Attenzione
Donna presa a pugni in strada uno studente atterra l’aggressore
Matteo Scannerini, 25 anni, è intervenuto quando ha visto l’uomo colpire la ragazza in pieno volto «Non avevo mai assistito a una violenza del genere. Purtroppo la vittima non vuole sporgere denuncia»
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LUCCA. Picchiata dal compagno, intervengono i passanti per fermare l’aggressore. Ma di fronte ai carabinieri lei lo difende: «Lasciatelo stare, non portatelo in caserma». E l’ennesima brutta storia di violenza sulle donne quella andata in scena martedì sera in un Comune della Piana. A raccontare l’episodio è Matteo Scannerini, presidente provinciale dei giovani di Forza Italia, che ha assistito alla scena ed è intervenuto insieme ad altri per bloccare l’uomo. «Ero a casa e stavo studiando quando ho sentito delle urla provenire da fuori – racconta – sono sceso per vedere cosa stesse e ho visto una scena a cui non avrei mai pensato di poter assistere. C’erano un uomo e una donna sulla quarantina. I due stavano litigando e a un certo punto l’individuo le ha dato un pugno in pieno volto mandandola knock-out. Sinceramente non avevo mai assistito a una tale violenza nei confronti delle donne. A quel punto sono andato lì, ho messo a terra il tizio l’ho immobilizzato fino all’arrivo dei carabinieri». Occorre precisare che Scannerini pratica la lotta e le abilità apprese in questa disciplina gli sono state utili: l’aggressore, infatti, ha cercato di colpirlo con un pugno ma lui lo ha schivato il colpo. Richiamati dalle urla sono intervenuti altri residenti, che hanno contribuito a tener fermo l’aggressore. La cosa più triste, a detta di Scannerini, è avvenuta subito dopo: «La donna colpita, con l’arcata sopraccigliare aperta e probabilmente il naso rotto, non ha voluto presentare denuncia e ha chiesto ai carabinieri di non portare via l’uomo. Sono scioccato ma racconto l’episodio per invitare tutte le donne e le ragazze vittima di violenze a non aver paura di denunciare i loro aggressori: non sono uomini e la vostra vita vale, non fatevi pestare».
La donna che, inizialmente non voleva neppure farsi portare al pronto soccorso, in un secondo momento ha accettato di farsi visitare dai medici del San Luca. È stata presa in carico dal “codice rosa”, il percorso di accesso alle cure riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne e bambini. La prognosi che le è stata data è sotto i 20 giorni. Ben da un lato male dall’altro. Se le lesioni riportate sono inferiori a questa soglia le forze dell’ordine non possono perseguire d’ufficio l’aggressore. Diventa necessaria la querela di parte. E stando a quanto risulta, la donna non è intenzionata a sporgere denuncia. Le forze dell’ordine potrebbero intervenire d’ufficio solo qualora si configurasse il reato di maltrattamenti domestici, ma è una fattispecie particolare, probabilmente non adatta al caso specifico dato che non è chiaro se l’uomo e la donna vivono insieme. Qualcosa, però, potrebbe smuoversi se a sporgere denuncia verso l’uomo violento fossero i testimoni che hanno assistito alla scena. «Abbiamo rilasciato delle dichiarazioni ai carabinieri – dice Scannerini – ma ho capito che senza una presa di posizione della vittima non servono a granché. Presentare denuncia direttamente? Se servisse a qualcosa lo potrei fare». (g.p.)
La donna che, inizialmente non voleva neppure farsi portare al pronto soccorso, in un secondo momento ha accettato di farsi visitare dai medici del San Luca. È stata presa in carico dal “codice rosa”, il percorso di accesso alle cure riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne e bambini. La prognosi che le è stata data è sotto i 20 giorni. Ben da un lato male dall’altro. Se le lesioni riportate sono inferiori a questa soglia le forze dell’ordine non possono perseguire d’ufficio l’aggressore. Diventa necessaria la querela di parte. E stando a quanto risulta, la donna non è intenzionata a sporgere denuncia. Le forze dell’ordine potrebbero intervenire d’ufficio solo qualora si configurasse il reato di maltrattamenti domestici, ma è una fattispecie particolare, probabilmente non adatta al caso specifico dato che non è chiaro se l’uomo e la donna vivono insieme. Qualcosa, però, potrebbe smuoversi se a sporgere denuncia verso l’uomo violento fossero i testimoni che hanno assistito alla scena. «Abbiamo rilasciato delle dichiarazioni ai carabinieri – dice Scannerini – ma ho capito che senza una presa di posizione della vittima non servono a granché. Presentare denuncia direttamente? Se servisse a qualcosa lo potrei fare». (g.p.)
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