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Lucca

Cinque progetti nel segno dell’ambiente

Cinque progetti nel segno dell’ambiente

Campi incolti e stampanti 3d: finanziamento sul web per le idee nate da un percorso partecipativo

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CAPANNORI. C’è chi vuole contrastare l’incolto agricolo e sociale nell’area di Capannori. I terreni non coltivati del territorio verranno affidati a persone disoccupate, disabili e richiedenti asilo per la produzione di ortaggi biologici, mentre i prodotti agricoli saranno destinati all’auto-consumo e distribuiti a scopo benefico alle famiglie in condizioni di povertà.

“Giovanicorti” è promosso dalla Cooperativa Odissea, Caritas Lucca, Legambiente Capannori e Cooperativa Calafata. Chi invece propone un progetto contro lo spreco alimentare: “Conserve” coinvolge l’Arcidiocesi di Lucca, Slowfood, Cooperativa L’unitaria, Cooperativa Rinascita e molti altri per trasformare scarti ed eccedenze da produzione agricola in prodotti di alta qualità, rigorosamente biologici e a km 0: succhi, passate, marmellate. “R3 Direct” invece si è inventata una stampante per il riuso della plastica riciclata, partendo da un dato: nel comune di Capannori ogni cittadino ricicla mediamente 47 kg di multimateriale a testa, di cui circa un 60% di imballaggi in plastica. Presentato da Di. segno e Cresco Labs il progetto intende trasformare bottiglie e tappini di plastica in oggetti di design durevoli, personalizzabili e sostenibili. “Senza lilleri’un si lallera” è il proverbio toscano che ha ispirano i giovani ragazzi del Mercato del Baratto di Capannori per il loro progetto di crowdfunding. Sono attivi ormai da un paio di anni ad avere introdotto il “vero” sistema del baratto dove i soldi sono banditi o non hanno nessun valore. Infatti la sola moneta di scambio accettata è il lillero. E poi “miniere urbane” presentato da Legambiente Capannori Piana Lucchese, propone di creare un centro di ritiro e raccolta delle apparecchiature elettriche ed elettroniche usate, dove personale qualificato provvederà alla valutazione dello stato di funzionamento delle stesse e ad una loro differenziazione per un riuso creativo da parte dell’Associazione Hacking Labs che ripara computer donati ad associazioni e scuole del territorio.

Sono i cinque progetti di economia circolare “Circularicity” promosso dal Comune di Capannori in collaborazione con la Regione. I progetti selezionati sono stati caricati sulla piattaforma Eppela per reperire attraverso il crowdfunding civico, una sorta di finanziamento collettivo, una parte dei finanziamenti per vederli realizzati. Un percorso scelto dal Comune per sperimentare modalità innovative e sostenibili di collaborazione tra ente pubblico e cittadini.

A presentare i progetti sono stati Emanuele Mancino (progetto Conserve), Marco Ridolfi (Giovanorti), Stefano Giovacchini (R3direct), Iacopo Macchia (Il lillero-il vero mercato del baratto) e Mirko Bernardi (Miniere Urbane).

I progetti di Circularicity, nati durante un percorso partecipativo realizzato con la collaborazione di SocioLab, del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori e di Labsus, resteranno online per 40 giorni. Chiunque potrà sostenere il progetto che preferisce direttamente dalla piattaforma Eppela (www.eppela. com)I progetti che raggiungeranno il 50% del finanziamento saranno co-finanziati dal Comune con un contributo massimo di 5. 000 euro per ciascun progetto.

«Abbiamo concluso un percorso intenso ed articolato di partecipazione e condivisione e scambio di idee ed esperienze – spiega l’assessore all’innovazione Lia Micciché -. Auspico che tutti i progetti possano raggiungere il traguardo e diventare realtà per dare un contributo significativo allo sviluppo delle buone pratiche in tema di sostenibilità ambientale e solidarietà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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