Sicurezza
Il mobilificio si trasforma in una galleria d’arte
di Rossella Lucchesi
Parte oggi l’iniziativa di Lorenzo Pacini, che è anche omaggio a Giannetto Salotti Dalla collezione privata dell’imprenditore arrivano opere degli ultimi cinque secoli
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LUCCA. Quando elementi di arredo di gran pregio e il design più sofisticato incontrano capolavori dell’arte di tutti i tempi e insieme spalancano le braccia alla modernità. Accade venerdì 29 settembre al Centro Studi d’Arte Lorenzo Pacini che ha sede negli spazi espositivi del noto mobilificio di Guamo.
L’occasione è la giornata “a fianco dell’artista” con arte e musica dal vivo, alla quale chiunque può partecipare a ingresso libero e ammirare straordinarie opere d’arte, realizzate negli ultimi cinque secoli da grandi artisti, oltre a un omaggio allo scultore lucchese Giannetto Salotti, scomparso nell’agosto 2013 all’età di 95 anni. Ma anche dipinti di oggi che prenderanno corpo “in diretta” dalle mani di una ventina di noti pittori e scultori, che, a partire dalle 15. 30 lavoreranno en plein air sotto il loggiato dell’edificio e nel prato adiacente, dove anche un esperto writer darà mostra del proprio talento.
La giornata sarà intervallata da alcuni momenti musicali e con l’intrattenimento alla chitarra di Gabriele Levrini, collaboratore dell’azienda Pacini, fino al saluto delle autorità, previsto intorno alle 19.30, per concludersi con un ricco buffet per tutti i presenti.
«Scopo dell’iniziativa – spiega Lorenzo Pacini –, è avvicinare la gente all’arte, ma anche assistere ai tanti passaggi che portano alla creazione di un quadro o di una scultura». Un’occasione, dunque, da non lasciarsi sfuggire. D’altronde non capita tutti i giorni di poter visitare tutte insieme tante meraviglie dell’arte, passeggiando in mezzo a mobili preziosi, costruiti da abili artigiani. L’evento non è comunque un caso. L’architetto Lorenzo Pacini non è soltanto uno stimato commerciante di mobili e oggetti d’antiquariato e un eccellente designer, ma anche un collezionista di quadri (quelli esposti provengono dalla sua collezione privata), critico d’arte di successo e curatore di mostre, nonché autore di saggi e pubblicazioni sul tema.
Conosciuto anche all’estero e famoso per avere arredato la villa del presidente del parlamento libanese Nabih Berri sul lungomare di Beirut e quella ad Anversa della figlia. Questa è dunque l’occasione per unire le sue grandi passioni che condivide con la moglie Rosangela, esperta antiquaria che tanto si è spesa, insieme allo staff organizzativo, per allestire l’esposizione che interessa l’intera area espositiva del mobilificio.
Si parte dal piano terra con la personale del pittore paesaggista labronico Andrea Borella che, con 120 dipinti, riassume gli ultimi tre anni di lavoro dell’artista. Il percorso espositivo prosegue al piano superiore, dove si fa sfoggio di pittura antica, datata tra il Cinquecento e l’Ottocento, tra cui spiccano capolavori di artisti come Louis Leopold Boilly e il caposcuola della pittura intimista partenopea Gioacchino Toma. Ma anche “L’ultima cena” di Lambert Van Noort che fu il maestro del Rubens e del Van Dyck, la Sacra Famiglia del pittore neoclassico Angelo Recchia e la sensuale “signora con mantello” che Vittorio Gussoni realizzò ai primi del Novecento. Bisogna salire al secondo piano per ammirare la retrospettiva dello scultore Giannetto Salotti, qui rappresentata con oltre trecento esemplari che ripercorrono le tappe salienti della carriera dell’artista che tanto amava ritrarre figure femminili, spesso viste sotto il profilo materno. È dedicata a una donna anche la sua ultima opera, mentre fa il gesto di raccogliere i capelli. Capolavori in gesso, ceramica, terracotta, legno, bronzo e marmo e una lunga serie di disegni, dipinti e bozzetti. E poi l’Oscar della moda commissionato dallo stilista Ives St. Laurent negli anni Settanta. E sopra un tavolo oggetti personali dell’artista, come il bastone, gli occhiali e molti attrezzi da lavoro.
«Spero solo che si possa fare qualcosa per mantenere viva la memoria di questo “grande” e forse poco compreso genio dell’arte» commenta Lorenzo Pacini, suggerendo alle istituzioni di intitolargli una fondazione. Sullo stesso piano anche la personale del pittore Gualtiero Passani, classe 1926, presente all’iniziativa con un centinaio di dipinti, uno dei quali è stato donato a Vittorio Sgarbi, a giugno in visita alla mostra. Che proseguirà almeno fino a fine anno e con l’occasione i mobili esposti saranno in promozione.
L’occasione è la giornata “a fianco dell’artista” con arte e musica dal vivo, alla quale chiunque può partecipare a ingresso libero e ammirare straordinarie opere d’arte, realizzate negli ultimi cinque secoli da grandi artisti, oltre a un omaggio allo scultore lucchese Giannetto Salotti, scomparso nell’agosto 2013 all’età di 95 anni. Ma anche dipinti di oggi che prenderanno corpo “in diretta” dalle mani di una ventina di noti pittori e scultori, che, a partire dalle 15. 30 lavoreranno en plein air sotto il loggiato dell’edificio e nel prato adiacente, dove anche un esperto writer darà mostra del proprio talento.
La giornata sarà intervallata da alcuni momenti musicali e con l’intrattenimento alla chitarra di Gabriele Levrini, collaboratore dell’azienda Pacini, fino al saluto delle autorità, previsto intorno alle 19.30, per concludersi con un ricco buffet per tutti i presenti.
«Scopo dell’iniziativa – spiega Lorenzo Pacini –, è avvicinare la gente all’arte, ma anche assistere ai tanti passaggi che portano alla creazione di un quadro o di una scultura». Un’occasione, dunque, da non lasciarsi sfuggire. D’altronde non capita tutti i giorni di poter visitare tutte insieme tante meraviglie dell’arte, passeggiando in mezzo a mobili preziosi, costruiti da abili artigiani. L’evento non è comunque un caso. L’architetto Lorenzo Pacini non è soltanto uno stimato commerciante di mobili e oggetti d’antiquariato e un eccellente designer, ma anche un collezionista di quadri (quelli esposti provengono dalla sua collezione privata), critico d’arte di successo e curatore di mostre, nonché autore di saggi e pubblicazioni sul tema.
Conosciuto anche all’estero e famoso per avere arredato la villa del presidente del parlamento libanese Nabih Berri sul lungomare di Beirut e quella ad Anversa della figlia. Questa è dunque l’occasione per unire le sue grandi passioni che condivide con la moglie Rosangela, esperta antiquaria che tanto si è spesa, insieme allo staff organizzativo, per allestire l’esposizione che interessa l’intera area espositiva del mobilificio.
Si parte dal piano terra con la personale del pittore paesaggista labronico Andrea Borella che, con 120 dipinti, riassume gli ultimi tre anni di lavoro dell’artista. Il percorso espositivo prosegue al piano superiore, dove si fa sfoggio di pittura antica, datata tra il Cinquecento e l’Ottocento, tra cui spiccano capolavori di artisti come Louis Leopold Boilly e il caposcuola della pittura intimista partenopea Gioacchino Toma. Ma anche “L’ultima cena” di Lambert Van Noort che fu il maestro del Rubens e del Van Dyck, la Sacra Famiglia del pittore neoclassico Angelo Recchia e la sensuale “signora con mantello” che Vittorio Gussoni realizzò ai primi del Novecento. Bisogna salire al secondo piano per ammirare la retrospettiva dello scultore Giannetto Salotti, qui rappresentata con oltre trecento esemplari che ripercorrono le tappe salienti della carriera dell’artista che tanto amava ritrarre figure femminili, spesso viste sotto il profilo materno. È dedicata a una donna anche la sua ultima opera, mentre fa il gesto di raccogliere i capelli. Capolavori in gesso, ceramica, terracotta, legno, bronzo e marmo e una lunga serie di disegni, dipinti e bozzetti. E poi l’Oscar della moda commissionato dallo stilista Ives St. Laurent negli anni Settanta. E sopra un tavolo oggetti personali dell’artista, come il bastone, gli occhiali e molti attrezzi da lavoro.
«Spero solo che si possa fare qualcosa per mantenere viva la memoria di questo “grande” e forse poco compreso genio dell’arte» commenta Lorenzo Pacini, suggerendo alle istituzioni di intitolargli una fondazione. Sullo stesso piano anche la personale del pittore Gualtiero Passani, classe 1926, presente all’iniziativa con un centinaio di dipinti, uno dei quali è stato donato a Vittorio Sgarbi, a giugno in visita alla mostra. Che proseguirà almeno fino a fine anno e con l’occasione i mobili esposti saranno in promozione.
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