Sicurezza
Finto maresciallo per fregare soldi
di Luigi Spinosi
Telefonava agli anziani simulando incidenti causati da loro familiari: arrestato dalla mobile
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LUCCA. Sono lontani i tempi del Mattatore, l’imbroglione interpretato da Gassman capace di mettere a segno truffe di ogni tipo. Un personaggio che alla fine raccoglie pure l’empatia del pubblico, anche perché non sempre le sue vittime erano esempi di specchiata moralità. Ma quello era un film. La realtà invece propone ben altri esempi, che di simpatico non hanno proprio nulla. Anzi.
È difficile immaginare una truffa più squallida di quella che sarebbe stata messa a segno, e più volte, da Aniello Petrone, 33 anni, nato e residente a Napoli, nel quartiere di Barra. L’uomo è stato arrestato mercoledì in flagranza di reato (per l’esattezza tentata truffa aggravata) dagli agenti della squadra mobile mentre stava incassando i soldi da un uomo di 75 anni. Sì, perché – e proprio qui sta il lato peggiore della storia – le vittime erano tutte persone anziane.
Il trucco, già visto in altre occasioni, era quello del finto arresto: mercoledì mattina, secondo la ricostruzione della polizia Petrone, presumibilmente insieme a un complice (che deve essere ancora identificato), aveva contattato sette persone, tutte anziane, spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri. Il finto maresciallo diceva agli anziani che un loro familiare (solitamente un figlio) aveva provocato un incidente stradale con feriti. Da qui la richiesta di un pagamento in denaro (dai tre ai seimila euro) per evitare conseguenze penali.
Facile capire lo stato d’animo delle persone che ricevevano una simile telefonata e al di là dell’aspetto economico, del prendere di mira dei pensionati per portar via loro i pochi risparmi che hanno (quando li hanno), basta il solo danno psicologico provocato a far capire il livello di bassezza di un simile comportamento.
E quel trucco in altre circostanze aveva funzionato: già martedì scorso, il giorno prima dell’arresto, la squadra mobile era intervenuta su una truffa messa a segno in questo modo nella zona dell’Arancio, ai danni di un’anziana, che aveva sborsato 700 euro per “liberare” un suo parente.
Il giorno dopo alla polizia sono arrivate ulteriori segnalazioni, con un altro anziano che ha raccontato una vicenda identica, fornendo una descrizione del truffatore simile a quella data dalla signora truffata all’Arancio. Le ricerche in zona hanno portato gli agenti a fermare e identificare Aniello Petrone mentre stava incontrando un’altra vittima, un uomo di 75 anni, che stava per consegnargli del denaro.
Dalla successiva perquisizione in un hotel a Montecatini, dove l’uomo alloggiava, è stato possibile recuperare la somma di 700 euro sottratta il giorno prima all’Arancio (poi restituita alla vittima). L’arresto è stato poi convalidato nella direttissima che si è svolta ieri mattina, e in attesa del giudizio Petrone è stato sottoposto all’obbligo di dimora a Napoli.
Una vicenda che merita di essere fatta conoscere per mettere in guardia tutte le persone non più giovani. Se qualcuno chiama per chiedere dei soldi, con questa o qualsiasi altra scusa, rivolgetevi alle forze dell’ordine (quelle vere). Ulteriore consiglio, evitate di utilizzare lo stesso telefono su cui avete ricevuto la chiamata, meglio magari andare da un vicino di casa, perché – lo si è visto in casi analoghi – molti di questi imbroglioni non lasciano niente al caso e riescono a inserirsi sul telefono preso di mira, con un sistema di deviazione che sposta la chiamata su un loro numero, indipendentemente da chi sta provando a chiamare la vittima presa di mira.
È difficile immaginare una truffa più squallida di quella che sarebbe stata messa a segno, e più volte, da Aniello Petrone, 33 anni, nato e residente a Napoli, nel quartiere di Barra. L’uomo è stato arrestato mercoledì in flagranza di reato (per l’esattezza tentata truffa aggravata) dagli agenti della squadra mobile mentre stava incassando i soldi da un uomo di 75 anni. Sì, perché – e proprio qui sta il lato peggiore della storia – le vittime erano tutte persone anziane.
Il trucco, già visto in altre occasioni, era quello del finto arresto: mercoledì mattina, secondo la ricostruzione della polizia Petrone, presumibilmente insieme a un complice (che deve essere ancora identificato), aveva contattato sette persone, tutte anziane, spacciandosi per un maresciallo dei carabinieri. Il finto maresciallo diceva agli anziani che un loro familiare (solitamente un figlio) aveva provocato un incidente stradale con feriti. Da qui la richiesta di un pagamento in denaro (dai tre ai seimila euro) per evitare conseguenze penali.
Facile capire lo stato d’animo delle persone che ricevevano una simile telefonata e al di là dell’aspetto economico, del prendere di mira dei pensionati per portar via loro i pochi risparmi che hanno (quando li hanno), basta il solo danno psicologico provocato a far capire il livello di bassezza di un simile comportamento.
E quel trucco in altre circostanze aveva funzionato: già martedì scorso, il giorno prima dell’arresto, la squadra mobile era intervenuta su una truffa messa a segno in questo modo nella zona dell’Arancio, ai danni di un’anziana, che aveva sborsato 700 euro per “liberare” un suo parente.
Il giorno dopo alla polizia sono arrivate ulteriori segnalazioni, con un altro anziano che ha raccontato una vicenda identica, fornendo una descrizione del truffatore simile a quella data dalla signora truffata all’Arancio. Le ricerche in zona hanno portato gli agenti a fermare e identificare Aniello Petrone mentre stava incontrando un’altra vittima, un uomo di 75 anni, che stava per consegnargli del denaro.
Dalla successiva perquisizione in un hotel a Montecatini, dove l’uomo alloggiava, è stato possibile recuperare la somma di 700 euro sottratta il giorno prima all’Arancio (poi restituita alla vittima). L’arresto è stato poi convalidato nella direttissima che si è svolta ieri mattina, e in attesa del giudizio Petrone è stato sottoposto all’obbligo di dimora a Napoli.
Una vicenda che merita di essere fatta conoscere per mettere in guardia tutte le persone non più giovani. Se qualcuno chiama per chiedere dei soldi, con questa o qualsiasi altra scusa, rivolgetevi alle forze dell’ordine (quelle vere). Ulteriore consiglio, evitate di utilizzare lo stesso telefono su cui avete ricevuto la chiamata, meglio magari andare da un vicino di casa, perché – lo si è visto in casi analoghi – molti di questi imbroglioni non lasciano niente al caso e riescono a inserirsi sul telefono preso di mira, con un sistema di deviazione che sposta la chiamata su un loro numero, indipendentemente da chi sta provando a chiamare la vittima presa di mira.
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