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Lucca e la seta: libro a due mani presentato a Torino

LUCCA. «Lucca non fu solo la prima città del mondo occidentale a raggiungere una produzione di tessuti di lusso in grado di competere a pieno titolo con le tradizionali stoffe orientali, ma grazie...

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LUCCA. «Lucca non fu solo la prima città del mondo occidentale a raggiungere una produzione di tessuti di lusso in grado di competere a pieno titolo con le tradizionali stoffe orientali, ma grazie alla migrazione dei suoi mercanti e artigiani, nel corso del XIV secolo fornì le conoscenze tecniche e organizzative per il decollo della lavorazione serica in altri centri italiani, ponendo le basi di quella che rimase per oltre cinque secoli, fino all'inizio del Novecento, la principale industria della penisola destinata all'esportazione».

Con queste parole Luca Molà introduce alla lettura del volume scritto a quattro mani da Ludovica Rosati e Ignazio Del Punta dal titolo, Lucca una città di seta. Produzione, commercio e diffusione dei tessuti lucchesi nel Tardo Medioevo edito da Pacini Fazzi con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La novità della ricerca sta proprio nel diverso ambito di studio dei due autori che hanno creato nel volume un connubio fra storia economica e sociale da un lato e storia dell'arte dall'altro, storia delle tecniche e analisi analitica dei tessuti antichi, consentendo di avere una visione a tutto tondo e di mettere a frutto un reciproco scambio di competenze, sfruttando anche la possibilità di indagare fonti fra loro molto diverse come quelle archivistiche, ma anche materiali, letterarie, iconografiche. Ne è emersa una ricerca corposa, corredata da un ricco apparato iconografico proveniente dai maggiori musei internazionali, comprendente sia esempi di manufatti serici di produzione lucchese sia opere d'arte all'interno delle quali la rappresentazione di elementi decorativi sui tessuti serve da confronto agli originali presentati; una ricerca che nella parte curata da Maria Ludovica Rosati si occupa dei manufatti di produzione lucchese evidenziandone la tipologia e la tecnica e inquadrandoli nella “cultura della seta” coeva e nella sezione di ricerca storico-archivistica curata da Ignazio del Punta traccia le coordinate del commercio di seta tra Due e Trecento arrivando a descrivere l'organizzazione della produzione, i flussi migratori di artigiani fuori e verso la città di Lucca, le compagnie mercantili operanti sui mercati mondiali.

Da sottolineare l'importanza delle appendici a corredo del volume che presentano, oltre alla bibliografia e agli indici di nomi e luoghi, due specifici apparati, dedicati il primo alla schedatura tecnica di 35 manufatti serici con indicazione di trame, orditi, descrizione tipologica, bibliografia specifica e il secondo ai riferimenti di tessuti lucchesi negli Inventari (15 inventari che vanno dal Vaticano del 1295 a quello della cattedrale di Notre Dame del 1411) preziosa testimonianza dell'alta veicolazione dei manufatti lucchesi, presenti nelle maggiori corti europee dell'epoca.

«Un libro importante e ricco di stimoli – evidenzia ancora Luca Molà nella sua premessa – che dovrebbe far riflettere gli storici impegnati nei dibattiti internazionali, spesso ignari di una 'prima globalizzazione' che ebbe le sue radici nel rapporto tra Italia e Asia ben prima dei viaggi di scoperta oceanici, trovando nella cultura materiale della seta il suo elemento centrale».

La presentazione è in programma per questo pomeriggio alle 18 al Museo di Arte Orientale di Torino all'interno della programmazione museale.

Relatori Luca Molà, Andreina d'Agliano (Museo Filatoio di Caraglio), alla presenza naturalmente di autori ed editore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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