Il dolore
Calci al pensionato che difende la bici
di Luca Tronchetti
Al baluardo San Colombano due giovani extracomunitari picchiano settantenne che si riprende il velocipede rubato
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LUCCA. È riuscito a difendere con le unghie e con i denti la bicicletta da donna marca Poli che qualche istante prima gli avevano rubato sulle Mura. Ma si è beccato spintoni e calci negli stinchi da due giovani extracomunitari che pochi minuti prima si erano impossessati del velocipede chiuso con il lucchetto nell’apposita rastrelliera fuori dal caffè al baluardo San Colombano. Protagonista della disavventura un pensionato di settant’anni, grande tifoso della Lucchese, che ha rifiutato di andare al pronto soccorso nonostante i calci negli stinchi rifilati dai due giovanissimi immigrati nordafricani che si sono dileguati facendo perdere le loro tracce.
Il racconto. «Ho chiamato la polizia, ma quei due come dei fulmini si sono dileguati in direzione della stazione ferroviaria. Impossibile seguirli e acciuffarli» dice il pensionato vinto dall’amarezza per l’affronto subito: «Sono rimasto male dal comportamento aggressivo e impietoso di quei due giovanissimi ragazzi. A me sarebbe bastato che lasciassero la bicicletta senza colpirmi con violenza con calci alle gambe facendomi pure cadere. Non c’è più rispetto per noi anziani. Accanirsi in quel modo contro un settantenne è da vigliacchi. Sono riuscito a recuperare la bici anche se, nel frattempo, avevano smontato il portapacchi».
I fatti. Mezzogiorno e mezzo, ristorante caffetteria San Colombano. Il pensionato settantenne residente in centro storico in sella alla bicicletta della moglie scende e lega accuratamente la ruota anteriore alla rastrelliera con un lucchetto metallico. Il tempo di prendere da bere e, cinque minuti dopo, è giù fuori dal locale. Ma appena si avvicina allo stallo si accorge, non senza stupore, che la bicicletta color avana è sparita. Volatilizzata. L’anziano però non si perde d’animo. I ladri non saranno lontani. Così da due passi e vicino a due panchine nota due giovanissimi immigrati che trascinano una bicicletta: la sua. Si avvicina e prende il cellulare sistemandolo accanto all’orecchio destro per fingere una conversazione in modo da non dare nell’occhio. Ma appena giunto accanto alla bici scatta come un grillo e salta addosso all’immigrato che la tiene per il manubrio. Nasce una colluttazione e l’anziano finisce anche a terra. Uno dei due giovani scappa, l’altro reagisce e molla al padrone della bici una raffica di calci prima di dileguarsi pure lui. Il pensionato, che ha rovinato pure il cellulare, chiama la polizia. Ma gli autori del furto trasformatosi in tentata rapina sono uccel di bosco.
Il racconto. «Ho chiamato la polizia, ma quei due come dei fulmini si sono dileguati in direzione della stazione ferroviaria. Impossibile seguirli e acciuffarli» dice il pensionato vinto dall’amarezza per l’affronto subito: «Sono rimasto male dal comportamento aggressivo e impietoso di quei due giovanissimi ragazzi. A me sarebbe bastato che lasciassero la bicicletta senza colpirmi con violenza con calci alle gambe facendomi pure cadere. Non c’è più rispetto per noi anziani. Accanirsi in quel modo contro un settantenne è da vigliacchi. Sono riuscito a recuperare la bici anche se, nel frattempo, avevano smontato il portapacchi».
I fatti. Mezzogiorno e mezzo, ristorante caffetteria San Colombano. Il pensionato settantenne residente in centro storico in sella alla bicicletta della moglie scende e lega accuratamente la ruota anteriore alla rastrelliera con un lucchetto metallico. Il tempo di prendere da bere e, cinque minuti dopo, è giù fuori dal locale. Ma appena si avvicina allo stallo si accorge, non senza stupore, che la bicicletta color avana è sparita. Volatilizzata. L’anziano però non si perde d’animo. I ladri non saranno lontani. Così da due passi e vicino a due panchine nota due giovanissimi immigrati che trascinano una bicicletta: la sua. Si avvicina e prende il cellulare sistemandolo accanto all’orecchio destro per fingere una conversazione in modo da non dare nell’occhio. Ma appena giunto accanto alla bici scatta come un grillo e salta addosso all’immigrato che la tiene per il manubrio. Nasce una colluttazione e l’anziano finisce anche a terra. Uno dei due giovani scappa, l’altro reagisce e molla al padrone della bici una raffica di calci prima di dileguarsi pure lui. Il pensionato, che ha rovinato pure il cellulare, chiama la polizia. Ma gli autori del furto trasformatosi in tentata rapina sono uccel di bosco.
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