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Scuola ristrutturata: «Scelta sbagliata»

Scuola ristrutturata: «Scelta sbagliata»

Il gruppo di opposizione “Andare Oltre” contesta la scelta del Comune di Borgo: «Era meglio realizzare un nuovo plesso» 

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BORGO A MOZZANO. Attacco frontale del movimento “Andare Oltre”, che contesta la scelta dell’amministrazione comunale di ristrutturare la vecchia scuola media, invece di procedere con la realizzazione di un nuovo edificio. Per Andare Oltre la giunta Andreuccetti ha commesso «un grave errore» e fatto «una scelta irrazionale».

Il gruppo di opposizione sostiene che «la decisione dell’amministrazione di investire 1, 7 milioni di euro, di cui uno attraverso un mutuo a carico dell’ente, per adeguare dal punto di vista sismico la vecchia scuola media, rischia di compromettere le possibilità di sviluppo del capoluogo e di negare alle nuove generazioni spazi più moderni, razionali e funzionali».

Andare Oltre ricorda che il progetto complessivo della “Concia”, iniziato dalla precedente amministrazione, prevedeva un’area scolastico-sportiva-direzionale in uno spazio vasto collegato ai servizi di viabilità pubblica, piscina, palazzetto dello sport, all’Iti “Ferrari” , collocati a pochi metri dalla stazione ferroviaria e da aree adattabili a punto di sosta e scambio per i bus. «La zona della Concia – aggiunge il gruppo – completa la sua articolazione con la nuova sede della Misericordia, la nuova sede dell’arma dei carabinieri, la sala conferenze dell’ex convento delle Oblate, con il possibile utilizzo del bar del circolo a servizio di scuole e palazzetto. Il progetto iniziale prevedeva anche una nuova scuola media nei terreni adiacenti al palazzetto, con una sezione adibita a scuola di musica (110 ragazzi iscritti) e danza. Il tutto lasciando la zona Ponte Pari al completamento di un’offerta commerciale che nel capoluogo rischia di essere sacrificata per mancanza di sbocchi disponibili».

Sbagliata quindi, per Andare Oltre, la scelta dell’amministrazione «fondata sulla paventata eccessiva spesa di una nuova scuola. Si ipotizzavano 5 milioni di euro complessivi, a fronte di 1,7 spesi per ristrutturare metà del vecchio edificio, nato oltretutto con intenti e scopi diversi dagli attuali. I comuni più importanti della valle hanno giustamente realizzato strutture nuove, frutto di nuove concezioni e moderni sistemi».

Inoltre per il gruppo di opposizione la scuola ristrutturata non è ben servita dai trasporti, visto che la stazione ferroviaria è lontana. Come l’area dei servizi sportivi, a partire dal Palazzetto. In tema di sicurezza poi Andare Oltre afferma che «l’attuale collocazione della scuola comporta disagi e preoccupazione per l’attraversamento della strada provinciale, mentre l’area della Concia si trova su un piano rialzato rispetto alla provinciale, in completa sicurezza. La vicinanza di ambulatori e carabinieri darebbe ulteriori livelli di controllo». Alla Concia poi, secondo Andare Oltre, sarebbe possibile la realizzazione di ampi parcheggi e di una strada di accesso dalla provinciale. Altri vantaggi dal progetto per la Concia la possibilità di dare spazio alla scuola di musica e di danza e di utilizzare la struttura ex Oblate, con la sala convegni.

Infine da non trascurare, per il gruppo, le conseguenze negatiuve della scelta dell’amministrazione comunale sul commercio: «Il centro storico di Borgo a Mozzano non ha più spazi utilizzabili per eventuali esigenze di ampliamento degli esercizi o implementazione di nuovi negozi. L’unica soluzione è legata al plesso della vecchia scuola, da trasformare. Il piano urbanistico prevede correttamente le aree con destinazione specifica: l’area del Ponte Pari è già destinata al commercio con la presenza del centro commerciale Penny e dei negozi di viale Italia, nella zona ex Standa. È uno snodo importante nella viabilità di valle con il ponte che unisce Lodovica a statale del Brennero. La destinazione razionale è quella commerciale e non scolastica».

Negative per il gruppo di opposizione anche le conseguenze per i proprietari dei terreni dell’area Concia, per gli scenari aperti dall’ipotesi di fusioni tra comuni, coll palazzetto che rischia di rimanere una cattedrale nel deserto.

Emanuela Ambrogi

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