Il Tirreno

Lucca

Arrivi diluiti La città ha retto l’invasione

di Luigi Spinosi
Arrivi diluiti La città ha retto l’invasione

L’assessore: «Meglio delle nostre previsioni»  Più lento il deflusso con qualche protesta

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LUCCA. Una delle preoccupazioni della vigilia si è dissolta come la foschia che aleggiava in cielo ieri mattina. Alla fine il temuto caos del traffico in entrata non c’è stato. Certo, non sono mancati alcuni disagi, ma, se confrontato con quanto si temeva fino a poche ore prima, si può tranquillamente parlare di successo. «Per quanto riguarda l’afflusso è andato tutto nel migliore dei modi, anche oltre le nostre più rosee aspettative – è il primo bilancio (in attesa di conoscere quale sarebbe stata la situazione del deflusso, quello che più allarmava) dell’assessore Francesco Raspini – nemmeno durante il miglior Comics era mai andato tutto così bene. Credo che questo sia dovuto essenzialmente a due fattori. Il primo è che è stato promosso il meccanismo delle prenotazioni dei parcheggi, chi arrivava a Lucca da fuori, anche senza conoscere la città, sapeva già dove andare. Questo ha evitato giri inutili di auto alla ricerca di un parcheggio. E poi l’altro fattore, rappresentato dalla straordinaria disponibilità dei lucchesi che hanno accolto in pieno l’appello a non usare l’auto nella giornata di oggi».

C’è poi un terzo fattore, non citato da Raspini ma sottinteso, ossia la grande diluizione degli arrivi nell’arco della giornata. Le auto degli spettatori hanno cominciato ad arrivare sin dalla mattina e il flusso è proseguito per tutta la giornata. Ininterrottamente, e proprio per questo in modo dilazionato, le auto in arrivo soprattutto dall’autostrada scorrevano con una discreta fluidità. Per quanto riguardava le altre vie di accesso alla città niente di particolare da segnalare, né, per citare un paio di esempi, dalla via Romana (punto di accesso per chi arrivava da Firenze, visto che l’uscita consigliata era Capannori), né dalla Pesciatina dove addirittura, in alcuni momenti della giornata, si è registrata una tranquillità insolita pure nei giorni normali. I punti giudicati più caldi in realtà si sono rivelati, alla prova del nove, a malapena “tiepidi” nelle ore di punta. A partire da quello sotto osservazione speciale, ossia il viale Europa, chiuso praticamente all’inizio, al massimo qualche rallentamento. Per esempio quando poco prima di mezzogiorno da lì si è trovata a passare un’ambulanza a sirena proveniente dalla zona di San Concordio, il mezzo di soccorso non ha avuto problemi a passare. Stesso discorso a Sant’Anna o in fondo a via Luporini ( per l’occasione riaperto alla circolazione fino ai viali anticipando quello che sarà il futuro della viabilità in quel punto) dove, attraverso il viadotto, era deviato gran parte del traffico che altrimenti sarebbe finito sul viale Europa.

Tutto bene dunque? Non esattamente, come accennato qualche disagio, sotto forma di code e rallentamenti, c’è stato, anche se non dove ci si aspettava. In particolare il problema principale si è riscontrato in via Squaglia, quasi uno sbocco naturale per chi, arrivando dall’autostrada, invece di dirigersi verso il viadotto andava in zona San Concordio (con il viale omonimo chiuso alle auto). Qui, complici la chiusura di via Mattei, e la presenza del punto informazioni, si sono formate lunghissime code che, in alcuni momenti, sono arrivate fino all’acquedotto del Nottolini. Traffico che poi, per logica conseguenza, si è riversato in via Ingrillini, con l’immancabile caos all’altezza dell’incrocio con via di Tiglio. Altri inconvenienti, in questo caso risolti in tempi brevi, si sono avuti al Polo Fiere (quando a gestire gli ingressi si è trovata una sola persona, con l’inevitabile formarsi di code di auto in attesa di entrare) e, per un banale tavolino messo in una posizione sbagliata, a ridurre lo spazio della carreggiata, al Palatucci. Un altro problema per il traffico, indiretto in questo caso e vissuto non solo dagli automobilisti, ma anche da chi si muoveva in bicicletta o a piedi (compresi tantissimi fan dei Rolling Stones che si spostavano dai parcheggi alle biglietterie), lo si è avuto nelle vie secondarie attraversate dalla ferrovia e dove, per il passaggio di treni aumentato per l’occasione, i tempi di attesa alle sbarre abbassate dei passaggi a livello sono stati lunghissimi.

Al momento del deflusso, dopo il concerto, l’altro momento critico: l’operazione è stata piuttosto lenta e con rallentamenti in zona stazione. Proteste anche da parte di qualche spettatore che ha accusato di aver previsto poche uscite dal Campo Balilla per un numero così elevato di persone.

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