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Lucca

Corteo anti G7, sono 37 i rinvii a giudizio

Corteo anti G7, sono 37 i rinvii a giudizio

Chiesti dalla procura della Repubblica con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale dopo gli scontri del 10 aprile

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LUCCA. La procura della Repubblica chiede il rinvio a giudizio nei confronti di 37 persone provenienti dalle province di Firenze, Massa, Pisa, Pistoia, Viareggio e Lucca accusate di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e lancio ad accensione di oggetti pericolosi. Si tratta di un’indagine seguita agli incidente tra manifestanti e forze dell’ordine avvenuti lo scorso 10 aprile di fronte Porta San Jacopo in occasione del corto contro il G7 dei ministri degli esteri organizzato nella nostra città.

Tredici i lucchesi segnalati che si aggiungevano ai tre fermati immediatamente dopo gli scontri nel corso di un controllo preventivo della Digos su un furgone. Originariamente erano state 44 le persone denunciate dalla polizia con 9 fogli di via da Lucca, uno strumento repressivo a discrezione del questore e legato alla presunta pericolosità sociale dei soggetti che impone l’allontanamento fisico dal luogo per un minimo di sei mesi e un massimo di 3 anni.

Corteo autorizzato. Il questore, il 10 aprile scorso, aveva autorizzato il corteo lungo metà anello della Circonvallazione: dalla stazione a via delle Tagliate e ritorno. Trecentocinquanta manifestanti che con cartelli e slogan avevano contestato l’organizzazione del G7 e la militarizzazione della città. Sino all’altezza di Porta San Jacopo, seppur tra qualche tensione, il corteo era stato assolutamente pacifico. Poi una cinquantina di antagonisti deviarono il percorso previsto entrando in contatto con le forze dell’ordine che reagirono con due cariche disperdendo i manifestanti.

Le indagini. La procura delegò gli accertamenti alla Digos. Vennero visionati con attenzione i vari filmati realizzati nel corso della manifestazione dalla polizia scientifica oltre a quelli effettuati da giornalisti e reporter che seguirono da vicino lo svolgimento della manifestazione sino alla rottura del blocco e alle cariche della polizia. Decisiva anche l’osservazione dei dettagli per individuare i responsabili: dai vestiti agli accessori. Il momento topico fu l’uscita dal percorso prestabilito di un gruppo di antagonisti che proteggendosi con una rete metallica si diressero verso Porta San Jacopo al grido «via la polizia, non ci fermerete» entrando così in contatto con i reparti anti sommossa delle forze dell’ordine.

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