Sicurezza
Sergio Tortelli (lega pensionati)
Esposto in procura per la dialisi trasferita
CASTELNUOVO GARFAGNANA. Da mesi segnala il rischio trasferimento del reparto dialisi, chiedendo rassicurazioni alle istituzioni. Tutto inutile, e così quelle che erano segnalazioni diventano una vera...
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CASTELNUOVO GARFAGNANA. Da mesi segnala il rischio trasferimento del reparto dialisi, chiedendo rassicurazioni alle istituzioni. Tutto inutile, e così quelle che erano segnalazioni diventano una vera e propria denuncia. È quella che il segretario della Lega Pensionati cgil dell’Alta Garfagnana Sergio Tortelli ha inviato in Procura.
«Si da ormai per certo che col prossimo 5 ottobre – scrive Tortelli – avrà inizio, sia pur gradualmente l’esodo dei pazienti dializzati dall’ospedale di Castelnuovo all’ospedale San Francesco di Barga. I nostri appelli, le nostre denunce, le centinaia di firme raccolte contro questa sciagurata decisione sono state completamente e volutamente ignorate. Un altro pezzo di sanità di vitale importanza per gli abitanti di questo territorio si trasferisce altrove, un ulteriore invito ai giovani ad abbandonare una terra che nulla ha più da offrire».
Il tutto, prosegue, in mezza a «un assordante silenzio da parte del presidente della Conferenza dei sindaci, del presidente dell’Unione dei comuni, degli stessi sindaci e delle forze politiche locali a qualsiasi colore appartengono. Stendiamo poi un velo pietoso su quelle organizzazioni per il diritto del malato, interessatesi solo all’ospedale unico di Pieve Fosciana. Prima che sia operativo il provvedimento di trasferimento, mi sento in obbligo, oltre che in dovere, di segnalare un altro non trascurabile particolare, soprattutto ai tecnici e ai dirigenti coinvolti. Siamo certi che l’operazione di trasferimento dei dializzati sia realizzabile senza prima essersi accertati se esistono tutti quei servizi di supporto che assicurino la salute del paziente in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza? Per esempio il servizio continuo di cardiologia, il pronto soccorso, il laboratorio di analisi, il percorso interno per il trasferimento urgente del dializzato ad altro reparto. Questi sono alcuni dei servizi indispensabili che per legge devono essere comunque assicurati. Se a tutto questo aggiungiamo che oltre a creare enormi disagi agli ammalati, specie dell’Alta Garfagnana, la collettività dovrà farsi carico dei maggiori costi derivati dai trasporti, che da un attento studio in nostro possesso, si aggirano a circa a 140 mila euro l’anno. Sarebbe interessante ci spiegassero, soprattutto gli stessi sindaci che cosa li ha spinti ad adottare una si scellerata decisione».
«Comunque – chiude Tortelli – queste osservazioni sono state sottoposte anche alla Procura della Repubblica, affinché nella deprecabile ipotesi questa decisione creasse gravi danni alla salute dei pazienti interessati è bene si sappia che ognuno, nell’ambito delle sue competenze, dovrà assumersi le proprie responsabilità, sotto l’aspetto penale e civile».
«Si da ormai per certo che col prossimo 5 ottobre – scrive Tortelli – avrà inizio, sia pur gradualmente l’esodo dei pazienti dializzati dall’ospedale di Castelnuovo all’ospedale San Francesco di Barga. I nostri appelli, le nostre denunce, le centinaia di firme raccolte contro questa sciagurata decisione sono state completamente e volutamente ignorate. Un altro pezzo di sanità di vitale importanza per gli abitanti di questo territorio si trasferisce altrove, un ulteriore invito ai giovani ad abbandonare una terra che nulla ha più da offrire».
Il tutto, prosegue, in mezza a «un assordante silenzio da parte del presidente della Conferenza dei sindaci, del presidente dell’Unione dei comuni, degli stessi sindaci e delle forze politiche locali a qualsiasi colore appartengono. Stendiamo poi un velo pietoso su quelle organizzazioni per il diritto del malato, interessatesi solo all’ospedale unico di Pieve Fosciana. Prima che sia operativo il provvedimento di trasferimento, mi sento in obbligo, oltre che in dovere, di segnalare un altro non trascurabile particolare, soprattutto ai tecnici e ai dirigenti coinvolti. Siamo certi che l’operazione di trasferimento dei dializzati sia realizzabile senza prima essersi accertati se esistono tutti quei servizi di supporto che assicurino la salute del paziente in qualsiasi momento e in qualsiasi circostanza? Per esempio il servizio continuo di cardiologia, il pronto soccorso, il laboratorio di analisi, il percorso interno per il trasferimento urgente del dializzato ad altro reparto. Questi sono alcuni dei servizi indispensabili che per legge devono essere comunque assicurati. Se a tutto questo aggiungiamo che oltre a creare enormi disagi agli ammalati, specie dell’Alta Garfagnana, la collettività dovrà farsi carico dei maggiori costi derivati dai trasporti, che da un attento studio in nostro possesso, si aggirano a circa a 140 mila euro l’anno. Sarebbe interessante ci spiegassero, soprattutto gli stessi sindaci che cosa li ha spinti ad adottare una si scellerata decisione».
«Comunque – chiude Tortelli – queste osservazioni sono state sottoposte anche alla Procura della Repubblica, affinché nella deprecabile ipotesi questa decisione creasse gravi danni alla salute dei pazienti interessati è bene si sappia che ognuno, nell’ambito delle sue competenze, dovrà assumersi le proprie responsabilità, sotto l’aspetto penale e civile».
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