Sicurezza
Incidente in Croazia, condannato a 28 mesi
LUCCA. Era partita con gli amici per assistere ad un festival musicale in Croazia, ma un terribile incidente avvenuto il 22 luglio 2013 vicino a Pola aveva posto fine alla sua giovane vita. Shanti...
2 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Era partita con gli amici per assistere ad un festival musicale in Croazia, ma un terribile incidente avvenuto il 22 luglio 2013 vicino a Pola aveva posto fine alla sua giovane vita. Shanti Carlisi, 27 anni, studentessa americana, alloggiata a Valgiano, era morta all’istante, un altro ragazzo, Marco Ricci di Ponte a Moriano, era rimasto ferito, mentre il conducente Daniele Saponati aveva riportato gravissime lesioni tanto da restare a lungo in coma. Una triste vicenda che, quattro anni dopo, si conclude davanti al giudice dell’udienza preliminare Riccardo Nerucci. Saponati, artigiano, viene condannato in abbreviato a 2 anni e 4 mesi di reclusione e alla sospensione per 24 mesi della patente di guida. Nessuna provvisionale legata al risarcimento del danno visto che i familiari della turista americana erano già stati risarciti per intero dall’assicurazione e non si sono costituiti nel processo penale. Tanto tempo per arrivare ad una sentenza perché nel caso di un cittadino italiano imputato di un reato commesso all’estero gli atti processuali vengono trasmessi dall’autorità giudiziaria straniera alla procura italiana competente per territorio in base al luogo della dimora o del domicilio dell’imputato. In questo caso i tempi si sono dilatati perché la richiesta di atti deve essere fatta dal Ministero della Giustizia e ci sono stati intoppi di natura burocratica. Saponati era indagato per omicidio colposo. All’epoca aveva 26 anni ed era alla guida di una Punto che uscì di strada finendo in una scarpata dopo un volo di 15 metri. Nell’incidente la studentessa, che si trovava nel sedile posteriore, venne sbalzata fuori e morì all’istante. Gravissime le lesioni riportate dal conducente che subì un trauma cranico. L’indagine effettuata dalla polizia stradale di Pola risultò assai carente: nessuna perizia sulla macchina e nemmeno sul guard rail già danneggiato prima del sinistro. Così il sostituto procuratore Sara Polino è stata costretta a nominare un consulente tecnico. Che si è basato esclusivamente sulle carte inviate, in particolare sulle fotografie. Perché, visti i costi, non è possibile effettuare per rogatoria una perizia sull’auto incidentata e neanche sul guard rail. Quando accadde l’incidente la Punto viaggiava a una velocità inferiore ai 65 chilometri orari.(l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google