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Lucca

Violenza: ancora molto lavoro da fare

Violenza: ancora molto lavoro da fare

A Palazzo Ducale confronto tra istituzioni, sanitari e associazionismo sulle iniziative contro abusi, stalking e aggressioni

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LUCCA. Agire in maniera sempre più coordinata per ridurre i casi di femminicidio e femicidio. È la sfida lanciata dai relatori del convegno “Professioni sincronizzate contro la violenza” , che si è svolto ieri a Palazzo Ducale di Lucca. L’evento è stato organizzato da Provincia, Asl col Codice Rosa e Centro Antiviolenza Luna, con la collaborazione di altri enti e associazioni del territorio (Prefettura, le Conferenze dei Sindaci, Cesvot, Ordine dei Medici, Associazione Donne Medico). Il confronto è stato coordinato dalla responsabile del Codice Rosa di Lucca Piera Banti e dallo scrittore Luca Martini. Il consigliere provinciale Grazia Sinagra ha ricordato il “Protocollo d’intesa per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione ed al contrasto del fenomeno della violenza di genere”, sottoscritto nel 2009 per promuovere una maggiore consapevolezza sulle violazioni dei diritti fondamentali delle donne. L’assessore. Durante l’incontro è stata ricordata la tragedia di Vania Vannucchi, una ferita ancora aperta in città. «Qui a Lucca ci sono sicuramente buone pratiche – ha detto il prefetto – Maria Laura Simonetti – ma dobbiamo fare sempre di più». Paola Magneschi ha sottolineato il positivo ruolo del Codice Rosa, mentre la direttrice dei servizi sociali Asl Laura Brizzi ha ricordato – anche alla luce della violenza subita dalla guardia medica nel catanese, i rischi vissuti dai professionisti sanitari. «C’è da fare moltissimo a partire dal livello nazionale», ha fatto eco ilpresidente dell’Ordine dei Medici di Lucca Umberto Quiriconi. Una nota positiva è arrivata dal generale dei carabinieri e presidente dell’Accademia italiana di scienze forensi Luciano Garofano: «È bene ribadire che i reati di questo tipo sono in calo in Italia, anche se suscitano ovviamente grande attenzione da parte degli organi d’informazione, ma sono da sottolineare i pregiudizi che ancora ci sono nell’ambito della violenza di genere e anche i pericoli di internet». Il Procuratore della Repubblica Pietro Suchan ha precisato che a Lucca la rete contro la violenza funziona e i tempi di intervento sono consoni, anche se non sempre, in linea generale, gli strumenti processuali sono adeguati alle esigenze. Altri contributi sono arrivati dallo psicologo Carmelo Dambone e dalla criminologa forense Cristina Galavotti. Ha chiuso il convegno la presidente del Centro Antiviolenza di Lucca “Associazione Luna Onlus” Daniela Caselli.

Dati del Codice rosa. A livello provinciale si sono registrati dal 2012 al giugno 2016 un totale di 2028 casi, di cui 1370 nell’ambito territoriale di Lucca e 658 nel territorio della Versilia. Per quanto riguarda le zone di Lucca e della Valle del Serchio – ha detto nello specifico la dottoressa Piera Banti – dal primo gennaio 2012 al 30 giugno 2017 ci sono stati 1712 casi di codice rosa, di cui 1657 ai danni di persone adulte e di questi il 90% sono rappresentati da donne, con età da 18 a 93 anni. Di questi 1657 casi “lucchesi”, 1581 sono stati maltrattamenti, 34 abusi e 42 stalking.

Violenza sui minori. Non si registra una differenza da maschi e femmine fino a che siamo nella fascia di età fra 0-13 anni. I dati cambiano invece in maniera significativa nella fascia d’età 15-18 anni, perché in questo ambito la percentuale delle ragazze che subiscono violenza aumenta fino al 70% rispetto a quella dei ragazzi. Si sta inoltre notando un preoccupante aumento delle violenze nei confronti degli adolescenti, ma anche delle persone anziane. Da qui l’importanza di potenziare ulteriormente i consultori territoriali.

I dati di Luna Onlus. Attiva dal 1999, si è costituita come centro antiviolenza nel 2008 e dal 2010 fa parte della rete nazionale dei centri antiviolenza. In totale nel 2016 sono state accolte nelle Case Rifugio dell’associazione 33 donne di cui 8 italiane e 25 provenienti sia da paesi europei che extraeuropei. Assieme alle donne sono stati accolti 32 minori. La totalità ha intrapreso un percorso legale. Tra il gennaio e l’agosto 2017 le donne accolte in casa rifugio sono in totale 23.

Centro antiviolenza. Per quanto riguarda la struttura, che si pone l’obiettivo di offrire servizi di ascolto, di sostegno e consulenza psicologica e legale per le donne vittime di violenza, nel 2016 ha accolto un totale di 152 donne, di cui 108 italiano e le restanti provenienti da paesi europei e extraeuropei. Dall’inizio del 2017 sono state accolte dal centro 154 donne, ed è è importante rilevare l’aumento relativo al numero di ragazze minorenni che vivono relazione violente tra pari (7 nell’ultimo anno). Nell’ultimo anno l’Associazione è stata inoltre legittimata a costituirsi parte civile in ben 5 processi per reati di femicidio-stalking, violenza sessuale e lesioni– stalking-maltrattamenti, lesioni, violenza sessuale con aggravante della violenza assistita.



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