Sicurezza
Funghi, primi incidenti I consigli per evitarli
La disavventura del sindaco Pifferi punta dell’iceberg di un problema serio Gli esperti: «Evitare di inoltrarsi da soli nei boschi e attenti agli indumenti»
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CASTELNUOVO . Funghi, funghi, fortissimamente funghi. Nei boschi e poi a tavola. Ma con tanti pericoli e dovute precauzioni da prendere. La stagione dei funghi in Garfagnana è iniziata da ormai circa due settimane, ma già si registrano i primi incidenti come quello che ha visto protagonista mercoledì il sindaco di Camporgiano, Francesco Pifferi. Infatti, addentrarsi nei boschi per cercare uno dei prodotti tipici per eccellenza della Garfagnana, richiede particolare attenzione perché i pericoli sono sempre in agguato. C’è poi il rischio successivo ovvero quello del fungo a tavola.
Insomma, funghi, funghi, fortissimamente funghi, ma con le dovute attenzioni. La stagione dei funghi in Garfagnana è un must. Nei boschi e nelle selve della zona arrivano cercato anche da fuori provincia. E c’è chi, come Careggine, ha pensato di legare al costo del tesserino obbligatorio per raccoglierli anche un buono pasto da consumare nei ristoranti del paese. Ma gli ambienti naturali dove crescono i funghi possono nascondere dei pericoli e negli ultimi anni i decessi dei cercatori hanno superato quelli dei “mangiatori”. La scarsa conoscenza dei luoghi o delle condizioni climatiche avverse porta molti cercatori a perdersi nei boschi e a riportare ferite talvolta gravi.
Ecco alcuni consigli dei Carabinieri Forestali utili ai cercatori: documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie capacità fisiche; comunicare i propri spostamenti prima di intraprendere l’escursione; evitare di inoltrarsi da soli nel bosco, la presenza di un compagno è garanzia di un primo soccorso; consultare, prima della partenza, i bollettini meteorologici e osservare costantemente sul posto l’evoluzione delle condizioni atmosferiche. In caso di mal tempo non sostare in prossimità di alberi, pietre ed oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini; scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura idonea: si consigliano calzature da trekking, indumenti resistenti e leggeri su più strati, cellulare, torcia e coltellino da funghi; astenersi sempre dalla raccolta di funghi dei quali non si è certi della commestibilità, in caso di dubbi sottoporre il raccolto agli Ispettorati Micologici delle Aziende Sanitarie Locali; il raccolto giornaliero non deve superare il limite previsto per legge; non utilizzare rastrelli o uncini che possano danneggiare il micelio; pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità; I funghi raccolti, preferibilmente solo esemplari freschi e giovani, devono essere trasportati in contenitori rigidi ed areati. L’utilizzo di sacchetti di plastica non permette infatti la diffusione delle spore fungine nel bosco e la mancanza di areazione causa il deterioramento del prodotto.
Nell’era moderna, anche assicurarsi di avere il cellulare acceso e funzionante è fondamentale.
In caso di necessità contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale dell’Arma dei Carabinieri. O il Soccorso Alpino da utilizzare in maniera coscienziosa (il 118 oppure il 112 e specificare che ci troviamo in terreno boschivo, di montagna o impervio e precisare se abbiamo problematiche di tipo sanitario o di orientamento).
Luca Dini
Insomma, funghi, funghi, fortissimamente funghi, ma con le dovute attenzioni. La stagione dei funghi in Garfagnana è un must. Nei boschi e nelle selve della zona arrivano cercato anche da fuori provincia. E c’è chi, come Careggine, ha pensato di legare al costo del tesserino obbligatorio per raccoglierli anche un buono pasto da consumare nei ristoranti del paese. Ma gli ambienti naturali dove crescono i funghi possono nascondere dei pericoli e negli ultimi anni i decessi dei cercatori hanno superato quelli dei “mangiatori”. La scarsa conoscenza dei luoghi o delle condizioni climatiche avverse porta molti cercatori a perdersi nei boschi e a riportare ferite talvolta gravi.
Ecco alcuni consigli dei Carabinieri Forestali utili ai cercatori: documentarsi sull’itinerario e scegliere i percorsi adatti alle proprie capacità fisiche; comunicare i propri spostamenti prima di intraprendere l’escursione; evitare di inoltrarsi da soli nel bosco, la presenza di un compagno è garanzia di un primo soccorso; consultare, prima della partenza, i bollettini meteorologici e osservare costantemente sul posto l’evoluzione delle condizioni atmosferiche. In caso di mal tempo non sostare in prossimità di alberi, pietre ed oggetti acuminati perché potrebbero attirare fulmini; scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura idonea: si consigliano calzature da trekking, indumenti resistenti e leggeri su più strati, cellulare, torcia e coltellino da funghi; astenersi sempre dalla raccolta di funghi dei quali non si è certi della commestibilità, in caso di dubbi sottoporre il raccolto agli Ispettorati Micologici delle Aziende Sanitarie Locali; il raccolto giornaliero non deve superare il limite previsto per legge; non utilizzare rastrelli o uncini che possano danneggiare il micelio; pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità; I funghi raccolti, preferibilmente solo esemplari freschi e giovani, devono essere trasportati in contenitori rigidi ed areati. L’utilizzo di sacchetti di plastica non permette infatti la diffusione delle spore fungine nel bosco e la mancanza di areazione causa il deterioramento del prodotto.
Nell’era moderna, anche assicurarsi di avere il cellulare acceso e funzionante è fondamentale.
In caso di necessità contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale dell’Arma dei Carabinieri. O il Soccorso Alpino da utilizzare in maniera coscienziosa (il 118 oppure il 112 e specificare che ci troviamo in terreno boschivo, di montagna o impervio e precisare se abbiamo problematiche di tipo sanitario o di orientamento).
Luca Dini
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