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Lucca

PASSO dei carpinelli 

Anche l’ex ministro Urbani contro il taglio degli alberi

MINUCCIANO. Anche l’ex ministro Giuliano Urbani interviene sulla vicenda del taglio degli alberi al Passo dei Carpinelli. A interpellarlo il comitato che si sta opponendo al taglio degli alberi che...

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MINUCCIANO. Anche l’ex ministro Giuliano Urbani interviene sulla vicenda del taglio degli alberi al Passo dei Carpinelli. A interpellarlo il comitato che si sta opponendo al taglio degli alberi che ha chiesto un parere all’ex titolare del dicastero Beni e delle attività culturali, nonché “padre” del Codice dei beni culturali e del paesaggio attualmente in vigore. Sì, perché come precisa lo stesso ex ministro nella sua risposta, il paesaggio è a tutti gli effetti un bene e come tale meritevole di essere tutelato.

«Sono stato ministro per alcuni anni – ha risposto Urbani – e ho cercato tra i tanti impegni di salvaguardare il paesaggio. Menziono solo alcuni articoli del codice del 2004, che si basa su due concetti cardine: la tutela e la valorizzazione dei beni paesaggistici. Il riferimento normativo che attribuisce al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo il compito di tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio culturale dell’Italia. Il codice dei beni culturali e del paesaggio invita alla stesura di piani paesaggistici meglio definiti come “piani urbanistici territoriali con specifica attenzione ai valori paesaggistici” . Questo per evitare scempio del nostro territorio, in virtù di interessi economici, che a volte vengono nascosti dietro la parola sviluppo. Invito tutti i responsabili a ripensare con coscienza a quanto sta avvenendo a difesa di queste meravigliose colline, associandomi all’indignazione dei suoi abitanti».

Quindi Urbani entra nel dettaglio della legge, dove per beni paesaggistici si intendono «gli immobili e le aree i costituenti espressione dei valori storici, culturali, naturali, morfologici ed estetici del territorio, e gli altri beni individuati dalla legge o in base alla legge». Tanti i commi citati dall’ex ministro, per ricordare fra le altre cose che, anche per la legge, il paesaggio è a tutti gli effetti un’espressione di valori culturali, di come gli enti siano tenuti a tutelarlo e a valorizzarlo e citando infine i piani paesaggistici che «definiscono apposite prescrizioni e previsioni ordinate in particolare alla salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche degli ambiti territoriali».

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