Gioco
Vania non ce l’ha fatta Donati gli organi
di Luca Cinotti
L’insegnante è spirata dopo 36 ore di agonia al San Luca
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LUCCA. Alla fine Vania Campani non ce l’ha fatta. L’insegnante di Barga di 60 anni investita nella serata di giovedì a Fornaci è morta ieri mattina all’ospedale San Luca dove era stata trasportata in condizioni disperate. Vania non ha mai ripreso conoscenza: troppo gravi i danni subiti alla testa. Ma i suoi familiari, il marito Giovanni e i figli, hanno deciso un ultimo gesto d’amore consentendo l’espianto degli organi.
Una tragedia che coinvolge non solo Barga o la Valle del Serchio, ma l’intera provincia. Tutta la famiglia di Vania, infatti, è molto conosciuta. Il fratello Mauro è stato sindaco di Barga negli anni Novanta ed è medico in pensione. I figli di Mauro e nipoti di Vania sono Caterina Campani, vicesindaco di Barga, dipendente Asl esperta di sociale e Alessandro, direttore della Società della salute della zona pisana. Tutti, insieme a parenti, amici e conoscenti in questi ultimi due giorni hanno fatto il tifo per Vania, sperando in un miracolo, nonostante la prognosi dei sanitari fosse stata fin da subito infausta.
La morte della donna aggrava ora la posizione del pensionato di 81 anni di Bagni di Lucca che l’ha investita nella serata di giovedì in via della Repubblica a Fornaci. L’accusa di lesioni gravissime colpose si trasforma infatti in omicidio colposo, che va ad aggiungersi a quelle di guida in stato di ebbrezza (l’alcolemia registrata dagli apparecchi è stata di 1,4 g/l rispetto a un limite di legge di 0,5) e omissione di soccorso per non essersi fermato dopo l’impatto. L’anziano, tuttavia, non andrà ai domiciliari né tantomeno per lui si apriranno le porte del carcere. Questo, essenzialmente, per un paio di motivi. Il primo è l’età avanzato. Il secondo - più importante - è il fatto che ha collaborato, in particolare ha accettato spontaneamente di sottoporsi all’alcoltest.
I carabinieri, infatti, l’avevano rintracciato nel giro di poche ore. Decisive le testimonianze dei presenti - compresa una collega di Vania che si trovava accanto a lei e che è rimasta illesa - che avevano parlato di una Fiat punto. E decisieve anche le telecamere di sorveglianza del Comune nel punto dell’incidente. Quando i militari sono andati a casa dell’investitore l’hanno trovato pronto ad andare a letto. A loro ha detto di non ricordarsi niente di quanto successo solo qualche ore prima. La sua vettura è stata sequestrata e sono partite le procedure per la revoca della patente.
La morte di Vania, notizia che si è propagata in un batter d’occhio già dalle prime ore di ieri mattina, ha gettato nella disperazione anche le colleghe maestre della scuola dell’infanzia di Calavorno, dove lavorava. Proprio con alcune di loro Vania doveva vedersi quella sera per festeggiare il compleanno, caduto qualche settimana prima: quando è stata investita stava per attraversare la strada per raggiungere il ristorante “La bionda di Mary”.
La data dei funerali - che dovrebbero tenersi in forma strettamente privata - non è ancora stata fissata, ma probabilmente cadrà nella giornata di domani.
Ai familiari di Vania Campani le condoglianze anche da parte della redazione del Tirreno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una tragedia che coinvolge non solo Barga o la Valle del Serchio, ma l’intera provincia. Tutta la famiglia di Vania, infatti, è molto conosciuta. Il fratello Mauro è stato sindaco di Barga negli anni Novanta ed è medico in pensione. I figli di Mauro e nipoti di Vania sono Caterina Campani, vicesindaco di Barga, dipendente Asl esperta di sociale e Alessandro, direttore della Società della salute della zona pisana. Tutti, insieme a parenti, amici e conoscenti in questi ultimi due giorni hanno fatto il tifo per Vania, sperando in un miracolo, nonostante la prognosi dei sanitari fosse stata fin da subito infausta.
La morte della donna aggrava ora la posizione del pensionato di 81 anni di Bagni di Lucca che l’ha investita nella serata di giovedì in via della Repubblica a Fornaci. L’accusa di lesioni gravissime colpose si trasforma infatti in omicidio colposo, che va ad aggiungersi a quelle di guida in stato di ebbrezza (l’alcolemia registrata dagli apparecchi è stata di 1,4 g/l rispetto a un limite di legge di 0,5) e omissione di soccorso per non essersi fermato dopo l’impatto. L’anziano, tuttavia, non andrà ai domiciliari né tantomeno per lui si apriranno le porte del carcere. Questo, essenzialmente, per un paio di motivi. Il primo è l’età avanzato. Il secondo - più importante - è il fatto che ha collaborato, in particolare ha accettato spontaneamente di sottoporsi all’alcoltest.
I carabinieri, infatti, l’avevano rintracciato nel giro di poche ore. Decisive le testimonianze dei presenti - compresa una collega di Vania che si trovava accanto a lei e che è rimasta illesa - che avevano parlato di una Fiat punto. E decisieve anche le telecamere di sorveglianza del Comune nel punto dell’incidente. Quando i militari sono andati a casa dell’investitore l’hanno trovato pronto ad andare a letto. A loro ha detto di non ricordarsi niente di quanto successo solo qualche ore prima. La sua vettura è stata sequestrata e sono partite le procedure per la revoca della patente.
La morte di Vania, notizia che si è propagata in un batter d’occhio già dalle prime ore di ieri mattina, ha gettato nella disperazione anche le colleghe maestre della scuola dell’infanzia di Calavorno, dove lavorava. Proprio con alcune di loro Vania doveva vedersi quella sera per festeggiare il compleanno, caduto qualche settimana prima: quando è stata investita stava per attraversare la strada per raggiungere il ristorante “La bionda di Mary”.
La data dei funerali - che dovrebbero tenersi in forma strettamente privata - non è ancora stata fissata, ma probabilmente cadrà nella giornata di domani.
Ai familiari di Vania Campani le condoglianze anche da parte della redazione del Tirreno.
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