Il dolore
«Caso piscine, sentiamo odore di bruciato»
Attacco di Gemignani e Lucchesi: «Strano che i problemi siano emersi tutti proprio ora»
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BAGNI DI LUCCA. Arriva anche la posizione dei due consiglieri del gruppo di minoranza "Un Futuro per Bagni di Lucca", Claudio Gemignani e Laura Lucchesi, che sulla vicenda piscine comunali avanzano il dubbio che abbia prevalso l'amicizia politica e non il bene della comunità. Non senza peraltro avanzare dubbi e sospetti sull'operato della precedente amministrazione.
Il gruppo di opposizione ha voluto porre l'accento sulle problematiche legate alla chiusura dell'impianto di Villa Ada, soprattutto per quanto concerne la cittadinanza e le attività sportive, accettando fin da subito l'invito a partecipare ad un eventuale tavolo di confronto con le parti ed invitando, a sua volta, tutte le forze politiche a mettere da parte qualsiasi tipo di faziosità. «Siamo disponibili al confronto per trovare una soluzione indipendentemente dalla società che gestirà le piscine - dice il gruppo -. Anzi. Invitiamo tutte le parti a mettere da parte le fazioni politiche e ad agire per il bene del paese. Dobbiamo pensare che c'è una squadra sportiva da salvaguardare, un impianto frequentato da molti bimbi, e dei genitori giustamente allarmati».
Il gruppo però esprime «alcune perplessità riguardo a questa vicenda. Perplessità che, ci par di capire, condividiamo con la stessa amministrazione comunale. Ci sembra strano che tutti i problemi legati alla piscina siamo emersi adesso che si è insediata la nuova amministrazione. La cosa ci puzza. Per questo abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per visionare la corrispondenza tra il Comune e la società che gestiva l'impianto e capire se il problema è nato ora o con la precedente amministrazione. In questo caso ci troveremmo ad affrontare un'altra pesante eredità della passata amministrazione Betti».
Le perplessità del gruppo “Un Futuro per Bagni di Lucca”, però, non si fermano qui. Gemignani e Lucchesi, infatti, hanno espresso dubbi anche sulla decisione (ma soprattutto sulla tempistica) della società di non partecipare al bando e di chiedere addirittura al Comune 65mila euro per arredi acquistati esponendo problematiche emerse solo ora e non fino a qualche mese fa: «Vogliamo capire infine come mai a seguito della tempesta divento del 5 marzo 2015 si sono ottenuti fondi per rifare la seconda copertura delle piscine invernali, quella danneggiata dal vento. Invece con quei soldi sono stati rifatti gli spogliatoi i cui lavori, peraltro, non risultano finiti».
Emanuela Ambrogi
Il gruppo di opposizione ha voluto porre l'accento sulle problematiche legate alla chiusura dell'impianto di Villa Ada, soprattutto per quanto concerne la cittadinanza e le attività sportive, accettando fin da subito l'invito a partecipare ad un eventuale tavolo di confronto con le parti ed invitando, a sua volta, tutte le forze politiche a mettere da parte qualsiasi tipo di faziosità. «Siamo disponibili al confronto per trovare una soluzione indipendentemente dalla società che gestirà le piscine - dice il gruppo -. Anzi. Invitiamo tutte le parti a mettere da parte le fazioni politiche e ad agire per il bene del paese. Dobbiamo pensare che c'è una squadra sportiva da salvaguardare, un impianto frequentato da molti bimbi, e dei genitori giustamente allarmati».
Il gruppo però esprime «alcune perplessità riguardo a questa vicenda. Perplessità che, ci par di capire, condividiamo con la stessa amministrazione comunale. Ci sembra strano che tutti i problemi legati alla piscina siamo emersi adesso che si è insediata la nuova amministrazione. La cosa ci puzza. Per questo abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti per visionare la corrispondenza tra il Comune e la società che gestiva l'impianto e capire se il problema è nato ora o con la precedente amministrazione. In questo caso ci troveremmo ad affrontare un'altra pesante eredità della passata amministrazione Betti».
Le perplessità del gruppo “Un Futuro per Bagni di Lucca”, però, non si fermano qui. Gemignani e Lucchesi, infatti, hanno espresso dubbi anche sulla decisione (ma soprattutto sulla tempistica) della società di non partecipare al bando e di chiedere addirittura al Comune 65mila euro per arredi acquistati esponendo problematiche emerse solo ora e non fino a qualche mese fa: «Vogliamo capire infine come mai a seguito della tempesta divento del 5 marzo 2015 si sono ottenuti fondi per rifare la seconda copertura delle piscine invernali, quella danneggiata dal vento. Invece con quei soldi sono stati rifatti gli spogliatoi i cui lavori, peraltro, non risultano finiti».
Emanuela Ambrogi
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