Il Tirreno

Lucca

Rock & Puccini, Lucca si infiamma

di Nicola Nucci
Rock & Puccini, Lucca si infiamma

Mick Jagger e compagni esaltano i 55.000 al Balilla Grandi effetti visivi e fuochi d’artificio finali

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LUCCA. «Ciao Lucca, ciao Toscana, ciao Italia. È la prima volta che suono in Toscana» dice Mick Jagger in un perfetto italiano dopo due canzoni, “Simpathy for the Devil” con gli Stones avvolti tra atmosfere sulfuree fumi e sfondo rosso, e “It’s only rock’n’roll” con Jagger in pantaloni neri e giacca glitter che toglie subito restando in camicia viola clima gradevole quasi estivo è la serata perfetta. E Jagger parla anche di Puccini, spiegando che non c’è nessuna sua opera fra le quattro canzoni lasciate al voto dei fan per decidere quale suonare.

L'oscurità avvolge ormai le Mura quando il gigantesco palco che sembra uscito da un film di fantascienza si illumina e già partono i coretti “u-u-u- u” che introducono “Sympathy For The Devil”, il patto col diavolo di Mick Jagger.

Un urlo liberatorio, dopo ore di attesa, saluta i Rolling Stones.

Basta una canzone per rubare l'anima dei 55mila spettatori arrivati già dalle prime ore del mattino per accappararsi i posti migliori. Migliaia anche fuori, perché l'importante è esserci al concerto-evento dell'anno. Una parata di vip in tribuna o più nascosti, come spieghiamo nel pezzo accanto. Per la prima volta le Mura di Lucca sono utilizzate per un concerto rock. Un evento di portata storica.

Gli Stones sono arrivati alle 16 quando una straordinaria folla si è ritrovata davanti all'ingresso di Cortile degli svizzeri, per attendere l arrivo dei Rolling Stones.

Mick Jagger & Co sono arrivati, scortati dalle forze dell'ordine a bordo di Mercedes, separati,con i vetri oscurati: entrando il leader della band ha abbassato il finestrino per salutare la folla, mandano in estasi i fan che hanno cominciato a urlare.

È cominciata così la giornata del mito delle pietre rotolanti del rock nella città delle cento chiese. Dove erano già venuti quasi in segreto, la notte del loro arrivo in Italia, per controllare i camerini.

La giornata è continuata poi con la cena servita da Gennaro Esposito intorno alle 19. L’arrivo all’area del concerto pochi minuti prima di cominciare a suonare, transitando dalla sortita del baluardo Santa Maria e raggiungendo così il retro del grande palco.

Il trittico iniziale (il concerto prende il via alle 21.12 e dura un paio d’ore) uno show indimenticabile in un contesto unico, con le Mura e i suoi secolari alberi tanti amati da Mick Jagger a fare da scenografia naturale.

Ecco due perle come “It's only rock'n'roll” e “Tumbling Dice” (portato al successo anche con Bruce Springsteen).

Una folla oceanica acclama i Rolling Stones che appaiono in grande forma: Keith Richards, in look piratesco bandana e giacchetta lunga e i suoi riff da sballo, Ron Wood con i suoi assoli, Charlie Watts sicuro alla batteria. Da 55 anni sulla scena i “vecchietti” del rock hanno un'entusiasmo da ragazzini.

Alla faccia di un'età media da casa di riposo.

Come supereroi. Spettacolare il mega palco con quattro schermi verticali in high definition che proietta i “fantastici quattro”, immortali come la loro musica. Segue, come da rituale consolidato, l’omaggio a Mick Taylor, successore di Brian Jones dal 1969 al 1974, con Midnight Rambler. Poi Keith Richards omaggia il blues più autentico. .

Jagger scatenato. Il grande Mick, che cambia abito diverse volte, percorre saltellando la lunga linguaccia-passerella che si insinua tra il pubblico, con le movenze istintive che lo hanno reso famoso, una delle più grandi icone del rock di tutti i tempi: scuote i fianchi, cammina con aria spavalda verso il centro del palco.

Poi l'anima romantica degli Stones con la struggente “You can't always get what you want” e “Paint It Black “(nei titoli di coda del film Full metal Jacket), uno dei classici delle pietre rotolanti. Poi si balla su “Miss You” e quel falsetto da canticchiare all'infinito. Poi una sequenza mozzafiato con “Start Me Up” che esalta la personalità di Jagger, la sanguigna ed irresistibile “Brown Sugar” e Satisfaction”, forse la più celebre hit del loro vastissimo repertorio (oltre 370 canzoni), con l'inconfondibile riff di apertura di Richards.

Un'ovazione. Poi, dopo una breve pausa, la band ritorna in scena per i bis: la bellissima “Gimme Shelter”, inno contro la guerra e la travolgente “Jumpin' Jack Flash” che fa ballare anche le Mura. Infine una salva di fuochi d'artificio a chiudere un concerto magnifico: energia allo stato puro per una rock band leggendaria che ha un'età media di quasi 74 anni (Charlie Watts ne ha compiuti 76) ma è ancora capace di accendere platee di ogni età con canzoni che entrano sotto la pelle e scaldano i cuori dei loro fan. Adesso Lucca è nella storia del rock.

Ecco la scaletta del concerto: Sympathy for the devil, It’s only rock’n’roll, Tumblin’ dice, Just your fool, Ride ’em on down, Let’s spend the night together (scelta dal pubblico/fans’ choice), As tears go by, You can’t always get what you want, Paint it black, Honky tonk woman, Happy, Slippin away, Miss you, Midnight rambler, Street fighting man, Start me up, Brown sugar, Satisfaction, Gimme shelter, Jumpin’ Jack Flash.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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