Il Tirreno

Lucca

Il sindaco Tambellini: «Un po’ di giustizia per il giovane ferito»

Il sindaco Tambellini: «Un po’ di giustizia per il giovane ferito»

LUCCA. «A Sasha Lazzareschi è stata restituita un po’di giustizia»: così il sindaco Alessandro Tambellini interviene sulla vicenda dell’estradizione dall’Inghilterra di Adam Alexander Mossa, l’estremi...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. «A Sasha Lazzareschi è stata restituita un po’di giustizia»: così il sindaco Alessandro Tambellini interviene sulla vicenda dell’estradizione dall’Inghilterra di Adam Alexander Mossa, l’estremista di destra condannato per l’aggressione costata un occhio a Lazzareschi.

«Un ragazzo va a bere una birra in un locale – scrive Tambellini – un bicchiere gli si frantuma sulla faccia e in un momento una serata tranquilla si trasforma in una tragedia: la vita di questo ragazzo diventa confusa, dolorosa, caotica e pervasa da un generale senso di ingiustizia. A Sasha Lazzareschi, oggi, grazie alle indagini della Digos di Lucca – che ringrazio per l’ottimo lavoro svolto nel rintracciare Adam Alexander Mossa, latitante in Inghilterra – è stata restituita un po’di giustizia. Per quanto, lo so, l’unica giustizia possibile sarebbe non dover portare sul proprio volto i segni di quell’aggressione priva di logica».

«Purtroppo – riprende il primo cittadino di Lucca – Sasha non è stato il primo e non sarà l’ultimo ragazzo minacciato, picchiato, aggredito verbalmente e fisicamente, inseguito e intimidito. Di Sasha, nella nostra città, ce ne sono altri, vittime di episodi che, spesso, restano nel silenzio, per paura di ulteriori ritorsioni».

Tambellini quindi invita a riprendere il movimento che, all’epoca, nacque per dire no alla violenza: «Se c’è una cosa che mi colpì favorevolmente in quella stagione attraversata da numerosi fatti di violenza fu il movimento di genitori, studenti, militanti di associazioni e partiti politici e semplici cittadini che decisero di mettersi insieme per mappare, collegare, denunciare, uno dopo l’altro, gli avvenimenti e ricostruire così la triste cronistoria cittadina legata alla violenza sistematica portata avanti da gruppi violenti e razzisti, appartenenti all’estrema destra lucchese. Fu un movimento importante, quello, perché svolse anche una funzione di sensibilizzazione verso le istituzioni, le forze dell’ordine e verso tutta la città. Oggi ne percepiamo la mancanza e mi sento in dovere di riprendere quello che è stato senza dubbio un momento importante per la nostra comunità: dobbiamo denunciare sempre ogni violenza subita, perché se un episodio singolo resta un episodio, tanti singoli episodi diventano una realtà da combattere. Alle forze di polizia, invece, chiedo di continuare a monitorare la città, di fare indagini e intervenire quando è necessario, perché il clima è tornato a farsi pesante e tetro e non può esserci giustizia, né condivisione, né crescita e uguaglianza dove c’è violenza verso tutto ciò che viene considerato diverso».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa