mentre gli altri sono i cosiddetti alloggi di risulta ovvero quelli che si liberano per svariati motivi: perdita dei requisiti, sfratto, decesso, riconsegna delle chiavi. Ebbene di questi 99 ben 73 sono andati a famiglie italiane, mentre 26 sono stati assegnati a famiglie di origine straniera (7 albanesi, 7 rumene, 4 marocchine, 2 tunisine, 2 serbe, 2 filippine, 1 polacca e 1 algerina).
Nuove regole. La legge regionale è chiara in materia di case agli stranieri e indica tra i criteri di assegnazione la “residenza anagrafica o attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale nell'ambito territoriale regionale da almeno cinque anni”. Inoltre a partire dal bando 2016 viene richiesto ai candidati un nuovo requisito: gli immigrati che richiedono una casa popolare devono produrre un certificato della loro ambasciata in cui si attesta che non sono proprietari di un alloggio nel Paese d’origine. Sembra una sciocchezza, ma non lo è. Soprattutto per gli Stati in cui non è possibile una immediata lettura dei dati del catasto, come nel caso di alcune nazioni africane. Molti immigrati sono stati scoraggiati a farsi avanti. Per questo la maggior parte delle domande per il bando 2016 sono arrivate da cittadini lucchesi (come già accaduto nel 2013).
Ammessi ed esclusi. Il 17 marzo 2017 è stata approvata la graduatoria definitiva, che si compone di un elenco di 383 ammessi e di un elenco di 240 esclusi (la precedente graduatoria derivante dal bando 2013 era costituita da un elenco di 622 ammessi e un elenco di 39 esclusi). Difficile indicare una “posizione non utile per l'assegnazione”, dato che la pubblicazione del nuovo bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica è prevista nel 2019 e che oltre ai nuovi alloggi di Pontetetto c’è da considerare gli “alloggi di risulta”. In merito alla graduatoria derivante dal bando 2013, ad esempio, si è arrivati ad assegnare una casa alla famiglia posizionata in 133ª posizione. Dei 383 ammessi, 267 sono cittadini italiani mentre i restanti 116 non hanno cittadinanza italiana; dei 240 esclusi, 187 non hanno cittadinanza italiana, mentre 53 sono cittadini italiani.
Oltre 1.000 alloggi. Nel periodo 2004/2012 (8 anni) sono state assegnate 136 abitazioni, dal 2012 a metà 2017 più di 250. In pratica, nei cinque anni di amministrazione Tambellini sono state assegnate il doppio delle case rispetto agli otto precedenti (anche se occorre dire che alcuni interventi di recupero erano partiti con le amministrazioni pre Tambellini). In totale il patrimonio abitativo nel territorio comunale conta 1050 alloggi, tutti gestiti da Erp. Gli affitti variano da 40 a 250 euro (a seconda della posizione in graduatoria) e ogni due anni viene verificata la sussistenza delle condizioni e dei requisiti che hanno portato all’assegnazione.
Nuove regole. La legge regionale è chiara in materia di case agli stranieri e indica tra i criteri di assegnazione la “residenza anagrafica o attività lavorativa stabile ed esclusiva o principale nell'ambito territoriale regionale da almeno cinque anni”. Inoltre a partire dal bando 2016 viene richiesto ai candidati un nuovo requisito: gli immigrati che richiedono una casa popolare devono produrre un certificato della loro ambasciata in cui si attesta che non sono proprietari di un alloggio nel Paese d’origine. Sembra una sciocchezza, ma non lo è. Soprattutto per gli Stati in cui non è possibile una immediata lettura dei dati del catasto, come nel caso di alcune nazioni africane. Molti immigrati sono stati scoraggiati a farsi avanti. Per questo la maggior parte delle domande per il bando 2016 sono arrivate da cittadini lucchesi (come già accaduto nel 2013).
Ammessi ed esclusi. Il 17 marzo 2017 è stata approvata la graduatoria definitiva, che si compone di un elenco di 383 ammessi e di un elenco di 240 esclusi (la precedente graduatoria derivante dal bando 2013 era costituita da un elenco di 622 ammessi e un elenco di 39 esclusi). Difficile indicare una “posizione non utile per l'assegnazione”, dato che la pubblicazione del nuovo bando per l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica è prevista nel 2019 e che oltre ai nuovi alloggi di Pontetetto c’è da considerare gli “alloggi di risulta”. In merito alla graduatoria derivante dal bando 2013, ad esempio, si è arrivati ad assegnare una casa alla famiglia posizionata in 133ª posizione. Dei 383 ammessi, 267 sono cittadini italiani mentre i restanti 116 non hanno cittadinanza italiana; dei 240 esclusi, 187 non hanno cittadinanza italiana, mentre 53 sono cittadini italiani.
Oltre 1.000 alloggi. Nel periodo 2004/2012 (8 anni) sono state assegnate 136 abitazioni, dal 2012 a metà 2017 più di 250. In pratica, nei cinque anni di amministrazione Tambellini sono state assegnate il doppio delle case rispetto agli otto precedenti (anche se occorre dire che alcuni interventi di recupero erano partiti con le amministrazioni pre Tambellini). In totale il patrimonio abitativo nel territorio comunale conta 1050 alloggi, tutti gestiti da Erp. Gli affitti variano da 40 a 250 euro (a seconda della posizione in graduatoria) e ogni due anni viene verificata la sussistenza delle condizioni e dei requisiti che hanno portato all’assegnazione.
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