Il Tirreno

Lucca

Simulano un rapimento per tentare l’estorsione

di Marco Tirinnanzi
Simulano un rapimento per tentare l’estorsione

Con una telefonata chiedono 1.900 euro a un’anziana per liberare il figlio  ma non era vero nulla con l’uomo che, ignaro di tutto, ha poi rassicurato la madre

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ALTOPASCIO. «Pronto signora, abbiamo in ostaggio suo figlio, se vuole rivederlo sano e salvo, deve sganciare 1.900 euro, altrimenti potrebbe succedergli qualcosa di brutto»: questa la telefonata minacciosa ricevuta mercoledì mattina da un’anziana. Un vero e proprio tentativo di estorsione da parte di un uomo, dalla voce italiano secondo una prima ricostruzione, che si è finto rapitore nel tentativo di scucire del denaro.

La donna, una vedova di 75 anni, al momento di rispondere al telefono si trovava da sola in casa, e nonostante il forte choc iniziale, ha immediatamente compreso che qualcosa non quadrava. Non si è quindi persa d’animo e, dopo aver riagganciato al sedicente rapitore ha cercato di contattare il figlio, per conoscere direttamente da lui se si trovasse o meno in pericolo.

Appena ascoltata l’anziana madre, comunque in stato di forte agitazione, l’uomo, un 45enne che vive e lavora ad Altopascio, ha provato subito a rassicurarla sulla sua incolumità, spiegandole che in quel momento si trovava in banca, e l’ha convinta a non prestare più attenzione a quel tentativo maldestro di estorsione.

Nel condominio dove la donna vive, in via dei Pubblici Macelli, dato l’orario mattutino in cui molti sono fuori per lavoro, nessuno ha sentito niente e tantomeno ha potuto prestare soccorso alla donna che, la quale dopo essersi calmata, in seguito soprattutto delle parole confortanti del figlio, ha ricevuto la visita della cognata della sorella, che vive a Lucca. L’anziana è ancora molto scossa da quello che le è successo e non ha molta voglia di parlare ma assicura che si sta lentamente riprendendo. Nelle prossime ore probabilmente sporgerà denuncia ai carabinieri del comando di Lucca.

Un episodio inquietante, un salto di qualità (in peggio) di un classico della truffa, quello del finto arresto: telefonate mirate a persone anziane alle quali, fingendosi un legale o un rappresentante delle forze dell’ordine, veniva detto che un loro parente era stato arrestato e che serviva immediatamente del denaro per provvedere alle spese legali. Una truffa già odiosa che qualche sciacallo è riuscito a peggiorare.

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