Il Tirreno

Lucca

Temporary store: 37 domande valide per Lucca Comics

di Flavia Barsotti
Temporary store: 37 domande valide per Lucca Comics

Secondo i dati ufficiali, sono in aumento rispetto allo scorso anno L’amministrazione promette controlli rigidissimi sulle attività 

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LUCCA. La stretta dell’amministrazione sui temporary store nei giorni di Lucca Comics, non ha scoraggiato le attività a presentare le Scia (segnalazioni certificate di inizio attività) che quest’anno hanno raggiunto quota 37 richieste valide. Dei punti vendita che hanno fatto domanda, 34 sono quelli non alimentari che esporranno gadget, magliette, pupazzi e piccoli souvenir della fiera del fumetto. Gli altri tre, saranno invece alimentari dedicati a panini, focaccine, porchetta e ramen, il cibo degli appassionati del Giappone e dintorni.

Un numero, quello complessivo, costituito non solo dalle attività italiane che si sono proposte, ma anche da qualcuno che si muoverà addirittura dall’estero, come una ditta francese per il settore non alimentare.

Ad oggi, sessanta sono invece le domande pervenute dai cosiddetti “porchettari”, ma la cifra è destinata a variare perché la scadenza per presentare la documentazione per l’affitto del suolo pubblico è prevista per oggi. Per limitare questo tipo di attività il Comune seguirà anche quest’anno le indicazioni del 2016, non superando il numero di 25 concessioni. Nella passata edizione, infatti, la quota si attestava sui 23 esercizi di somministrazione di cibo su area pubblica fuori dalle Mura.

Secondo i dati ufficiali forniti dall’amministrazione, le 37 domande arrivate agli uffici per i temporary store risultano di più rispetto allo scorso anno. «Le autorizzazioni nel 2016 per i negozi temporanei, sia alimentari che non, erano 25 – commenta l’assessore Valentina Mercanti – Quest’anno abbiamo registrato un aumento, nonostante i limiti imposti».

Nel 2017, infatti, sia i temporary alimentari che quelli non alimentari sono stati chiamati a presentare la segnalazione di inizio attività dal 7 agosto fino alle 13 del 16 settembre: nel 2016 il termine ultimo per consegnare la Scia era il 1° ottobre, ma valeva solo per gli store alimentari. Gli altri, potevano inviare la documentazione necessaria per aprire l’attività fino alla vigilia dell’inizio della manifestazione che era fissata per il 28 ottobre.

Una novità, quella di quest’anno, dettata dalla necessità di capire la portata di un fenomeno che negli ultimi tempi sta diventando un vero e proprio boom. A renderlo evidente, anche le tantissime offerte online di proprietari dei fondi in centro storico che mettono a disposizione per Lucca Comics i propri locali: a volte facendo fruttare gli esercizi sfitti, altre sgomberando le attività che solitamente lavorano in città per lasciare il posto ai negozi temporanei che restano operativi per la manifestazione (secondo la normativa, il tempo massimo concesso ai temporary store è di 90 giorni).

«Per il prossimo anno – afferma l’assessore Mercanti – organizzeremo un incontro con le associazioni di categoria e Lucca Comics per ragionare su come limitare queste attività. Con questo proliferare si rischia di alterare il tessuto commerciale della città e apportare un danno alla fiera. Capisco che sia un’occasione di lavoro, ma non dobbiamo spremere tutto quello che si può. Perché un utente che può acquistare in un temporary store ciò che trova negli stand all’interno della manifestazione, dovrebbe comprare il biglietto?». I negozi temporanei, del resto, si portano dietro una lunga scia di polemiche da parte di standisti e commercianti. «Lucca Comics è un fiore all’occhiello – prosegue – serve la massima attenzione per non alterarne gli equilibri».

Anche per questo, l’assessore anticipa che verranno effettuati controlli rigidissimi sui temporary store. Coloro che saranno sorpresi a non rispettare le regole e, nei confronti dei quali, sarà elevato un verbale, saranno penalizzati al momento della domanda per il prossimo anno. In questo senso, la posizione dell’amministrazione per preservare le ordinarie attività commerciali della città è chiara. E così, anche per quanto riguarda i porchettari che verranno collocati in zone lontane dagli esercizi lucchesi.

«Nella bozza del piano del commercio che è in discussione – conclude l’assessore Mercanti – ci sarà una stretta importante sui temporary store».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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