Il Tirreno

Lucca

Deflusso notturno tra treni, auto e 15 minuti di caos

di Gianni Parrini
Deflusso notturno tra treni, auto e 15 minuti di caos

A fine concerto si forma la calca in viale Carducci Partono le chiamate al 112, ma poi tutto fila liscio

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LUCCA. “Adda passà 'a nuttata”, diceva De Filippo. E la notte dei vecchietti terribili del rock è trascorsa con un deflusso oceanico veloce e ordinato che non ha fatto danni, eccezion fatta per 15 minuti di calca nell’immediato post concerto. Diciamolo subito: non era uno scherzo far arrivare più di 55mila persone nell’arco di 24 ore in una città che conta meno di 90mila residenti. Come non era semplice sistemare questo esercito intergenerazionale di rockettari in uno scenario ricco di fascino e di storia, ma non pensato per un mega concerto.

I dettagli del diavolo. Nel complesso la macchina organizzativa ha retto: il dispositivo di sicurezza ha funzionato senza intoppi e il piano del traffico studiato nei minimi dettagli ha evitato ingorghi in uscita dalla città. Alle 3 di notte, gran parte dei 55mila erano già fuori Lucca, eccezion fatta per coloro che hanno deciso di rimanere in città facendo la felicità dei gestori dei locali. Da via Carducci al centro storico, sono stati molti i bar, i pub e le pizzerie che hanno tirato avanti fino a tarda ora, ricompensati da un giro d’affari coi fiocchi. Ma chi ha simpatia per il diavolo, sa che molto spesso si nasconde nei dettagli. E qualche “dettaglio” insoddisfacente si è notato, soprattutto nell’area concerti: dai pochi bagni chimici (150 invece di 500) che hanno costretto molti spettatori a soluzioni en plein air, alla mancanza di spazi in cui depositare gli zaini che non potevano essere portati all’interno. Molti sono stati lasciati a casaccio un po’ ovunque. Ultima ma non meno importante la scarsa visibilità in alcune zone del “prato B” che poi comprendeva anche viale Carducci (e su questa riorganizzazione degli spazi, non prevista nella prima mappa, forse ha pesato la circolare sulla sicurezza emanata a giugno dal Viminale). Stop alla musica. Alle 23.18 sfumano nel silenzio le ultime note di Jumping jack flash e mentre Jagger e compagni salutano il pubblico, i primi spettatori si avviano verso le due vie di deflusso dall’area concerto: una va verso la stazione e la passerella che porta ai parcheggi; l’altra verso la rotonda di viale Europa e le aree di sosta di San Concordio e del polo Fiere. In contemporanea gli addetti alla security collegati via radio rimuovono le transenne del prefiltraggio su viale Carducci, per consentire alla marea umana di procedere senza impedimenti. La partenza del deflusso è problematica: per 10-15 minuti si crea un ingorgo all’uscita dal cosiddetto prato B e poco più avanti su viale Carducci all’altezza della passerella. «Lo temevano – dicono alcuni addetti alla sicurezza –. In quel punto la strada si stringe e sapevamo che poteva esserci un effetto tappo. Per fortuna niente di drammatico». In quei 15 minuti, però, il centralino dei carabinieri squilla ripetutamente: sono le richieste di intervento degli spettatori bloccati nella calca. Un paio di telefonate arrivano anche alla nostra redazione. Qualcuno non regge e accusa un malore. Una persona, probabilmente una donna, viene fatta sdraiare su un telo e portata via dal cuore dell’ingorgo. Poco dopo un’altra ambulanza accende la sirena e si fa largo in mezzo alla folla che avanza in senso contrario. Tutti si spostano ordinatamente e lasciano passare. Il caos dura poco ed è circoscritto, molti spettatori neppure se ne accorgono.

Auto e treni. Sono circa 12mila quelli arrivati in treno: si dirigono di nuovo verso la stazione pronti a prendere le 13 corse regionali straordinarie (tre in più rispetto a quelle programmate) per il rientro: 4.200 vanno verso Firenze, 3.000 verso Pisa, 2.500 verso Viareggio (2.500) e 500 in Garfagnana (500). Alle due sono già tutti in carrozza.

Rimangono quelli che devono raggiungere i parcheggi: Polo fiere, Palatucci, le aree dell’ex scalo merci, Campo di Marte (l’unica che non ha fatto il tutto esaurito) e poi i 3.000 posti ricavati nei parcheggi messi a disposizione dai privati. Attorno alle due di notte il viale Carducci è già sgombro, a parte una coppia di ragazzi che chiede indicazioni ai carabinieri: «Aiutateci, giriamo da un’ora e non troviamo più il punto in cui abbiamo parcheggiato». Non sono i soli. Nel frattempo, mentre dal cielo inizia a scendere una pioggerellina leggera, viale Europa viene riaperto alla circolazione delle auto che da via Teresa Bandettini si apprestano a raggiungere l’autostrada. Sul ponte del cavalcaferrovia, invece, c’è qualche sparuto spettatore che passa in rassegna gli zaini legati alle ringhiere. Sono stati sistemati qui quando si è capito che era vietato portarli dentro. Alcuni lo ritrovano, altri no e se ne tornano a casa mestamente. Niente di clamoroso. Alle 3 di notte è tutto finito. Lucca riprende il suo quiete vivere con piena satisfaction.

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