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Lucca

Sequestrati documenti alla clinica Barbatini

Sequestrati documenti alla clinica Barbatini

La Tributaria della Guardia di Finanza acquisisce l’elenco delle forniture  di protesi della ditta Ceraver Italia e quello dei pazienti sottoposti a impianto

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LUCCA. Perquisizione e sequestri alla Casa di Cura Maria Domenica Barbatini convenzionata con il servizio sanitario nazionale. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria guidati dal colonnello Walter Mazzei ex Gico di Palermo per conto della procura della Repubblica hanno acquisito documentazione risalente al periodo che va dal febbraio 2016 al maggio scorso legata all’acquisto di protesi e altre apparecchiature sanitarie della società Ceraver Italia srl. Un intervento di polizia giudiziaria legato all’indagine - gemella di quella svolta dalla procura di Monza - sulle protesi di bassa qualità in cambio di tangenti che in ambito nazionale ha visto 12 medici arrestati con ordinanze di custodia in carcere o ai domiciliari per corruzione e falso in atto pubblico.

Riscontri. Le fiamme gialle cercano riscontri alle intercettazioni telefoniche inviate per competenza territoriale dai magistrati brianzoli a quelli lucchesi sull’esistenza di un collaudato sistema corruttivo, autonomo e distinto rispetto a quello lombardo, che vede come punto di congiunzione la figura del romagnolo David Panico, responsabile della società che riforniva anche la clinica lucchese di protesi decisamente scadenti. I finanzieri hanno acquisito - oltre che ai contratti, alle fatture e alle bolle di accompagnamento del materiale ortopedico - anche l’elenco dei pazienti che in day hospital o in altra forma sono stati ricoverati alla Casa di Cura Barbatini e hanno subito l’intervento chirurgico con l’applicazione della protesi.

I degenti. Alcuni sono di Lucca e dintorni, altri di Roma, del Lazio e di province diverse. Si tratta di degenti fatti venire appositamente ad operarsi in quella clinica convenzionata con l’Asl dai chirurghi ortopedici indagati perché ritenuti corrotti in quanto avrebbero ottenuto denaro o altra utilità sia dai vertici della Ceraver sia dall’amministratore delegato della Santa Chiara srl (la società che ha in affitto la Casa di Cura Barbantini)che risulta tra i nove indagati dell’inchiesta lucchese. Si tratta di Claudio Altamura, 37 anni, campano e residente a Telese Terme. Per l’accusa l’amministratore delegato favoriva l’accesso alla struttura degli ortopedici con pazienti provenienti da altre Regioni riconoscendo loro vantaggiose percentuali e favorendo i rapporti corruttivi tra il responsabile della Ceraver Italia srl e i chirurghi contribuendo economicamente al sistema ritenuto truffaldino riconoscendo a Panico un importo fisso per ogni protesi impiantata nella clinica di cui era amministratore.

Luca Tronchetti

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