Sicurezza
Oltre un milione e mezzi per sistemare i fiumi
Partono gli interventi sui corsi d’acqua in Val Turrite, spesso a rischio inondazione Il più significativo a Fabbriche di Vallico, con la realizzazione di due scogliere
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FABBRICHE DI VERGEMOLI. Una pioggia di euro, per l'esattezza 1,6 milioni, per la sistemazione dei corsi d'acqua in Val Turrite, nel Comune di Fabbriche di Vergemoli. Opere attese da anni, e in via di realizzazione grazie alla sinergia tra amministrazione comunale e Consorzio di Bonifica. Sono stati appaltati e partiranno in questo mese cinque cantieri per la messa in sicurezza di altrettanti fiumi nel territorio di Fabbriche di Vergemoli. Una spesa ingente, ma necessaria per garantire la difesa dell'acqua e dell'incolumità pubblica. Gli interventi riguardano la sistemazione idraulica del fosso del Taccina, delle Nocette e della Meta per 174mila euro nella Frazione di San Pellegrinetto, del Rio Silvano a monte della Frazione di Vallico di Sotto per 258mila euro, del Fosso della Meta per 267mila euro, la realizzazione di una briglia “debriis flow” sui torrenti Finocchini, Cuccagna e Fornacetta nella Frazione di Gragliana per 488mila euro ed il progetto per la sistemazione idraulica in alveo del torrente Turrite nel capoluogo per oltre 254mila euro. Un sesto cantiere a ripristino ed a messa in sicurezza del Solco del Diavolo in corrispondenza della viabilità per Località Colandi per 220mila euro partirà invece nel nuovo anno: «Felicità per tutti questi interventi – dichiara il sindaco Giannini - ma sopratutto per quelli che mettono maggiormente in sicurezza gli abitati come a Fabbriche di Vallico, a Gragliana ed a Vallico di Sotto dove si trova un lungo tratto di fiume tombato interdetto proprio con ordinanza due anni fa circa». Dopo anni di attesa viene effettuato l'intervento proprio nel centro abitato di Fabbriche di Vallico sulla Turrite di Gallicano, già oggetto di una pesantissima alluvione che allagò l'intero centro abitato. Grazie ad un progetto presentato dall'amministrazione comunale, prima sulla difesa del suolo e poi richiesto al Consorzio di Bonifica, è stato vinto il bando del Pse: «L'intervento previsto – specifica Giannini - prevede da un lato una scogliera a protezione di un movimento franoso proprio a ridosso del fiume e dall'altro una scogliera per abbattere o comunque ridurre la velocità di erosione delle sponde. Un intervento importante vinto da Terra Uomini e Ambiente, in partenza proprio nel mese di ottobre».
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