Sicurezza
La Banca d’Italia vende un palazzo al Giannotti
È composto da tre appartamenti e un negozio: non c’è base d’asta Rimane ancora senza acquirenti la sede che si trova in via Matteo Civitali
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LUCCA. La Banca d’Italia riprova a vendere uno dei suoi due immobili posseduti a Lucca. Non si tratta della sede di via Matteo Civitali, ma del palazzo sul retro che ha l’ingresso in Borgo Giannotti, al numero civico 256.
L’immobile in vendita risale ai primi del Novecento ed ha una superficie lorda totale di circa 1.460 mq. Si tratta di un unico edificio, libero su tre lati, affacciato su un cortile e su due giardini posti a differenti livelli e si compone di un locale tecnico, due cantine, un locale per esercizi sportivi, tr autorimesse, tre unità a destinazione d’uso abitazione (di cui una affittata fino al 2019).
Il bando di gara prevede sia la vendita in blocco, sia quella in lotti: il complesso è stato infatti suddiviso in quattro parti indipendenti, cioè i tre appartamenti più il locale commerciale al piano terra.
La particolarità di questa vendita è che non c’è base d’asta: chi è interessato dovrà indicare una cifra offerta. Bankitalia poi deciderà chi ammettere alla fase successiva: coloro che saranno invitati dovranno formulare un’offerta irrevocabile d’acquisto. Sarà dopo questo passo che la Banca determinerà (prima dell’apertura delle buste) il valore minimo di congruità dell’immobile. Le offerte di acquisto per l’intero immobile avranno la precedenza rispetto a quelle per i singoli lotti.
Anche se non c’è una base d’asta si può avere un’idea di massima del valore del complesso ricordando che ai tempi del primo bando di gara (correva l’anno 2013) la gara partiva da poco meno di 2 miulioni e 900mila euro.
Quell’asta, tuttavia, andò deserta, come i due tentativi successivi.
Non fa parte del bando emesso dalla Banca d’Italia, come accennato, il più grande complesso di via Matteo Civitali, nella quale fu spostata a inizio degli anni Novanta la sede della filiale lucchese, prima ospitata in un grande palazzo tra via Mordini e piazza del Carmine.
Si tratta di un edificio certo più complesso da vendere, sia per l’impegno economico richiesto (il primo bando partiva da nove milioni di euro), sia per la scarsa versatilità, nonostante si trovi in una posizione ideale della primissima periferia.
Ai tempi del primo bando si era parlato dell’interesse di una clinica privata, ma poi questa opzione era caduta. E così gli oltre 4.400 mq su tre piani, con due alloggi di servizio, continuano a rimanere desolatamente vuoti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’immobile in vendita risale ai primi del Novecento ed ha una superficie lorda totale di circa 1.460 mq. Si tratta di un unico edificio, libero su tre lati, affacciato su un cortile e su due giardini posti a differenti livelli e si compone di un locale tecnico, due cantine, un locale per esercizi sportivi, tr autorimesse, tre unità a destinazione d’uso abitazione (di cui una affittata fino al 2019).
Il bando di gara prevede sia la vendita in blocco, sia quella in lotti: il complesso è stato infatti suddiviso in quattro parti indipendenti, cioè i tre appartamenti più il locale commerciale al piano terra.
La particolarità di questa vendita è che non c’è base d’asta: chi è interessato dovrà indicare una cifra offerta. Bankitalia poi deciderà chi ammettere alla fase successiva: coloro che saranno invitati dovranno formulare un’offerta irrevocabile d’acquisto. Sarà dopo questo passo che la Banca determinerà (prima dell’apertura delle buste) il valore minimo di congruità dell’immobile. Le offerte di acquisto per l’intero immobile avranno la precedenza rispetto a quelle per i singoli lotti.
Anche se non c’è una base d’asta si può avere un’idea di massima del valore del complesso ricordando che ai tempi del primo bando di gara (correva l’anno 2013) la gara partiva da poco meno di 2 miulioni e 900mila euro.
Quell’asta, tuttavia, andò deserta, come i due tentativi successivi.
Non fa parte del bando emesso dalla Banca d’Italia, come accennato, il più grande complesso di via Matteo Civitali, nella quale fu spostata a inizio degli anni Novanta la sede della filiale lucchese, prima ospitata in un grande palazzo tra via Mordini e piazza del Carmine.
Si tratta di un edificio certo più complesso da vendere, sia per l’impegno economico richiesto (il primo bando partiva da nove milioni di euro), sia per la scarsa versatilità, nonostante si trovi in una posizione ideale della primissima periferia.
Ai tempi del primo bando si era parlato dell’interesse di una clinica privata, ma poi questa opzione era caduta. E così gli oltre 4.400 mq su tre piani, con due alloggi di servizio, continuano a rimanere desolatamente vuoti.
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