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Migranti, polemica a Borgo a Mozzano 

Lega contro il bando, il sindaco: «Nessun nuovo arrivo»

Lega contro il bando, il sindaco: «Nessun nuovo arrivo»

BORGO A MOZZANO. Botta e risposta sul caso dell’avviso esplorativo del Comune di Borgo per la ricerca di alloggi da destinare all’accoglienza dei profughi. La Lega, attraverso il consigliere...

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BORGO A MOZZANO. Botta e risposta sul caso dell’avviso esplorativo del Comune di Borgo per la ricerca di alloggi da destinare all’accoglienza dei profughi. La Lega, attraverso il consigliere regionale Elisa Montemagni e il commissario della sezione Mediavelle e Garfagnana Simone Simonini, si scaglia contro la decisione del sindaco Andreuccetti: «Ci sembra chiaro che, piuttosto che cercare di dare risposte ai bisogni dei suoi cittadini, il sindaco Andreuccetti sia impegnato a fare l’affittacamere ai presunti profughi. Il progretto Sprar è solo un metodo per spalmare i profughi su tutto il territorio in modo da non destare clamore e per incanalare risorse economiche verso tutta quella serie di soggetti che fanno dell’immigrazione un business. L’unica certezza di far diminuire i profughi sul territorio è di chiudere le frontiere a chi non scappa da nessuna guerra, velocizzare le procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato e rimpatriare subito chi non lo ottiene e tutti quei soggetti che delinquono. Non appena andremo al governo del Paese ristabiliremo senz’altro quelle regole di buon senso che oggi mancano».

Nessun nuovo arrivo di migranti, ribadisce invece il sindaco Patrizio Andreuccetti, il quale afferma che l’amministrazione comunale si sta anzi impegnando per far diminuire il numero dei ragazzi attualmente presenti e riportarlo da 48 a 25 (quota stabilita dall’Anci) nonché per sviluppare programmi di integrazione: «La ricerca di alloggi è per 25 migranti che non andranno ad aggiungersi a quelli già ospitati ma, almeno all’inizio, a sostituire i 25 già presenti. Con il progetto Sprar, la gestione è del Comune tramite la cooperativa e consente di applicare la clausola della salvaguardia, ovvero l’unico mezzo che obbliga la prefettura, su richiesta del Comune stesso, a riportare gradualmente sul territorio il numero di profughi previsti da Anci (3, 6 migranti ogni 1000 abitanti). Per farla breve lo Sprar è l’unico mezzo per diminuire i richiedenti asilo sul territorio e avere numeri controllati e congrui». Per aderire il comune inoltrerà richiesta al ministero dell’Interno e, indetto il bando, saranno individuali i soggetti idonei a collaborare per i programmi di integrazione. I finanziamenti arriveranno quindi direttamente al comune che si relazionerà con la prefettura, scavalcando eventuali messe a disposizione di immobili privati: «Questo è l’unico modo – conclude Andreuccetti – per avere maggior controllo, meno speculazione, numeri più congrui, maggior integrazione».

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