Attenzione
«Bimbi esclusi da scuola? È la legge»
L’assessore regionale parla del rebus vaccini e del futuro del Campo di Marte
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. «Bambini esclusi dalle scuole per via dei vaccini? Non c’è da meravigliarsi, esiste una legge e va rispettata. L’accordo regionale voleva facilitare Asl, scuole e famiglie non aggirare le normative». Ospite d’eccezione per l’inaugurazione dei nuovi posti letto è l’assessore regionale alla Salute Stefania Saccardi che affronta diversi argomenti. Tra cui, appunto, quello legato alla questione vaccini.
Ma partiamo dal motivo della sua presenza a Lucca, ovvero il nuovo modulo delle cure intermedie. «Grazie all’attivazione dei nuovi letti, ci sono a disposizione più posti di cure intermedie anche in vista del picco influenzale autunnale, che crea sempre alcune problematiche in ambito ospedaliero ed a livello di integrazione ospedale-territorio. A Lucca nell’ultimo periodo anche il Pronto soccorso dell’ospedale San Luca è stato riorganizzato per rispondere meglio alle esigenze della cittadinanza, ma l’ospedale funziona solo se c’è un territorio all’altezza della situazione. Solo così, infatti, è possibile realizzare una continuità assistenziale che consenta di gestire in maniera adeguata il complesso passaggio dei pazienti dalla acuzie (di cui si deve occupare la struttura ospedaliera) alla post-acuzie».
Inevitabile chiedere all’assessore se ci sono novità sul futuro del Campo di Marte: Cittadella della salute a parte, l’area del vecchio ospedale (proprietà Asl) dovrà essere venduta e destinata a nuovi utilizzi anche per rientrare delle spese sostenute dalla Regione per la realizzazione del San Luca. Oltre un anno fa il Comune aveva presentato una bozza di progetto relativo alle funzioni, ma da allora è tutto fermo. «Dovremo metterci al tavolo insieme all’amministrazione, stiamo facendo una serie di ipotesi ma non possiamo decidere da soli. Il progetto presentato dal Comune? Siamo disponibili a lavorare su tutti gli scenari, ma bisogna capire quali sono quelli effettivamente realizzabili e se c’è qualcuno interessato a investire. Il discorso della questura rientra tra le ipotesi, ma al momento dal ministero dell’Interno non sono arrivati segnali».
Un’ultima battuta sui rapporti col concessionario (Sat, che opera attraverso la controllata Gesat) dei servizi commerciali e non-sanitari del San Luca, che ha sempre visto le attività del Campo di Marte come uno dei mali che impediscono al monoblocco di San Filippo di lavorare a pieno regime. «Dite che non sono contenti di questi nuovi posti al Campo di Marte? Non mi pare che al San Luca ci rimettano. Per il momento non hanno detto niente ma se pongono un problema ci siederemo a discuterne». (g.p.)
Ma partiamo dal motivo della sua presenza a Lucca, ovvero il nuovo modulo delle cure intermedie. «Grazie all’attivazione dei nuovi letti, ci sono a disposizione più posti di cure intermedie anche in vista del picco influenzale autunnale, che crea sempre alcune problematiche in ambito ospedaliero ed a livello di integrazione ospedale-territorio. A Lucca nell’ultimo periodo anche il Pronto soccorso dell’ospedale San Luca è stato riorganizzato per rispondere meglio alle esigenze della cittadinanza, ma l’ospedale funziona solo se c’è un territorio all’altezza della situazione. Solo così, infatti, è possibile realizzare una continuità assistenziale che consenta di gestire in maniera adeguata il complesso passaggio dei pazienti dalla acuzie (di cui si deve occupare la struttura ospedaliera) alla post-acuzie».
Inevitabile chiedere all’assessore se ci sono novità sul futuro del Campo di Marte: Cittadella della salute a parte, l’area del vecchio ospedale (proprietà Asl) dovrà essere venduta e destinata a nuovi utilizzi anche per rientrare delle spese sostenute dalla Regione per la realizzazione del San Luca. Oltre un anno fa il Comune aveva presentato una bozza di progetto relativo alle funzioni, ma da allora è tutto fermo. «Dovremo metterci al tavolo insieme all’amministrazione, stiamo facendo una serie di ipotesi ma non possiamo decidere da soli. Il progetto presentato dal Comune? Siamo disponibili a lavorare su tutti gli scenari, ma bisogna capire quali sono quelli effettivamente realizzabili e se c’è qualcuno interessato a investire. Il discorso della questura rientra tra le ipotesi, ma al momento dal ministero dell’Interno non sono arrivati segnali».
Un’ultima battuta sui rapporti col concessionario (Sat, che opera attraverso la controllata Gesat) dei servizi commerciali e non-sanitari del San Luca, che ha sempre visto le attività del Campo di Marte come uno dei mali che impediscono al monoblocco di San Filippo di lavorare a pieno regime. «Dite che non sono contenti di questi nuovi posti al Campo di Marte? Non mi pare che al San Luca ci rimettano. Per il momento non hanno detto niente ma se pongono un problema ci siederemo a discuterne». (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
