Sicurezza
L’odissea della giostra senza “casa”
Il titolare del carosello chiede di limitare a due i traslochi annuali e di lavorare durante i Comics
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Dunque soluzione trovata per il carosello di Virgilio Bonanni? Una domanda naturale alla luce di quanto visto nei giorni della febbre da Rolling Stones quando, in mezzo a una città “rivoluzionata” la storica giostra ha continuato tranquillamente a girare, per la gioia dei bambini, ai piedi della salita che porta al Caffè delle Mura, a due passi dal retro del palco del concerto e a pochi centimetri da una delle barriere di accesso. Tutto senza disagi di sorta.
Insomma la giostra non è stata spostata, nonostante tutto. E del resto la sua presenza non ha certo creato problemi. Anzi, era un qualcosa che contribuiva a regalare ulteriore allegria. Allora c’è la possibilità che rimanga lì anche nel periodo dei Comics? La domanda l’abbiamo girata al diretto interessato, Virgilio Bonanni appunto, titolare della giostra e da tempo impegnato in una... battaglia per la stabilità: «Beh, visto che non ci sono stati problemi in questa circostanza – risponde – non vedo perché non potrei continuare a lavorare anche in quell’occasione, visto che qui non ci sono stand o simili. Però non dipende da me».
L’alternativa, almeno quella adottata negli ultimi due anni, è quella peggiore per l’imprenditore, ossia la chiusura dell’attività. Chiusura che è già un danno sotto forma di mancati incassi, cui si aggiungono poi tutte le spese per lo smontaggio e il montaggio della struttura (per tacere dei rischi di danneggiamenti che accompagnano queste manovre). Un capitolo importante nella citata “battaglia per la stabilità”, visto che Bonanni è costretto a fare almeno quattro traslochi di sede all’anno, tra piazza Napoleone, lo slargo sotto il Caffè delle Mura dove si trova adesso e l’inattività. Traslochi costosi appunto, imposti da una serie di regolamenti e, spiega, anche da imposizioni della Sovrintendenza: «Quando, invece, in tutto il resto della Toscana giostre come la mia (che poi è un carosello di carattere storico con cavalli, non una semplice giostra con macchinine e astronavi ndr) stazionano in modo stabile nei centri storici».
«Capisco dovermi trasferire da piazza Napoleone in occasione di manifestazioni importanti come il Summer o i Comics – riprende Bonanno – ma non vedo perché non potrei stare sei mesi l’anno qui e altri sei mesi in piazza Napoleone, per esempio sotto Natale, quando tra mercatino e pista di pattinaggio la mia giostra potrebbe straci benissimo. Non dico di stare sempre nello stesso posto, ma almeno di fare solo due spostamenti all’anno».
Una richiesta che comprende anche la possibilità di poter continuare a lavorare nel periodo dei Comics (del resto una giostra lì non stonerebbe affatto, anzi) e che Bonanni ha avanzato più volte in Comune, forte anche di 1. 600 firme raccolte a sostegno della sua proposta.
Una richiesta che, scopriamo, pochi giorni fa ha avanzato anche al nuovo assessore alle attività produttive Valentina Mercanti: «Sì – spiega il titolare della giostra – e, intanto, sono soddisfatto dell’attenzione che mostrata nei confronti delle mie richieste. L’assessore mi ha assicurato che si interesserà della questione e ne parlerà con gli uffici e con la giunta. Speriamo che sia la volta buona». (l.s.)
Insomma la giostra non è stata spostata, nonostante tutto. E del resto la sua presenza non ha certo creato problemi. Anzi, era un qualcosa che contribuiva a regalare ulteriore allegria. Allora c’è la possibilità che rimanga lì anche nel periodo dei Comics? La domanda l’abbiamo girata al diretto interessato, Virgilio Bonanni appunto, titolare della giostra e da tempo impegnato in una... battaglia per la stabilità: «Beh, visto che non ci sono stati problemi in questa circostanza – risponde – non vedo perché non potrei continuare a lavorare anche in quell’occasione, visto che qui non ci sono stand o simili. Però non dipende da me».
L’alternativa, almeno quella adottata negli ultimi due anni, è quella peggiore per l’imprenditore, ossia la chiusura dell’attività. Chiusura che è già un danno sotto forma di mancati incassi, cui si aggiungono poi tutte le spese per lo smontaggio e il montaggio della struttura (per tacere dei rischi di danneggiamenti che accompagnano queste manovre). Un capitolo importante nella citata “battaglia per la stabilità”, visto che Bonanni è costretto a fare almeno quattro traslochi di sede all’anno, tra piazza Napoleone, lo slargo sotto il Caffè delle Mura dove si trova adesso e l’inattività. Traslochi costosi appunto, imposti da una serie di regolamenti e, spiega, anche da imposizioni della Sovrintendenza: «Quando, invece, in tutto il resto della Toscana giostre come la mia (che poi è un carosello di carattere storico con cavalli, non una semplice giostra con macchinine e astronavi ndr) stazionano in modo stabile nei centri storici».
«Capisco dovermi trasferire da piazza Napoleone in occasione di manifestazioni importanti come il Summer o i Comics – riprende Bonanno – ma non vedo perché non potrei stare sei mesi l’anno qui e altri sei mesi in piazza Napoleone, per esempio sotto Natale, quando tra mercatino e pista di pattinaggio la mia giostra potrebbe straci benissimo. Non dico di stare sempre nello stesso posto, ma almeno di fare solo due spostamenti all’anno».
Una richiesta che comprende anche la possibilità di poter continuare a lavorare nel periodo dei Comics (del resto una giostra lì non stonerebbe affatto, anzi) e che Bonanni ha avanzato più volte in Comune, forte anche di 1. 600 firme raccolte a sostegno della sua proposta.
Una richiesta che, scopriamo, pochi giorni fa ha avanzato anche al nuovo assessore alle attività produttive Valentina Mercanti: «Sì – spiega il titolare della giostra – e, intanto, sono soddisfatto dell’attenzione che mostrata nei confronti delle mie richieste. L’assessore mi ha assicurato che si interesserà della questione e ne parlerà con gli uffici e con la giunta. Speriamo che sia la volta buona». (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
