Attenzione
DOPO IL MAXIEVENTO: COSA SERVE PER AVERE UNA CITTÀ ROCK
di LUCA CINOTTI
Lucca è o non una città rock? Per citare i classici (Adriano Celentano, appunto) questa è la domanda che ci consegna l’evento di iera sera con i Rolling Stones, sempre in forma smagliante - a saltare...
2 MINUTI DI LETTURA
Lucca è o non una città rock? Per citare i classici (Adriano Celentano, appunto) questa è la domanda che ci consegna l’evento di iera sera con i Rolling Stones, sempre in forma smagliante - a saltare e cantare davanti a 55.000 persone che hanno invaso la città all’insegna della “linguaccia”, quasi fosse un antipasto musicale dei Comics. Messa in altra maniera, meno evocativa e più concreta, ci si può chiedere se il maxiconcerto sia (e debba essere) qualcosa di eccezionale se non - versione “estremista” - unico. Oppure se possa diventare qualcosa di abituale, magari una volta l’anno o una volta ogni due anni. Questo è il cuore del dibattito che si dovrà aprire ora in città. E che - in maniera sotterranea - è già iniziato con le inevitabili spaccature.
Un punto, secondo me, deve essere fermo. Se l’evento è definito eccezionale, tale deve rimanere. Non si può pensare di fare dell’eccezione una routine. Non, sia chiaro, per come sono andate le cose ieri sera: la macchina organizzativa, oliatissima, di Mimmo D’Alessandro e il “cordone di sicurezza” steso dal Comune in coordinamento con le forze di polizia ha dimostrato che Lucca sopporta l’invasione di un giorno da parte di migliaia di persone (Comics e Summer Festival stanno lì a confermarlo).
Il punto è tutto quello che viene prima. E non solo per i disagi che preparare un evento del genere comporta - e che comunque sono stati anche esagerati in maniera strumentali. Si tratta piuttosto delle forze che devono essere spese da parte di enti e autorità che, di fatto, distolgono parte del personale e delle energie dalle ordinarie (e fondamentali) mansioni. Vale per il Comune, per la polizia, per i carabinieri, per l’Asl. Soprattutto perché la giostra poi deve ricominciare per l’altro appuntamento clou, quello dei Comics.
C’è poi un aspetto di strategia turistica e di utilizzo della città. Che, se vuole puntare su una fruizione “dolce”, diffusa ed equilibrata, non può contraddirsi reiterando eventi eccezionali (che poi tali non sono più) che prosciugano forze e risorse e rischiano, alla lunga, di allontanare il turismo quotidiano.
Infine, un punto che riguarda l’accoglienza della città al concerto degli Stones. Una fetta importante di lucchesi non ha visto di buon grado l’evento. Certo, lì in mezzo c’è la strumentalizzazione politica. E c’è l’innegabile conservatorismo di una parte di città.
Ma ci sono anche richiami di semplice buon senso, che non dovrebbero essere lasciati cadere. Come quelli di un protocollo per l’utilizzo delle aree monumentali per manifestazioni, grandi o piccoli che siano.
Se si riesce a dare risposta a questi dubbi allora sì che Lucca sarà rock in tutti i sensi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un punto, secondo me, deve essere fermo. Se l’evento è definito eccezionale, tale deve rimanere. Non si può pensare di fare dell’eccezione una routine. Non, sia chiaro, per come sono andate le cose ieri sera: la macchina organizzativa, oliatissima, di Mimmo D’Alessandro e il “cordone di sicurezza” steso dal Comune in coordinamento con le forze di polizia ha dimostrato che Lucca sopporta l’invasione di un giorno da parte di migliaia di persone (Comics e Summer Festival stanno lì a confermarlo).
Il punto è tutto quello che viene prima. E non solo per i disagi che preparare un evento del genere comporta - e che comunque sono stati anche esagerati in maniera strumentali. Si tratta piuttosto delle forze che devono essere spese da parte di enti e autorità che, di fatto, distolgono parte del personale e delle energie dalle ordinarie (e fondamentali) mansioni. Vale per il Comune, per la polizia, per i carabinieri, per l’Asl. Soprattutto perché la giostra poi deve ricominciare per l’altro appuntamento clou, quello dei Comics.
C’è poi un aspetto di strategia turistica e di utilizzo della città. Che, se vuole puntare su una fruizione “dolce”, diffusa ed equilibrata, non può contraddirsi reiterando eventi eccezionali (che poi tali non sono più) che prosciugano forze e risorse e rischiano, alla lunga, di allontanare il turismo quotidiano.
Infine, un punto che riguarda l’accoglienza della città al concerto degli Stones. Una fetta importante di lucchesi non ha visto di buon grado l’evento. Certo, lì in mezzo c’è la strumentalizzazione politica. E c’è l’innegabile conservatorismo di una parte di città.
Ma ci sono anche richiami di semplice buon senso, che non dovrebbero essere lasciati cadere. Come quelli di un protocollo per l’utilizzo delle aree monumentali per manifestazioni, grandi o piccoli che siano.
Se si riesce a dare risposta a questi dubbi allora sì che Lucca sarà rock in tutti i sensi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
