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Lucca

Il Pd territoriale archivia il caso Remaschi - Pagliaro

Il Pd territoriale archivia il caso Remaschi - Pagliaro

L’ultima parola sarà quella della commissione provinciale di garanzia Da Tambellini e Bruzzesi l’invito all’unità. Carmassi: «Partito senza democrazia»

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LUCCA. Trentotto voti a favore, quattro contrari, due astenuti (Bruzzesi e Tambellini): la direzione territoriale del Pd promuove il percorso intrapreso sulla campagna di ascolto in merito al caso Remaschi - Pagliaro, la querelle scoppiata all’indomani del ballottaggio a seguito delle rivelazioni dell’allora candidato sindaco di centrodestra Remo Santini in merito ai contatti avuti prima del secondo turno elettorale con i due esponenti del Pd, l’assessore regionale Marco Remaschi e il consigliere Lucio Pagliaro, appunto (presenti al direttivo). Per la direzione territoriale, la vicenda finisce qui, va in archivio. L’ultima parola sarà quella della commissione di garanzia provinciale.

La promozione a pieni voti del metodo di valutazione proposto dal commissario Stefano Bruzzesi equivale alla bocciatura delle obiezioni sollevate nel documento divulgato venerdì da sedici componenti della minoranza del partito: primo firmatario Cecilia Carmassi, con cui si sono schierati i segretari dei circoli Pd di Ponte a Moriano, Oltreserchio, Sant’Alessio, Lucca sud e Centro storico, oltre alla consigliera (ex assessore) Francesca Pierotti.

Un documento che ha spiazzato la maggioranza, perché contestava in pieno il metodo di valutazione avviato da Bruzzesi e chiedeva che del pruriginoso caso Remaschi Pagliaro si occupasse la commissione garanzia del partito. Non a caso al direttivo di ieri sera nella sede Pd di via Barbantini non hanno mancato di partecipare i massimi esponenti del Pd lucchese, a partire dai parlamentari Andrea Marcucci e Raffaella Mariani ai consiglieri regionali Stefano Baccelli e Ilaria Giovannetti. Un polverone lo ha suscitato l’uscita della minoranza, ma la maggioranza non ha perso tempo a fare quadrato. «La direzione territoriale del Pd lucchese - recita un passo del documento votato ieri - esprime apprezzamento per la trasparenza del percorso intrapreso, anche in virtù dell’ampia partecipazione di iscritti e simpatizzanti agli incontri; constata come, al di là delle diverse valutazioni e sensibilità personali riguardo all’inopportunità di alcuni comportamenti nel relazionarsi con altre forze politiche o singoli candidati sia stata largamente condivisa e ribadita la convinzione dell’impegno certo ed evidente sia di Marco Remaschi sia di Lucio Pagliaro».

La seconda parte è un auspicio all’unità del Pd, l’aspetto che il documento di minoranza aveva minato e che il sindaco Alessandro Tambellini, durante il direttivo, ha voluto rimarcare, invocando «di fare attenzione a non ripetere percorsi del passato. L’unità del partito è fondamentale».

«Sono soddisfatto - è il commento di Bruzzesi a direttivo concluso -, C’è stato un dibattito sereno. Condivido pienamente le considerazioni espresse dal sindaco di conservare l’unità». Unità preziosa anche perché d’ora in poi la partita si giocherà nella fase congressuale e nella designazione del candidato alla segreteria: l’esito del direttivo sembra voler confermare l’indicazione che era nell’aria prima dell’intervento della minoranza, ovvero andare al candidato unico, evitando spaccature.

Per Cecilia Carmassi il direttivo è stata l’ulteriore delusione. «Avevamo chiesto di dividere il documento messo a votazione durante il direttivo perché volevamo condividere la seconda parte, quella sull’unità del partito, ma ci hanno risposto picche. È la dimostrazione che alla maggioranza non interessa avere spazi di condivisione. Gli organismi evidentemente servono solo per affermare le istanze della maggioranza: è il degrado della democrazia interna». Tanta delusione potrebbe essere la chiave di un’uscita? «Difficile per me continuare a difendere il Pd - risponde la Carmassi -. Non sarà una scelta facile. Meglio pochi ma fedeli. Ora vedremo».

Barbara Antoni

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