Trasporti
Lucchese, ecco la proposta Di Matteo
di Luca Tronchetti
Il referente Deoma: «Settecentomila euro spalmati in tre anni, 500mila dal minutaggio e lancio di giovani di proprietà»
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LUCCA. Una proposta d’acquisto delle quote di Lucchese Partecipazioni è stata formalizzata ufficialmente dall’imprenditore bolognese Nicola Di Matteo, classe 1952, nato a Villa Literno (Caserta) e da oltre trent’anni trapiantato a Bologna. Una persona di calcio – ex presidente di Centese e Imolese, azionista di minoranza nella Spal del post Pagliuso, dg del Santarcangelo e per un paio d’anni patron del Mantova prima della cessione del club a un gruppo romano – che investirebbe nella Lucchese 700mila euro in tre anni con 150mila cash al momento dell’ingresso. Pare essere lui l’alternativa ad un imprenditore - non ancora appalesato, se non attraverso i nomi dell’avvocato Michele Cioni e il laureato in giurisprudenza Carlo Coscia - che vuol rilevare l’88% delle quote della Lucchese e che viene caldeggiato da Arnaldo Moriconi intenzionato a vendere anche l’emittente televisiva Città Digitali. A rappresentare l’imprenditore bolognese, padre adottivo del calciatore del Bologna Adam Masina, l’ex difensore della Lucchese Daniele Deoma, 45 anni, da quasi 20 anni residente con la famiglia a San Cassiano a Vico. È lui ad uscire allo scoperto e a rivelare i progetti sportivi di Di Matteo che verranno messi in cantiere se riuscirà ad entrare nel club rossonero come azionista di maggioranza: «Due cose mi preme sottolineare sopra ogni altra - sostiene Deoma - Prima di acquisire l’88% delle quote azionarie vogliamo metterci a tavolino e verificare, dati alla mano, l’effettivo stato di salute della società, secondo che non siamo disposti ad investire nella Lucchese senza il gradimento di Lucca United, l’azionariato dei tifosi». Una doppia “conditio sine qua non” per l’ex calciatore professionista che sgombra il campo da rivoluzioni di sorta: «Antonio Obbedio e Giovanni Lopez non si toccano. Sono ottimi professionisti e hanno lavorato molto bene. Il mister poi è un allenatore sottovalutato che sa insegnare ai giovani e li fa crescere sotto tutti i punti di vista. Non sono minimamente in discussione. Lavoreranno con me visto che la proprietà, nel caso riesca a prendere la maggioranza delle quote, mi affiderà l’incarico di direttore generale. Sgombro subito il campo da qualsiasi equivoco. Noi non promettiamo la serie B, ma una crescita graduale che in 3-4 stagioni ci porti a conquistare la cadetteria».
Bilancio in regola. La salute di una società si vede dai bilanci in regola: «Per fare calcio senza svenarsi occorre reperire contributi attraverso minutaggio e premi di valorizzazione dei calciatori provenienti da club di serie A. La Lucchese non può non prescindere da queste due condizioni. Per me i due ragazzi nati nel 1998 (Baroni e Damiani) debbono giocare 34 partite in modo che solo con loro possiamo portare a casa 200 mila euro. La squadra deve scendere in campo ogni domenica con 5-6 under perché dobbiamo arrivare in fondo alla stagione con 4-500 mila euro di contributi federali legati al minutaggio. Serve coinvolgere il tessuto sociale in modo radicale bussando a tutte le porte. Perché dagli sponsor debbono arrivare 3-400 mila euro. Occorre poi rilanciare il settore giovanile perché ogni anno dobbiamo portare in ritiro 4 ragazzi della Berretti e un paio di loro debbono esordire con i grandi. Quest’anno l’obiettivo è una salvezza anticipata e il lancio di giocatori di proprietà (Russo, Bortolussi e Tavanti). Dalla prossima stagione alzeremo l’asticella».
Bilancio in regola. La salute di una società si vede dai bilanci in regola: «Per fare calcio senza svenarsi occorre reperire contributi attraverso minutaggio e premi di valorizzazione dei calciatori provenienti da club di serie A. La Lucchese non può non prescindere da queste due condizioni. Per me i due ragazzi nati nel 1998 (Baroni e Damiani) debbono giocare 34 partite in modo che solo con loro possiamo portare a casa 200 mila euro. La squadra deve scendere in campo ogni domenica con 5-6 under perché dobbiamo arrivare in fondo alla stagione con 4-500 mila euro di contributi federali legati al minutaggio. Serve coinvolgere il tessuto sociale in modo radicale bussando a tutte le porte. Perché dagli sponsor debbono arrivare 3-400 mila euro. Occorre poi rilanciare il settore giovanile perché ogni anno dobbiamo portare in ritiro 4 ragazzi della Berretti e un paio di loro debbono esordire con i grandi. Quest’anno l’obiettivo è una salvezza anticipata e il lancio di giocatori di proprietà (Russo, Bortolussi e Tavanti). Dalla prossima stagione alzeremo l’asticella».
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