Il Tirreno

Lucca

Un anno dopo la convenzione non c’è

di Barbara Antoni
Un anno dopo la convenzione non c’è

La bozza del documento quinquennale approvata dalla giunta si è arenata. Adesso si lavora a un nuovo testo

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. La notizia, al momento, è che la notizia non c’è: il rinnovo dell’accordo quinquennale per il Summer Festival, tra amministrazione comunale e la società organizzatrice della manifestazione, la D’Alessandro & Galli, nonostante se ne parli da circa un anno (dalla vigilia della sua scadenza) non è ancora pronto. Sul testo in Palazzo Orsetti si sta lavorando, questo è confermato, come del resto risulta consolidata la volontà dell’amministrazione di siglare una convenzione quinquennale con la rassegna di musica pop internazionale che si svolge in piazza Napoleone e promuove Lucca nella sua interezza. Ma la sua gestazione, negli ultimi mesi, ha attraversato fasi e ispirazioni alterne, fra promesse “spinte” e clamorose impasse.

In campagna elettorale, il sindaco Alessandro Tambellini, in più occasioni ha affermato la sua scontata intenzione di rinnovare il protocollo con la Di & Gi. «Non lo facciamo adesso - diceva Tambellini prima del ballottaggio del 25 giugno - per questione di onestà: se non fossi rieletto non vorrei gravare un altro sindaco di una mia decisione». Il 25 giugno poi Tambellini è stato riconfermato per il mandato bis. Intanto il Summer Festival 2017 è iniziato ed è finito, con tanto di appendice straordinaria del suo ventennale: l’epocale concerto dei Rolling Stones del 23 settembre sugli spalti del Campo Balilla. Il patron Mimmo D’Alessandro intanto a più riprese ha fatto presente il silenzio sulla convenzione.

L’unica uscita ufficiale del Comune sul documento risale al 7 settembre, quando, con un rovesciamento delle carte, si annunciava che la giunta, in data 5 settembre, aveva licenziato una proposta di delibera per un protocollo tipo da applicare al Summer Festival ma che avrebbe dato anche «una prospettiva più solida di continuità a una serie di manifestazioni che si sono consolidate negli anni, arricchendo e diversificando l’offerta culturale e turistica della nostra città», recitava il comunicato diffuso. Non più una convenzione ad hoc col Summer ma un testo unico da applicare a più manifestazioni, in sostanza. Una sorpresa, che ha lasciato molti di stucco. Ma la proposta votata dalla giunta si è fermata lì: in consiglio comunale, come si anticipava, non c’è mai arrivata.

Negli ultimi giorni, in particolare da quando, il 2 ottobre, si è insediato il nuovo segretario comunale, dottor Corrado Grimaldi, è ripreso il confronto sulla convenzione e i tempi di conclusione adesso si annunciano rapidi. Si è fatto un passo indietro però, tornando a ragionare se sia giusto applicare una convenzione unica per tutte le manifestazioni, nell’intento (unificato anche questo) di stabilizzarle (seppure il primo e unico, parrebbe, a invocare una sicurezza di continuità sia stato D’Alessandro) oppure no.

Si ragiona adesso anche sulla natura degli organizzatori: una società imprenditoriale a tutti gli effetti quella che da vent’anni confeziona e serve il Summer Festival, associazioni e altri enti no profit per tutte le altre rassegne (musicali, cinematografiche, fotografiche eccetera). E anche sull’impegno verso le singole manifestazioni, il sostegno che viene richiesto all’amministrazione. L’idea di equiparare in tutto e per tutto il Summer Festival ad altre rassegne, come lasciava intuire il testo approvato dalla giunta, ora sembra decaduta. E quindi? L’idea sarebbe, alla fine, di dare vita a uno “schema tipo” da applicare però separatamente, alla vetrina internazionale che è il Summer Festival con la sua organizzazione professionale e imprenditoriale, alle altre manifestazioni con i propri enti promotori. I prossimi giorni dovrebbero essere determinanti, così si dice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa