La manifestazione
la replica
Barsanti insiste «Eventi legittimi»
LUCCA. «Credo che il sindaco Tambellini debba chiarire se sia a favore o contro la legalità: da un lato condanna dei presidi legittimi e dall’altro appoggia frange dell’estrema sinistra che si...
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LUCCA. «Credo che il sindaco Tambellini debba chiarire se sia a favore o contro la legalità: da un lato condanna dei presidi legittimi e dall’altro appoggia frange dell’estrema sinistra che si richiamano all’illegalità». Inizia così la risposta del consigliere comunale Fabio Barsanti in merito alle dichiarazioni di Alessandro Tambellini sui gazebo per la sicurezza di CasaPound al Luna Park.
«Tambellini ha condannato i nostri incontri, cioè libere manifestazioni del pensiero che hanno coinvolto tanti lucchesi e che hanno visto la mia partecipazione in qualità di consigliere comunale. Si tratta quindi di eventi legittimi - continua Barsanti - totalmente all’interno della legalità e della dialettica democratica, votate a sensibilizzare popolazione e istituzioni sul tema della sicurezza e a rappresentare momenti di aggregazione. È grave quindi che il sindaco si esprima contro questi presidi e voglia delegittimarli facendo un generico richiamo a presunte “violenze” inesistenti. Le violenze ci sono state, ma sono quelle che hanno reso necessario questi gazebo: le aggressioni avvenute in due bar di Lucca, la rapina a un ragazzo al Luna Park e gli altri gravi episodi avvenuti in pochi giorni ad agosto. Episodi su cui Tambellini nulla ha detto e nulla ha fatto e che solo le iniziative di CasaPound hanno costretto a prendere posizione e affrontare il problema»:
Tutto questo, dice Barsanti, «è avvenuto nel giorno in cui Lucca è stata vandalizzata da scritte dell’estrema sinistra che invitano a un evento chiamato “Il palazzo che brucia”, e che vuole “liberarsi dalla legalità” come dichiarato dagli organizzatori: le stesse frange già coinvolte negli scontri in occasione del G7 a Lucca e a cui il Comune di centrosinistra continua ad assegnare e concedere spazi pubblici, come avverrà nuovamente per il Borda Fest nei giorni dei Comics. Questa doppia morale del sindaco - che condanna presidi per la legalità e appoggia eventi illegali - rimarca ancora una volta come Tambellini non sia all’altezza del ruolo istituzionale che ricopre, che strumentalizza per partigianeria politica in spregio ai lucchesi e alla città. Noto infine - conclude Barsanti - come Tambellini segua per l’ennesima volta il copione scritto da altri, senatore Marcucci in testa, a ennesima dimostrazione della sudditanza del nostro primo cittadino a poteri esterni al Consiglio comunale».
«Tambellini ha condannato i nostri incontri, cioè libere manifestazioni del pensiero che hanno coinvolto tanti lucchesi e che hanno visto la mia partecipazione in qualità di consigliere comunale. Si tratta quindi di eventi legittimi - continua Barsanti - totalmente all’interno della legalità e della dialettica democratica, votate a sensibilizzare popolazione e istituzioni sul tema della sicurezza e a rappresentare momenti di aggregazione. È grave quindi che il sindaco si esprima contro questi presidi e voglia delegittimarli facendo un generico richiamo a presunte “violenze” inesistenti. Le violenze ci sono state, ma sono quelle che hanno reso necessario questi gazebo: le aggressioni avvenute in due bar di Lucca, la rapina a un ragazzo al Luna Park e gli altri gravi episodi avvenuti in pochi giorni ad agosto. Episodi su cui Tambellini nulla ha detto e nulla ha fatto e che solo le iniziative di CasaPound hanno costretto a prendere posizione e affrontare il problema»:
Tutto questo, dice Barsanti, «è avvenuto nel giorno in cui Lucca è stata vandalizzata da scritte dell’estrema sinistra che invitano a un evento chiamato “Il palazzo che brucia”, e che vuole “liberarsi dalla legalità” come dichiarato dagli organizzatori: le stesse frange già coinvolte negli scontri in occasione del G7 a Lucca e a cui il Comune di centrosinistra continua ad assegnare e concedere spazi pubblici, come avverrà nuovamente per il Borda Fest nei giorni dei Comics. Questa doppia morale del sindaco - che condanna presidi per la legalità e appoggia eventi illegali - rimarca ancora una volta come Tambellini non sia all’altezza del ruolo istituzionale che ricopre, che strumentalizza per partigianeria politica in spregio ai lucchesi e alla città. Noto infine - conclude Barsanti - come Tambellini segua per l’ennesima volta il copione scritto da altri, senatore Marcucci in testa, a ennesima dimostrazione della sudditanza del nostro primo cittadino a poteri esterni al Consiglio comunale».
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