Finanza
Il piano sicurezza funziona alla perfezione
di Luca Tronchetti
Reggono i controlli nelle zone di filtraggio. Beccati dalla Finanza alcuni bagarini che vengono sottoposti a foglio di via
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LUCCA. C’è la coppia di settantenni che si tengono per mano mostrando il prezioso biglietto del concerto della loro vita al servizio d’ordine nella zona di prefiltraggio e i fidanzatini sedicenni che sfoggiano le magliette con la linguaccia e mostrano di conoscere a menadito la musica rock delle «Pietre Rotolanti». Generazioni distanti anni luce, ma unite sulle note di Mike Jagger, Keith Richards, Charlie Watts e Ronnie Wood. Ad accogliere questo popolo festante e variopinto ci sono quattrocento uomini in divisa oltre, naturalmente, agli addetti alla security selezionati con la massima attenzione da Mimmo D’Alessandro. A dirigere l’ordine pubblico una garanzia in materia: il vice questore Stefano Buselli. Ma anche il responsabile della polizia, il questore Vito Montaruli, presidia la zona di via Cavour, una delle aree di prefiltraggio e filtraggio, e al cellulare s’informa sui problemi che via via possono presentarsi. Esiste il rischio che qualcosa non vada per il verso giusto, che vi siano tensioni in grado di provocare situazioni di pericolo.
Mezzogiorno di fuoco. Sono circa 14mila le persone che scelgono il treno per raggiungere l’area del concerto. Un esercito che marcia verso uno spettacolo unico e irripetibile, forse l’ultima tappa di una band epica. Usciti di piazzale Ricasoli si trovano davanti il primo sbarramento: il prefiltraggio. Transenne, otto-dieci addetti alla sicurezza, agenti della Digos con microcamere e poliziotti in divisa. Nel giro di un amen si accatastano in un angolo zaini e sacche (ma anche giacconi, sciarpe e asciugamani) che sin dall’inizio non erano ammesse. Le proteste sono inutili e rallentano sono le operazioni. Ad ogni bottiglia di acqua minerale viene tolto il tappo per evitare che, in un clima di euforia, diventi un corpo contundente. All’inizio finiscono sull’asfalto sacchetti, carte e bottiglie. Poi appaiono due cestoni e i rifiuti vengono raccolti negli appositi contenitori. Qualche borsetta a tracolla viene fatta aprire per un controllo a campione. Ma per passare il primo sbarramento l’importante è mostrare il biglietto.
Due ore di attesa. Il momento più snervante è quello del filtraggio. Una decina di steward armati di metal detector marca Ceia attendono sorridenti il via libera per accogliere la folla dei partecipanti al concerto dell’anno. L’attesa è lunga: oltre due ore. Ma non c’è tensione. Qualche fischio, qualche sberleffo all’indirizzo di un ragazzo partenopeo della security separato in culla da Higuain. Ma la voglia di esserci e di godersela prevale sulla tensione per l’attesa. Sono quasi le 14 quando la gabbia in cui sono racchiusi i fans dei Rolling Stones si apre come per incanto. Tutti vengono sottoposti a controlli. Le borsette poggiate su tavoli simili ai banchini di una scuola vengono aperte e ricontrollate mentre orologi, monete e catenine segnalate dai rilevatori di metallo vengono mostrate dai possessori agli addetti alla sicurezza. Ma per avere il via libera c’è un ultimo brevissimo controllo da parte di agenti della polizia. Solo a quel punto si può correre raggiunti verso quel prato che ospita il concerto tanto agognato.
Bagarini. Sia in viale Luporini, nel luogo deputato come fermata dei pullman, sia in zona stazione compaiono i bagarini. Ma pronti a sorprenderli ci sono militari della guardia di finanza in borghese. Alcuni vengono accompagnati in questura e sottoposti a foglio di via obbligatorio, altri solo identificati e segnalati. E i finanzieri vengono chiamati anche in piazzale Verdi per un ambulante che sta vendendo gadget della band anglosassone ritenuti contraffatti.
I malori. Se al mattino in viale Regina Margherita un ragazzo, decisamente su di giri, aveva perduto conoscenza ed era stato soccorso da un’ambulanza, due ore e mezzo prima dell’ingresso sul palco dei Rolling Stones, una settantenne e una venticinquenne accusano un malore. L’anziana, forse per la calca, si sente mancare l’aria attorno a sé, la giovane per un calo di zuccheri perde i sensi. Un attimo dopo riapre gli occhi e i volontari della Misericordia di Massa Macinaia e San Giusto la caricano sull’autolettiga per trasferirla al S. Luca.
Un chiosco che non c’entra. Sono le 19.30 e sul prato c’è già l’80% del pubblico. Ma nell’area prospicente al parcheggio Carducci ci sono alcuni spettatori che protestano in maniera vibrante. Il motivo? Il posizionamento di un chiosco delle bibite che impedisce la visuale del palco. C’è gente inviperita perché ha pagato 200 euro per vedere i suoi beniamini e si trova la visuale coperta. La polizia, utilizzando il buon senso, riesce a dirimere la controversia anche se il problema resta. Alle 20.30 mancano ancora un migliaio di persone, ma il clima è rovente e l’adrenalina sale. Arrivano i Rolling Stones. Tutto il resto è noia.
Mezzogiorno di fuoco. Sono circa 14mila le persone che scelgono il treno per raggiungere l’area del concerto. Un esercito che marcia verso uno spettacolo unico e irripetibile, forse l’ultima tappa di una band epica. Usciti di piazzale Ricasoli si trovano davanti il primo sbarramento: il prefiltraggio. Transenne, otto-dieci addetti alla sicurezza, agenti della Digos con microcamere e poliziotti in divisa. Nel giro di un amen si accatastano in un angolo zaini e sacche (ma anche giacconi, sciarpe e asciugamani) che sin dall’inizio non erano ammesse. Le proteste sono inutili e rallentano sono le operazioni. Ad ogni bottiglia di acqua minerale viene tolto il tappo per evitare che, in un clima di euforia, diventi un corpo contundente. All’inizio finiscono sull’asfalto sacchetti, carte e bottiglie. Poi appaiono due cestoni e i rifiuti vengono raccolti negli appositi contenitori. Qualche borsetta a tracolla viene fatta aprire per un controllo a campione. Ma per passare il primo sbarramento l’importante è mostrare il biglietto.
Due ore di attesa. Il momento più snervante è quello del filtraggio. Una decina di steward armati di metal detector marca Ceia attendono sorridenti il via libera per accogliere la folla dei partecipanti al concerto dell’anno. L’attesa è lunga: oltre due ore. Ma non c’è tensione. Qualche fischio, qualche sberleffo all’indirizzo di un ragazzo partenopeo della security separato in culla da Higuain. Ma la voglia di esserci e di godersela prevale sulla tensione per l’attesa. Sono quasi le 14 quando la gabbia in cui sono racchiusi i fans dei Rolling Stones si apre come per incanto. Tutti vengono sottoposti a controlli. Le borsette poggiate su tavoli simili ai banchini di una scuola vengono aperte e ricontrollate mentre orologi, monete e catenine segnalate dai rilevatori di metallo vengono mostrate dai possessori agli addetti alla sicurezza. Ma per avere il via libera c’è un ultimo brevissimo controllo da parte di agenti della polizia. Solo a quel punto si può correre raggiunti verso quel prato che ospita il concerto tanto agognato.
Bagarini. Sia in viale Luporini, nel luogo deputato come fermata dei pullman, sia in zona stazione compaiono i bagarini. Ma pronti a sorprenderli ci sono militari della guardia di finanza in borghese. Alcuni vengono accompagnati in questura e sottoposti a foglio di via obbligatorio, altri solo identificati e segnalati. E i finanzieri vengono chiamati anche in piazzale Verdi per un ambulante che sta vendendo gadget della band anglosassone ritenuti contraffatti.
I malori. Se al mattino in viale Regina Margherita un ragazzo, decisamente su di giri, aveva perduto conoscenza ed era stato soccorso da un’ambulanza, due ore e mezzo prima dell’ingresso sul palco dei Rolling Stones, una settantenne e una venticinquenne accusano un malore. L’anziana, forse per la calca, si sente mancare l’aria attorno a sé, la giovane per un calo di zuccheri perde i sensi. Un attimo dopo riapre gli occhi e i volontari della Misericordia di Massa Macinaia e San Giusto la caricano sull’autolettiga per trasferirla al S. Luca.
Un chiosco che non c’entra. Sono le 19.30 e sul prato c’è già l’80% del pubblico. Ma nell’area prospicente al parcheggio Carducci ci sono alcuni spettatori che protestano in maniera vibrante. Il motivo? Il posizionamento di un chiosco delle bibite che impedisce la visuale del palco. C’è gente inviperita perché ha pagato 200 euro per vedere i suoi beniamini e si trova la visuale coperta. La polizia, utilizzando il buon senso, riesce a dirimere la controversia anche se il problema resta. Alle 20.30 mancano ancora un migliaio di persone, ma il clima è rovente e l’adrenalina sale. Arrivano i Rolling Stones. Tutto il resto è noia.
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