Il Tirreno

Lucca

Paris Petri e la ricerca del “regalo perfetto”

di Luca Cinotti
La vetrina di Paris
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La vetrina di Paris

Il negozio di via Fillungo aprì a inizio anni Sessanta come coltelleria. Fu uno dei primi a capire la potenzialità dell’orario continuato

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LUCCA. No, Parigi non c’entra nulla. La ville lumière non ha a che fare con gli oggetti che per decenni sono stati venduti nel negozio “Paris” di via Fillungo, fra l’Anfiteatro e corte Compagni. Il nome del negozio, infatti, è quello del suo fondatore.

Paris Petri arriva in via Fillungo all’inizio degli anni Sessanta. Come si legge nella bellissima insegna, creata nel perfetto “stile lucchese” (lettere d’oro e d’argento su sfondo di vetro scuro), il primo commercio è quello di coltelleria e rasoi elettrici.

Nel corso degli anni questo aspetto viene affiancato dalla vendita di vari articoli di arredamento o per la casa, con un gusto tutto particolare. Paris è il luogo ideal e per trovare un regalo un po’ fuori dagli schemi. Anche prima dell’invasione del made in China, infatti, nelle vetrine di via Fillungo si è sicuri di trovare un oggetto originale. Per lunghi anni Paris Petri è rimasto dietro il bancone del suo negozio. Fino alla sua morte, nel marzo del 2012.

Da tutti viene descritto come un commerciante onesto e di larghe vedute che ci teneva a vendere merce «buona e che dura», diceva sempre. Aveva iniziato a faticare da ragazzetto come commesso nella farmacia Masoni, poi si era messo in proprio e aveva avuto fortuna. Una foruna meritata. Aveva avuto tante felici intuizioni, come quella di tenere aperto con orario continuato. «All'inizio i colleghi mi prendevano in giro - raccontava - ma quando ho snocciolato le cifre incassate nell'ora della sosta pranzo hanno capito che avevo ragione io». Non a caso Paris fu tra gli ottanta negozi del centro che, nel 2001, chiesero al Comune di aumentare il numero delle domeniche lavorative facoltative. Dopo la scomparsa di Paris, il negozio era passato a una delle figlie che ha poi deciso di cessare l'attività a novembre del 2012. Oggi, al suo interno, c’è un negozio di abbigliamento che ha rivoluzionato il loocale eliminado le grandi vetrine prima dell’ingresso vero e proprio nel negozio. L’unica cosa che - fortunatamente - è rimasta come negli anni Sessanta è proprio l’insegna.

Il progetto. Luccainsegne è un progetto nato in collaborazione tra la community @igerslucca, con i local manager Andrea Dovichi e Luca Stiantos Silva e la redazione lucchese de @ilTirreno. L’idea è di fare una cavalcata a ritroso nel tempo con l’obiettivo di accompagnare i lettori nella riscoperta delle insegne storiche dei negozi cittadini che sono pregio e vanto del centro storico lucchese che, tra tante altre cose da ammirare, balza subito agli occhi dei turisti, anche di quelli meno attenti. Esistono infatti poche altre realtà (forse nessuna) in cui alcuni negozi attualmente aperti sono sormontati da insegne che rimandano altrove, a un’altra epoca del commercio, ad altri nomi, ad altre storie. In un periodo in cui il tessuto commerciale della nostra città sta cambiando pelle, ci è sembrato importante ripartire da questi frammenti della Lucca passata. Il percorso durerà per tutto il 2017: settimanalmente racconteremo sul quotidiano, sul sito del Tirreno Lucca e sull’account @igersLucca, storia ed estetica di quelle insegne.Tutto, ovviamente, partendo da una fotografia: l’hashtag di riferimento è #luccainsegne.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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