Il Tirreno

Lucca

Assegnate 1.600 cattedre in una settimana

Assegnate 1.600 cattedre in una settimana

I presidi fanno squadra con un “listone”. Al sostegno 400 insegnanti (ma in pochi hanno la certificazione). L’appello della dirigente 

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LUCCA. Hanno fatto squadra i presidi di tutta la provincia. Hanno fatto squadra e messo in piedi una sorta di listone unico che con un tour de force durato una settimana ha portato all’assegnazione di 1600 cattedre ad altrettanti docenti nelle scuole di Lucca e piana, Garfagnana, Versilia. Dall’infanzia alle superiori: stiamo parlando di quel personale precario, per lo più con contratti in scadenza a fine giugno (ma assunto anche per supplenze più brevi) che anno dopo anno deve aspettare la chiamata in classe partecipando a una sorta di spunta dei “registri” di ogni scuola. Ognuna con la propria graduatoria, le proprie chiamate, con punteggi da incrociare.

Ma non è stato proprio così, quest’anno, per Lucca. Lo racconta la dirigente dell’ufficio scolastico territoriale, Donatella Buonriposi, circondata da un esercito di presidi. «Nell’ultima settimana – spiega – hanno fatto un lavoro importante e tutte le cattedre mancanti sono state assegnate». Insomma, «tutti i dirigenti hanno gli insegnanti in classe» e da lunedì, in linea di massima, gli studenti avranno l’orario definitivo. «Questo è stato possibile – viene al punto – per il lavoro fatto dai dirigenti, che quest’anno, anziché dare supplenze ognuno all’interno della propria scuola, hanno deciso di mettersi insieme e fare un’unica convocazione in modo che ogni docente potesse vedere subito la propria posizione in graduatoria e le cattedre a disposizione su tutto il territorio».

1600 cattedre. Le convocazioni sono iniziate martedì 26 nell’aula magna del Fermi. «Davanti ai docenti – spiega Massimo Fontanelli, dirigente del Fermi di Lucca e reggente dell’Isi Garfagnana – sono state proiettate la graduatoria e i posti disponibili». Classe di concorso per classe di concorso, scuola dopo scuola, domanda dopo domanda, si è arrivati a completare il quadro. Un meccanismo che, sottolinea insieme agli altri dirigenti, ha garantito «trasparenza», «uniformità di trattamento», «ringraziamo il provveditorato e i sindacati per il lavoro fatto».

I numeri del sostegno. Qui dentro ci sono anche le 400 cattedre assegnate per il sostegno. Tema delicatissimo e fonte di preoccupazione per molte famiglie, come racconta la storia della mamma di Viareggio che poche settimane fa, attraverso il Tirreno, ha lanciato un appello perché al figlio fosse assegnato lo stesso docente dello scorso anno. O come testimonia la delegazione di genitori che anche ieri ha raggiunto il provveditorato, sempre da Viareggio.

A detta degli stessi dirigenti scolastici, il numero di studenti (su 80mila complessivi) che hanno un certificato di disabilità è in crescita: al 20 luglio erano 1527, 673 dei quali con disabilità gravi.

I dati, snocciolati da Moreno Marraccini e Catia Abbracciavento dell’ex provveditorato, dicono che nella provincia, sul fronte del sostegno, ci sono 505 insegnati di ruolo. Per l’anno che si è appena aperto ne sono stati assunti una ventina (a fronte di circa 200 nuovi assunti di ruolo). Mentre le cattedre assegnate sono 400. Tra questi 400, solo una manciata di insegnanti, 4 o 5, ha la specializzazione ad hoc. Perché? Semplicemente, si fa per dire, perché quelli che ce l’hanno sono pochi. Parte anche da qui il doppio appello di Buonriposi. Che sollecita i «giovani a guardare anche a questa possibilità di lavoro che può arricchire tantissimo» dal punto di vista umano e professionale. E chiede ai genitori, là dove si presentassero dubbi o problemi, di «confrontarsi sempre con la scuola per non creare un clima conflittuale che non giova all’apprendimento». Ci tiene però anche a sottolineare, insieme ai dirigenti, che «la scuola è attenta a questo tema», che saranno organizzati corsi ad hoc, che molti dei supplenti incaricati che non hanno la specializzazione «si occupano comunque del sostegno da anni» e che proprio con il lavoro fatto per le nomine «si è riusciti a garantire nella maggior parte dei casi la continuità dell’apprendimento». «Quest’anno – viene riferito – molti insegnanti hanno rinunciato ad altre cattedre proprio per privilegiare la continuità nel sostegno».

Attenzione alle nuove certificazioni. Tutte le cattedre, anche per il sostegno, risultano quindi assegnate. Ma attenzione: per i casi che sono stati certificati per ultimi o che saranno certificati dopo la riapertura delle piattaforme potrebbe essere necessario assegnarne di nuove.

Juna Goti

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