Il dolore
Al Campo di Marte arrivano 14 posti letto per le cure intermedie
Il reparto post acuzie sarà inaugurato il 12 ottobre Baccelli: «Un impegno preso e mantenuto per i cittadini»
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LUCCA. Nell’ex ospedale Campo di Marte a breve saranno approntati quattordici posti letto per i pazienti che necessitano le cure intermedie: quei pazienti in sostanza che dopo essere stati dimessi dal San Luca necessitano di cure ulteriori prima di poter far ritorno alla propria casa, dai propri familiari. L’inaugurazione dei nuovi posti letto al Campo di Marte è in programma per il prossimo 12 ottobre.
«L’imminente attivazione dei 14 posti letto per le cure intermedie presso la Cittadella della Salute di Campo di Marte rappresenta il mantenimento di un impegno preso da tempo con i cittadini lucchesi e particolarmente atteso dalla nostra comunità - sottolinea Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd -. E quindi - afferma - accolgo con grande soddisfazione la notizia».
«Insieme all’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi - aggiunge Stefano Baccelli - abbiamo più volte affrontato la questione e con il forte supporto del sindaco Alessandro Tambellini, dei sindacati e dei medici lucchesi possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo fissati. Voglio ringraziare anche i dirigenti dell’Asl Toscana Nord Ovest per aver definito nei dettagli l’operazione che certamente porterà considerevoli benefici all’organizzazione del sistema di cura nel territorio lucchese».
«Com’è noto, infatti - spiega ancora il consigliere regionale - il nuovo ospedale San Luca, realizzato per le cosiddette acuzie, per svolgere al meglio la propria mission ha bisogno, tra le altre cose, di un sistema collaterale attrezzato per la presa in carico dei pazienti convalescenti. È davvero importante - sottolinea ancora - poter garantire un'assistenza ospedaliera a quei degenti che una volta dimessi dal San Luca non sono ancora in condizione di tornare a casa in attesa della piena guarigione. A questa esigenza risponde l’aumento dei posti letto alla Cittadella della Salute».
«Certo - conclude - è possibile ancora migliorare l’efficienza del sistema e in questo senso mi sento impegnato a monitorare da vicino l’evolversi della situazione, sia per quanto riguarda la questione delle cure intermedie che, più in generale, per gli altri servizi territoriali che solo se pienamente attivati possono contribuire al raggiungimento di standard qualitativi più elevati».
«L’imminente attivazione dei 14 posti letto per le cure intermedie presso la Cittadella della Salute di Campo di Marte rappresenta il mantenimento di un impegno preso da tempo con i cittadini lucchesi e particolarmente atteso dalla nostra comunità - sottolinea Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd -. E quindi - afferma - accolgo con grande soddisfazione la notizia».
«Insieme all’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi - aggiunge Stefano Baccelli - abbiamo più volte affrontato la questione e con il forte supporto del sindaco Alessandro Tambellini, dei sindacati e dei medici lucchesi possiamo dire di aver raggiunto l’obiettivo che ci eravamo fissati. Voglio ringraziare anche i dirigenti dell’Asl Toscana Nord Ovest per aver definito nei dettagli l’operazione che certamente porterà considerevoli benefici all’organizzazione del sistema di cura nel territorio lucchese».
«Com’è noto, infatti - spiega ancora il consigliere regionale - il nuovo ospedale San Luca, realizzato per le cosiddette acuzie, per svolgere al meglio la propria mission ha bisogno, tra le altre cose, di un sistema collaterale attrezzato per la presa in carico dei pazienti convalescenti. È davvero importante - sottolinea ancora - poter garantire un'assistenza ospedaliera a quei degenti che una volta dimessi dal San Luca non sono ancora in condizione di tornare a casa in attesa della piena guarigione. A questa esigenza risponde l’aumento dei posti letto alla Cittadella della Salute».
«Certo - conclude - è possibile ancora migliorare l’efficienza del sistema e in questo senso mi sento impegnato a monitorare da vicino l’evolversi della situazione, sia per quanto riguarda la questione delle cure intermedie che, più in generale, per gli altri servizi territoriali che solo se pienamente attivati possono contribuire al raggiungimento di standard qualitativi più elevati».
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