Finanza
Parco, confini immutati «Un pericolo sventato»
Il sindaco di Pescaglia Bonfanti soddisfatto per l’esclusione di centri abitati dal nuovo perimetro: «Si sarebbero introdotti vincoli pesanti per la popolazione»
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PESCAGLIA. Sventato il rischio di vincoli ritenuti insostenibili: per questo motivo la modifica del perimetro del Parco delle Apuane, con l’esclusione di alcuni centri abitati, viene visto con soddisfazione dagli amministratori locali. È il caso del sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti sull’approvazione definitiva, in consiglio regionale della proposta di legge promossa da Stefano Baccelli, che deperimetra dall’area del Parco delle Apuane il territorio del Comune di Pescaglia e, contestualmente, apre la variante allo stralcio del piano di parco.
«Un provvedimento – si legge sulla nota del Comune – che si era reso necessario dopo l’approvazione dello stralcio del piano, che aveva inserito all’interno delle aree protette del Parco anche nuclei abitati e una vasta porzione del territorio. Questo avrebbe introdotto numerosi vincoli per la popolazione; ad esempio nei paesi sarebbero stati impediti molti interventi urbanistici e anche quelli più semplici, come una piccola manutenzione dell’abitazione o una sua tinteggiatura, sarebbero stati soggetti al pagamento di ingenti spese amministrative e a un lungo iter burocratico per l’autorizzazione».
«Una vittoria dei cittadini di Pescaglia – commenta il sindaco – che è frutto dei buoni rapporti che abbiamo costruito con la Regione, l’Ente Parco regionale e gli altri sindaci. Pescaglia. Grazie al lavoro che da sempre è stato in cima alla nostra agenda, ha saputo uscire dall’isolamento in cui si erano rinchiuse le precedenti amministrazioni, ottenendo un risultato veramente importante. La situazione che sarebbe emersa dal nuovo perimetro del Parco, frutto anche di uno scellerato voto favorevole in Comunità di Parco da parte del Comune di Pescaglia nel 2011, avrebbe fortemente danneggiato il nostro territorio. Pareva una questione quasi impossibile da risolvere ma, quando ne siamo venuti a conoscenza, a gennaio 2017, ci siamo rimboccati le maniche riuscendo a risolverla. Il risultato è merito anche del forte interessamento da parte dell’assessore regionale Marco Remaschi e al presidente della quarta commissione Stefano Baccelli».
La “legge Baccelli” è stata approvata dal consiglio regionale con i voti favorevoli del Pd, l’astensione della Lega Nord e il voto contrario di 5 stelle, Forza Italia, FdI e Sì Toscana a Sinistra. L’atto recepisce la delibera della Comunità di parco, votata favorevolmente all’unanimità da parte dei sindaci, che aveva avuto parere favorevole anche dall’Ente parco stesso, il quale aveva riconosciuto che su Pescaglia erano state inserite delle zone abitate che poco avevano a che fare con l’area protetta. Di qui la richiesta di apertura della variante. Contestualmente, il consiglio regionale ha approvato una mozione che riguarda anche il territorio di Borgo a Mozzano.
«Mi unisco al sindaco Bonfanti – commenta il primo cittadino di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti – nell’esprimere la soddisfazione per quella che è una vera e propria vittoria. Nella variante dei confini del Parco, infatti, sarebbero dovuti rientrare anche due territori borghigiani, San Romano e Motrone. Queste due frazioni sarebbero state investite da gravi limitazioni sia urbanistiche, sia per quanto riguarda la caccia, una situazione che avrebbe portato alla saturazione di altre aree. Con la votazione dei giorni scorsi tutto torna com’era: i confini restano quelli di sempre»
«Un provvedimento – si legge sulla nota del Comune – che si era reso necessario dopo l’approvazione dello stralcio del piano, che aveva inserito all’interno delle aree protette del Parco anche nuclei abitati e una vasta porzione del territorio. Questo avrebbe introdotto numerosi vincoli per la popolazione; ad esempio nei paesi sarebbero stati impediti molti interventi urbanistici e anche quelli più semplici, come una piccola manutenzione dell’abitazione o una sua tinteggiatura, sarebbero stati soggetti al pagamento di ingenti spese amministrative e a un lungo iter burocratico per l’autorizzazione».
«Una vittoria dei cittadini di Pescaglia – commenta il sindaco – che è frutto dei buoni rapporti che abbiamo costruito con la Regione, l’Ente Parco regionale e gli altri sindaci. Pescaglia. Grazie al lavoro che da sempre è stato in cima alla nostra agenda, ha saputo uscire dall’isolamento in cui si erano rinchiuse le precedenti amministrazioni, ottenendo un risultato veramente importante. La situazione che sarebbe emersa dal nuovo perimetro del Parco, frutto anche di uno scellerato voto favorevole in Comunità di Parco da parte del Comune di Pescaglia nel 2011, avrebbe fortemente danneggiato il nostro territorio. Pareva una questione quasi impossibile da risolvere ma, quando ne siamo venuti a conoscenza, a gennaio 2017, ci siamo rimboccati le maniche riuscendo a risolverla. Il risultato è merito anche del forte interessamento da parte dell’assessore regionale Marco Remaschi e al presidente della quarta commissione Stefano Baccelli».
La “legge Baccelli” è stata approvata dal consiglio regionale con i voti favorevoli del Pd, l’astensione della Lega Nord e il voto contrario di 5 stelle, Forza Italia, FdI e Sì Toscana a Sinistra. L’atto recepisce la delibera della Comunità di parco, votata favorevolmente all’unanimità da parte dei sindaci, che aveva avuto parere favorevole anche dall’Ente parco stesso, il quale aveva riconosciuto che su Pescaglia erano state inserite delle zone abitate che poco avevano a che fare con l’area protetta. Di qui la richiesta di apertura della variante. Contestualmente, il consiglio regionale ha approvato una mozione che riguarda anche il territorio di Borgo a Mozzano.
«Mi unisco al sindaco Bonfanti – commenta il primo cittadino di Borgo a Mozzano Patrizio Andreuccetti – nell’esprimere la soddisfazione per quella che è una vera e propria vittoria. Nella variante dei confini del Parco, infatti, sarebbero dovuti rientrare anche due territori borghigiani, San Romano e Motrone. Queste due frazioni sarebbero state investite da gravi limitazioni sia urbanistiche, sia per quanto riguarda la caccia, una situazione che avrebbe portato alla saturazione di altre aree. Con la votazione dei giorni scorsi tutto torna com’era: i confini restano quelli di sempre»
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