Gioco
Decine di canali tombati rebus della manutenzione
La periferia della città è innervata di corsi d’acqua incanalati e messi sotto terra Corrono lungo le direttrici principali: Sarzanese e viale di San Concordio
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LUCCA. Sono tanti (218) i tratti di corsi d’acqua “tombati” (cioè incanalati e messi sotto terra per far passare strade o costruire edifici) che ogni giorno calpestiamo senza nemmeno pensarci. Piccoli - o meno piccoli - rii che potrebbero essere pericolosi, se non tenuti sotto controllo. La mappa del reticolo del Comune di Lucca parla chiaro: la periferia è innervata da linee rosse, quelle che indicano appunto un tratto tombato. Ce ne sono soprattutto nella prima periferia, là dove l’edificazione è stata maggiore. Corrono, ad esempio, lungo le direttrici principali: Sarzanese, viale di San Concordio, dallo stadio al mercato di Pulia. Secondo la legge la manutenzione e la pulizia spettano a chi ha chiuso il corso d’acqua: dunque spesso il proprietario delle strade, per la zona urbana il più delle volte il Comune. Un compito che può servire a evitare tragedie come quella di Livorno.
Lucca come Livorno? Cosa sarebbe successo se la bomba d’acqua che ha colpito la città labronica fosse piovuta su Lucca? Difficile rispondere ma è doveroso (soprattutto da parte delle istituzioni) porsi la questione per evitare che tragedie simili possano ripetersi. Per fare chiarezza sullo stato di salute e controllo dei canali sotterranei interpellato il Consorzio 1 Toscana Nord. «Nei mesi di bella stagione e fino all’inizio dell’autunno – spiegano dall’ente – ci siamo adoperati per i lavori di manutenzione sui corsi d’acqua della Lucchesia, come sul resto del territorio di competenza. Si tratta di opere di prevenzione, utili a far sì che il reticolo idraulico sia in grado allontanare le piogge, quando arrivano le precipitazioni autunnali ed invernali – prosegue il presidente. Ismaele Ridolfi – Alla fine di ogni anno, gli uffici predispongono un piano di manutenzione sui corsi d’acqua per l’anno successivo. Tale pianificazione tiene conto di numerosi fattori: tra questi, anche le criticità riscontrate nell’anno precedente, così come le segnalazioni pervenute dai cittadini e le indicazioni ricevute dai Comuni e dalle altre amministrazioni locali. Per realizzare tali opere, viene appunto sfruttata la bella stagione: il periodo cioè compreso tra la tarda primavera, fino alla prima parte dell’autunno».
Le competenze. Tali opere vengono finanziate con il contributo richiesto ai consorziati. La collaborazione per la sicurezza idraulica, naturalmente, richiede la collaborazione di tutti: della Regione, a cui, secondo la legislazione vigente, spetta (tramite lo strumento del Documento operativo per la difesa del suolo) la quota più importante di cofinanziamento degli interventi straordinari, sino ai privati cittadini: «Sono chiamati – spiega il presidente del Consorzio – a pulire periodicamente i tratti tombati di cui sono proprietari, e le piccole fossette interpoderali, che tagliano i campi o scorrono di fronte le case e gli immobili. L’esperienza ci insegna che, molte volte, i problemi nascono proprio perché il deflusso delle acque s’interrompe in questi piccoli rigagnoli, sui quali il Consorzio non può intervenire: e che troppo spesso sono lasciati nell’incuria più assoluta».
Gli interventi. Per l’anno in corso, sul territorio del Comune di Lucca e Valfreddana, il Consorzio sta completando interventi complessivamente per oltre 3milioni di euro. La manutenzione ordinaria (quella cioè finanziata direttamente col contributo di bonifica) va a toccare 450 chilometri circa di rii. «Il piano annuale – spiegano dall’ente – per il momento è completato all’80% e sarà comunque terminato entro la primissima parte dell’autunno. Nei centri abitati, anche per una questione di decoro urbano, lo sfalcio viene ripetuto in due momenti distinti dell’anno». Per rendere più efficiente la realizzazione dei cantieri, il territorio è stato suddiviso dagli uffici in vari sottobacini idraulici, che prendono il nome dei principali corsi d’acqua che lo attraversano: Piscilla-Cesana, Lobaco, Fossa Media, ecc.
«Ben 50mila euro – spiega l’ente – il Consorzio li investe per lavori urgenti, a seguito di segnalazioni, su Freddana-Ribongi, Rio dei Cotani, Torre Alta Freddana. Grazie alle economie e ai residui, poi, quasi 150mila euro vanno per ulteriori interventi su Rio Arsina, affluenti del Rio Cerchia, della Gora Lazzari e Rio Canabbia; sui Bottacci di Massa Pisana e sul Fosso Palazzaccio di Nave. Sono 430mila euro, invece, le risorse investite per gli scavi in corso sugli spalti delle Mura che circondano il Centro Storico; mentre 305mila euro serviranno per lo scavo di un ampio tratto del pubblico condotto, sul quale l’ente consortile ha predisposto un piano pluriennale per il pieno recupero. Inoltre, 600mila euro (dalla Regione) stanno servendo per i lavori in corso sul Fiume Serchio, nel tratto da Ponte a Moriano fino alla foce: il programma, in fase di conclusione, prevede sfalci sugli argini, la risagomatura del tratto a valle del Ponte Della Chiesa».
Lucca come Livorno? Cosa sarebbe successo se la bomba d’acqua che ha colpito la città labronica fosse piovuta su Lucca? Difficile rispondere ma è doveroso (soprattutto da parte delle istituzioni) porsi la questione per evitare che tragedie simili possano ripetersi. Per fare chiarezza sullo stato di salute e controllo dei canali sotterranei interpellato il Consorzio 1 Toscana Nord. «Nei mesi di bella stagione e fino all’inizio dell’autunno – spiegano dall’ente – ci siamo adoperati per i lavori di manutenzione sui corsi d’acqua della Lucchesia, come sul resto del territorio di competenza. Si tratta di opere di prevenzione, utili a far sì che il reticolo idraulico sia in grado allontanare le piogge, quando arrivano le precipitazioni autunnali ed invernali – prosegue il presidente. Ismaele Ridolfi – Alla fine di ogni anno, gli uffici predispongono un piano di manutenzione sui corsi d’acqua per l’anno successivo. Tale pianificazione tiene conto di numerosi fattori: tra questi, anche le criticità riscontrate nell’anno precedente, così come le segnalazioni pervenute dai cittadini e le indicazioni ricevute dai Comuni e dalle altre amministrazioni locali. Per realizzare tali opere, viene appunto sfruttata la bella stagione: il periodo cioè compreso tra la tarda primavera, fino alla prima parte dell’autunno».
Le competenze. Tali opere vengono finanziate con il contributo richiesto ai consorziati. La collaborazione per la sicurezza idraulica, naturalmente, richiede la collaborazione di tutti: della Regione, a cui, secondo la legislazione vigente, spetta (tramite lo strumento del Documento operativo per la difesa del suolo) la quota più importante di cofinanziamento degli interventi straordinari, sino ai privati cittadini: «Sono chiamati – spiega il presidente del Consorzio – a pulire periodicamente i tratti tombati di cui sono proprietari, e le piccole fossette interpoderali, che tagliano i campi o scorrono di fronte le case e gli immobili. L’esperienza ci insegna che, molte volte, i problemi nascono proprio perché il deflusso delle acque s’interrompe in questi piccoli rigagnoli, sui quali il Consorzio non può intervenire: e che troppo spesso sono lasciati nell’incuria più assoluta».
Gli interventi. Per l’anno in corso, sul territorio del Comune di Lucca e Valfreddana, il Consorzio sta completando interventi complessivamente per oltre 3milioni di euro. La manutenzione ordinaria (quella cioè finanziata direttamente col contributo di bonifica) va a toccare 450 chilometri circa di rii. «Il piano annuale – spiegano dall’ente – per il momento è completato all’80% e sarà comunque terminato entro la primissima parte dell’autunno. Nei centri abitati, anche per una questione di decoro urbano, lo sfalcio viene ripetuto in due momenti distinti dell’anno». Per rendere più efficiente la realizzazione dei cantieri, il territorio è stato suddiviso dagli uffici in vari sottobacini idraulici, che prendono il nome dei principali corsi d’acqua che lo attraversano: Piscilla-Cesana, Lobaco, Fossa Media, ecc.
«Ben 50mila euro – spiega l’ente – il Consorzio li investe per lavori urgenti, a seguito di segnalazioni, su Freddana-Ribongi, Rio dei Cotani, Torre Alta Freddana. Grazie alle economie e ai residui, poi, quasi 150mila euro vanno per ulteriori interventi su Rio Arsina, affluenti del Rio Cerchia, della Gora Lazzari e Rio Canabbia; sui Bottacci di Massa Pisana e sul Fosso Palazzaccio di Nave. Sono 430mila euro, invece, le risorse investite per gli scavi in corso sugli spalti delle Mura che circondano il Centro Storico; mentre 305mila euro serviranno per lo scavo di un ampio tratto del pubblico condotto, sul quale l’ente consortile ha predisposto un piano pluriennale per il pieno recupero. Inoltre, 600mila euro (dalla Regione) stanno servendo per i lavori in corso sul Fiume Serchio, nel tratto da Ponte a Moriano fino alla foce: il programma, in fase di conclusione, prevede sfalci sugli argini, la risagomatura del tratto a valle del Ponte Della Chiesa».
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