Gioco
Scontro sulla sicurezza fra opposizione e sindaco
Per Buchignani il Comune avrebbe omesso il documento di valutazione rischi Tambellini: «Non era previsto, si tratta solo di una squallida battaglia politica»
4 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Il caso scoppia proprio nel giorno della Santa Croce, nel giorno della Luminara in versione particolare per ricordare la morte di Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini, gli operai deceduti mentre montavano i lumini per la processione. Nicola Buchignani, capogruppo consiliare di Fratelli d’Italia annuncia di aver scoperto una grave mancanza nell’appalto che ad agosto 2015 consegnò all’Agricola Morelli il compito di installare i portalumini: il responsabile del procedimento non ritenne infatti necessario redarre il Duvri (Documento unico valutazione rischi da interferenze). Un’accusa pesante, che Marco Chiari (segretario di Fdi Lucca) ipotizza anche finire all’interno del fascicolo d’inchiesta. Ma secondo il sindaco Alessandro Tambellini, si tratta di «un caso di uno squallore infinito», visto che quel documento avrebbe avuto nulla a che fare con quel tipo di appalto.
L’attacco. Buchignani ha presentato anche un’interrogazione, che sintetizza l’accusa. Il riferimento è alla determina del 10 agosto del 2015, che approva l’iter della gara. In questo atto – spiega Buchignani – «il dirigente oltre a stabilire le modalità per la gara di appalto, ha ritenuto non necessario redigere il documento Duvri in quanto “data la natura del servizio … non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza”».
Per Buchignani, tuttavia, la redazione di questo documento è «un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall’articolo 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro». Per questo il capogruppo di Fratelli d’Italia chiude con alcuni interrogativi: «Per quali ragioni e con quali motivazioni tale documento non è stato redatto o commissionato dal committente, in questo caso l’amministrazione comunale? Perché non sono state inserite all’interno della determina, le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro? Il Comune, in quanto committente, con un altro atto ha predisposto o acquisito il Piano della Sicurezza? ».
Nel corso della giornata, poi, anche il capogruppo della Lega Nord Giovanni Minniti dà man forte a Buchignani, stigmatizzando il fatto che nel corso del consiglio di martedì «il sindaco non ha riferito né in merito alla sussistenza del Duvri, né in ordine alle ragioni che eventualmente ne giustificavano la mancata adozione, anche se la collocazione dei lumini ad una rilevante altezza dal suolo è attività estremamente pericolosa, come purtroppo confermato dagli eventi luttuosi». Per questo invitava Tambellini a ripresentarsi in aula per dare risposta all’interrogazione.
La difesa. La realtà, tuttavia, sembra più complicata. Perché complicata è la legge, e il senso dello stesso Duvri. Il sindaco Tambellini ricorda che questo documento «regola le interferenze che possono esservi fra le attività del commettente (in questo caso il Comune di Lucca, ndr) e quelle di chi riceve un appalto. Ma qui non c’è nulla di questo».
In sintesi, il Duvri è richiesto quando un’impresa esterna interviene all’interno di una “unità produttiva” del committente per effettuare dei lavori. In questo caso, è necessario prendere provvedimenti per eliminare (o quanto meno minimizzare) i rischi derivanti dall’interferenza fra le due attività: ad esempio scintille all’interno di un ambiente a pericolo di esplosione.
Secondo i primi accertamenti del Comune, non è la situazione dell’appalto per i lumini della Morelli, che si svolge su suolo pubblico e non in una proprietà comunale.
A rafforzare questa ipotesi un passaggio della legge che ha istitutio il Duvri e che prevede che questo documento non riguarda i «rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi». Il fatto, dunque, che il lavoro della cooperativa sia pericoloso di per sé perché si svolge in condizioni particolari non comporta la redazione del Duvri. E a questo pare riferirsi la determina del 2015 che, nella sua stesura letterale, spiega che «non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza, rispetto a quelli specifici dell’attività propria dell’operatore economico».
La polemica. La reazione del primo cittadino è durissima. Così come le parole che decide di usare: «Questo è un caso di uno squallore infinito. È l’opera di persone che usano questi fatti gravissima per la loro squallida battaglia politica. Ci sono stati due morti, e questa gente parla pur sapendo che non c’è nulla. Ma qual è il loro scopo, far capire che dietro questa tragedia c’è la responsabilità del Comune? ».
Tambellini avanza anche un altro sospetto – che per lui è certezza. Il fatto che queste accuse siano state fatte uscire “a freddo”, con un tempismo ben preciso: «Si è scelto di attaccare il giorno della processione, che si sapeva sarebbe stata dedicata alla memoria dei due morti, con il momento di raccoglimento in via Veneto».
Tambellini garantisce che ripeterà questo anche in consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione. Quando? «Presto, prestissimo, già alla prossima riunione». (l. c.)
L’attacco. Buchignani ha presentato anche un’interrogazione, che sintetizza l’accusa. Il riferimento è alla determina del 10 agosto del 2015, che approva l’iter della gara. In questo atto – spiega Buchignani – «il dirigente oltre a stabilire le modalità per la gara di appalto, ha ritenuto non necessario redigere il documento Duvri in quanto “data la natura del servizio … non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza”».
Per Buchignani, tuttavia, la redazione di questo documento è «un obbligo in materia di sicurezza del lavoro, introdotto dall’articolo 26 del testo unico sulla sicurezza del lavoro». Per questo il capogruppo di Fratelli d’Italia chiude con alcuni interrogativi: «Per quali ragioni e con quali motivazioni tale documento non è stato redatto o commissionato dal committente, in questo caso l’amministrazione comunale? Perché non sono state inserite all’interno della determina, le spese per la sicurezza sui luoghi di lavoro? Il Comune, in quanto committente, con un altro atto ha predisposto o acquisito il Piano della Sicurezza? ».
Nel corso della giornata, poi, anche il capogruppo della Lega Nord Giovanni Minniti dà man forte a Buchignani, stigmatizzando il fatto che nel corso del consiglio di martedì «il sindaco non ha riferito né in merito alla sussistenza del Duvri, né in ordine alle ragioni che eventualmente ne giustificavano la mancata adozione, anche se la collocazione dei lumini ad una rilevante altezza dal suolo è attività estremamente pericolosa, come purtroppo confermato dagli eventi luttuosi». Per questo invitava Tambellini a ripresentarsi in aula per dare risposta all’interrogazione.
La difesa. La realtà, tuttavia, sembra più complicata. Perché complicata è la legge, e il senso dello stesso Duvri. Il sindaco Tambellini ricorda che questo documento «regola le interferenze che possono esservi fra le attività del commettente (in questo caso il Comune di Lucca, ndr) e quelle di chi riceve un appalto. Ma qui non c’è nulla di questo».
In sintesi, il Duvri è richiesto quando un’impresa esterna interviene all’interno di una “unità produttiva” del committente per effettuare dei lavori. In questo caso, è necessario prendere provvedimenti per eliminare (o quanto meno minimizzare) i rischi derivanti dall’interferenza fra le due attività: ad esempio scintille all’interno di un ambiente a pericolo di esplosione.
Secondo i primi accertamenti del Comune, non è la situazione dell’appalto per i lumini della Morelli, che si svolge su suolo pubblico e non in una proprietà comunale.
A rafforzare questa ipotesi un passaggio della legge che ha istitutio il Duvri e che prevede che questo documento non riguarda i «rischi specifici propri dell’attività delle imprese appaltatrici o dei singoli lavoratori autonomi». Il fatto, dunque, che il lavoro della cooperativa sia pericoloso di per sé perché si svolge in condizioni particolari non comporta la redazione del Duvri. E a questo pare riferirsi la determina del 2015 che, nella sua stesura letterale, spiega che «non sono previsti particolari rischi ai fini della sicurezza, rispetto a quelli specifici dell’attività propria dell’operatore economico».
La polemica. La reazione del primo cittadino è durissima. Così come le parole che decide di usare: «Questo è un caso di uno squallore infinito. È l’opera di persone che usano questi fatti gravissima per la loro squallida battaglia politica. Ci sono stati due morti, e questa gente parla pur sapendo che non c’è nulla. Ma qual è il loro scopo, far capire che dietro questa tragedia c’è la responsabilità del Comune? ».
Tambellini avanza anche un altro sospetto – che per lui è certezza. Il fatto che queste accuse siano state fatte uscire “a freddo”, con un tempismo ben preciso: «Si è scelto di attaccare il giorno della processione, che si sapeva sarebbe stata dedicata alla memoria dei due morti, con il momento di raccoglimento in via Veneto».
Tambellini garantisce che ripeterà questo anche in consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione. Quando? «Presto, prestissimo, già alla prossima riunione». (l. c.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
