Sicurezza
l’analisi della ricaduta economica
L’Università di Pisa studia “l’effetto Stones”
di ISABELLA GHILARDUCCI*
Alcuni eventi eccezionali hanno sempre il sapore della straordinarietà, soprattutto dal lato emotivo.E sempre più spesso l’emotività viaggia sul web, tra selfie, video attraverso i social. Facebook,...
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Alcuni eventi eccezionali hanno sempre il sapore della straordinarietà, soprattutto dal lato emotivo.
E sempre più spesso l’emotività viaggia sul web, tra selfie, video attraverso i social. Facebook, Instagram, WhatsApp rischiano di diventare gli unici potenti strumenti, veicoli di emozioni soprattutto a livello condiviso. «Se ti vedo sono con te», sembra lo spot identificativo della comunicazione; ecco quindi che ogni emozione resta tale solo se archivista e spendibile.
Questo il mondo, almeno quella che io percepisco, anche in qualità di piccola esperta di digitale, in cui inserisco il vissuto di un fatto personale.
Sabato mattina intorno alle 8 passeggiavo nella zona chiusa in quanto munita di pass per recarmi in centro. Lucca blindata, Lucca eccezionale, Lucca rock, Lucca chiusa per la viabilità, Lucca come sfida... chissà cosa mi/ci aspetterà?
Pensavo, passeggiavo, mi gustavo la mia città natale così strana quando ho visto un altro “alieno” simile a me, passeggiare fotografando con il telefono le mura di Lucca nell’indifferenza dei molti addetti alla sicurezza.
Avvicinandomi ho scoperto Keith Richards che ha contraccambiato uno sguardo di sorpresa e curiosità da parte mia con un sorriso aperto, inaspettatamente dolce per il personaggio, creando un bellissimo scambio.
L’emozione è rimasta lí, compiuta e solo dopo mi ha sorpreso la mia assoluta mancanza di desiderio di una foto, di un selfie, di un autografo.
L’emozione era stata vissuta, perché cercare di più? Anche un dialogo, un abbraccio sarebbero stati un di più rispetto all’ incontro.
L'ho capito dopo, ero stupita lí per lí, ma poi nel tempo ho capito che è stato giusto così, almeno per me.
In ogni caso... grazie Keith!
*residente in zona concerto
E sempre più spesso l’emotività viaggia sul web, tra selfie, video attraverso i social. Facebook, Instagram, WhatsApp rischiano di diventare gli unici potenti strumenti, veicoli di emozioni soprattutto a livello condiviso. «Se ti vedo sono con te», sembra lo spot identificativo della comunicazione; ecco quindi che ogni emozione resta tale solo se archivista e spendibile.
Questo il mondo, almeno quella che io percepisco, anche in qualità di piccola esperta di digitale, in cui inserisco il vissuto di un fatto personale.
Sabato mattina intorno alle 8 passeggiavo nella zona chiusa in quanto munita di pass per recarmi in centro. Lucca blindata, Lucca eccezionale, Lucca rock, Lucca chiusa per la viabilità, Lucca come sfida... chissà cosa mi/ci aspetterà?
Pensavo, passeggiavo, mi gustavo la mia città natale così strana quando ho visto un altro “alieno” simile a me, passeggiare fotografando con il telefono le mura di Lucca nell’indifferenza dei molti addetti alla sicurezza.
Avvicinandomi ho scoperto Keith Richards che ha contraccambiato uno sguardo di sorpresa e curiosità da parte mia con un sorriso aperto, inaspettatamente dolce per il personaggio, creando un bellissimo scambio.
L’emozione è rimasta lí, compiuta e solo dopo mi ha sorpreso la mia assoluta mancanza di desiderio di una foto, di un selfie, di un autografo.
L’emozione era stata vissuta, perché cercare di più? Anche un dialogo, un abbraccio sarebbero stati un di più rispetto all’ incontro.
L'ho capito dopo, ero stupita lí per lí, ma poi nel tempo ho capito che è stato giusto così, almeno per me.
In ogni caso... grazie Keith!
*residente in zona concerto
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