Attenzione
«Pensiamo ad altri grandi eventi»
Del Carlo (teatro del Giglio) promuove il concerto: «È la prova che ce la possiamo fare»
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LUCCA. «Il concerto del secolo si è concluso, il 23 settembre 2017 l’abbiamo alle spalle, tutto si è svolto in grande ordine e i disagi sono stati superati e accettati dai nostri concittadini, che hanno ancora una volta dimostrato attaccamento e amore per Lucca. Gli organizzatori e l’amministrazione comunale possono tirare un sospiro di sollievo e godersi il successo. I portatori di sventura sono stati sconfitti: la riuscita gestione di questo grande evento, anche dal punto di vista della sicurezza, dimostra che la minaccia terroristica si può vincere, giorno dopo giorno, senza rinunciare alla “normalità” di una convivenza civile e democratica». Così Giovanni Del Carlo, amministratore unico del teatro del Giglio.
«Nei giorni scorsi, più di un amico mi chiedeva come vivessi l’avvicinarsi del concerto dei Rolling Stones: in città non si parlava d'altro. Mi sono informato sul tour europeo, per vedere dove si sono svolti e dove si svolgeranno gli altri concerti e ho constatato che la data di Lucca è stata un unicum. Tutti i concerti del tour sono programmati negli stadi, solo Lucca ha avuto il coraggio di affiancare il palco al suo monumento simbolo, le Mura cinquecentesche, rendendo l'evento unico e irripetibile. Ai cittadini è stato chiesto il sacrificio di accettare inevitabili disagi, ma mi sembra di poter dire che tutto si è svolto con intelligenza ed equilibrio».
«Forse - riflette - è giunto il momento di cambiare prospettiva: eventi di grandissimo impatto di pubblico possono essere ospitati anche dalle città d’arte di dimensioni piccole e medie, senza rimanere solo aggio di grandi città e grandi stadi. Anche le nostre meravigliose cento piccole-grandi città d’Italia, ricche di monumenti, di storia e di arte sono capaci di accogliere al meglio questi eventi, e Lucca ha appena dimostrato di saperlo fare».
«Non ho la risposta in tasca - conclude - ma mi piace pensare che i nostri monumenti, la nostra storia, le nostre bellezze saranno ancor più belli se accettiamo la sfida di fonderli con eventi di grande spettacolarità e di grande impatto emotivo. Lucca ha dimostrato che la scelta giusta non è quella di alzare dei muri. Lucca, che ha aperto le sue Mura a uno spettacolare concerto che resterà nella storia, prova che questa è la strada da percorrere».
«Nei giorni scorsi, più di un amico mi chiedeva come vivessi l’avvicinarsi del concerto dei Rolling Stones: in città non si parlava d'altro. Mi sono informato sul tour europeo, per vedere dove si sono svolti e dove si svolgeranno gli altri concerti e ho constatato che la data di Lucca è stata un unicum. Tutti i concerti del tour sono programmati negli stadi, solo Lucca ha avuto il coraggio di affiancare il palco al suo monumento simbolo, le Mura cinquecentesche, rendendo l'evento unico e irripetibile. Ai cittadini è stato chiesto il sacrificio di accettare inevitabili disagi, ma mi sembra di poter dire che tutto si è svolto con intelligenza ed equilibrio».
«Forse - riflette - è giunto il momento di cambiare prospettiva: eventi di grandissimo impatto di pubblico possono essere ospitati anche dalle città d’arte di dimensioni piccole e medie, senza rimanere solo aggio di grandi città e grandi stadi. Anche le nostre meravigliose cento piccole-grandi città d’Italia, ricche di monumenti, di storia e di arte sono capaci di accogliere al meglio questi eventi, e Lucca ha appena dimostrato di saperlo fare».
«Non ho la risposta in tasca - conclude - ma mi piace pensare che i nostri monumenti, la nostra storia, le nostre bellezze saranno ancor più belli se accettiamo la sfida di fonderli con eventi di grande spettacolarità e di grande impatto emotivo. Lucca ha dimostrato che la scelta giusta non è quella di alzare dei muri. Lucca, che ha aperto le sue Mura a uno spettacolare concerto che resterà nella storia, prova che questa è la strada da percorrere».
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