Il dolore
Una piazza sarà dedicata al maestro Ballotti
Una vita interamente dedicata alla comunità, fu vicesindaco dal 1980 al 1985 L’intitolazione sarà nella sua Turrite, la frazione dove è sempre vissuto
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CASTELNUOVO. Una vita interamente dedicata alla sua comunità, in ogni modo: professionalmente, con l’impegno politico, con l’associazionismo. Quando nel luglio del 2012 fa il maestro Marsilio Ballotti si spense, all’età di novant’anni, Castelnuovo Garfagnana perse una parte importante della sua storia e della sua stessa anima. E oggi, a distanza di 5 anni da quel lutto, quella stessa comunità ha deciso di attribuirgli un riconoscimento meritato: l’intitolazione di una piazza a Torrite, la frazione di Castelnuovo dove aveva sempre vissuto, e non lontano dalla piazza intitolata un anno fa al medico Spartaco Castelli, che a Ballotti fu legato da un’amicizia durata un’intera vita.
La decisione di inserire il suo nome nella toponomastica cittadina è stata presa all’unanimità dalla giunta di Castelnuovo Garfagnana, a pochi giorni di distanza dalla ricorrenza della sua nascita (avvenuta il 7 settembre del 1921, ovviamente a Castelnuovo). E non si tratta solo di ricordare come merita una figura che tanto ha fatto per la sua comunità, ma anche di dare riferimento, un’ispirazione, a tutti. Un esempio, soprattutto per i più giovani. Nato in anni difficili, in un territorio dove ancor oggi è difficile muoversi (figuriamoci all’epoca), con grossi sacrifici e una grande forza di volontà prese il diploma magistrale (frequentando le scuole che si trovava a Borgo a Mozzano), superando subito e brillantemente l’esame di Stato per l’abilitazione all’insegnamento. Nel farttempo si iscrisse anche alla scuola d’arte di Firenze, per coltivare una sua passione. Ma quel sogno fu interrotto dalla guerra, che lo vide militare nei gruppi di partigiani locali.
Passata la tempesta della guerra iniziò a insegnare in diversi paesi della Garfagnana (in uno di questi, a Corfino, conoscerà quella che sarebbe diventata sua moglie, Erina Bertozzi), contribuendo alla formazione di tanti giovani, anche al di là del semplice aspetto scolastico.
Il suo impegno per la collettività si manifestò anche in tanti altri modi. Per molti anni è stato un sostegno indispensabile di don Gigliante Maffei, della parrocchia di Torrite (di cui è stato a lungo amministratore). Una figura considerata un riferimento da tutti, al punto che gli fu chiesto di impegnarsi anche nella vita pubblica di Castelnuovo. Dopo aver accettato di candidarsi con la Democrazia Cristiana ottenne un gran numero di preferenze, che nel 1970 lo portarono in consiglio comunale (dove sarebbe rimasto fino al 1985, ricoprendo anche la carica di vicesindaco tra il 1980 e il 1985).
Terminato l’impegno amministrativo non cessò però quello pubblico: Ballotti infatti si gettò con la solita passione nell’attività a sostegno della Pro loco di Castelnuovo, dove fu consigliere per 20 anni (fino al 2005). E poi la lunga collaborazione con “Corriere di Garfagnana”, e l’attenzione per la sua gente e il suo territorio, che lo ha accompagnato fino all’ultimo. Una testimonianza di quanto possiamo dare agli altri. (l. s.)
La decisione di inserire il suo nome nella toponomastica cittadina è stata presa all’unanimità dalla giunta di Castelnuovo Garfagnana, a pochi giorni di distanza dalla ricorrenza della sua nascita (avvenuta il 7 settembre del 1921, ovviamente a Castelnuovo). E non si tratta solo di ricordare come merita una figura che tanto ha fatto per la sua comunità, ma anche di dare riferimento, un’ispirazione, a tutti. Un esempio, soprattutto per i più giovani. Nato in anni difficili, in un territorio dove ancor oggi è difficile muoversi (figuriamoci all’epoca), con grossi sacrifici e una grande forza di volontà prese il diploma magistrale (frequentando le scuole che si trovava a Borgo a Mozzano), superando subito e brillantemente l’esame di Stato per l’abilitazione all’insegnamento. Nel farttempo si iscrisse anche alla scuola d’arte di Firenze, per coltivare una sua passione. Ma quel sogno fu interrotto dalla guerra, che lo vide militare nei gruppi di partigiani locali.
Passata la tempesta della guerra iniziò a insegnare in diversi paesi della Garfagnana (in uno di questi, a Corfino, conoscerà quella che sarebbe diventata sua moglie, Erina Bertozzi), contribuendo alla formazione di tanti giovani, anche al di là del semplice aspetto scolastico.
Il suo impegno per la collettività si manifestò anche in tanti altri modi. Per molti anni è stato un sostegno indispensabile di don Gigliante Maffei, della parrocchia di Torrite (di cui è stato a lungo amministratore). Una figura considerata un riferimento da tutti, al punto che gli fu chiesto di impegnarsi anche nella vita pubblica di Castelnuovo. Dopo aver accettato di candidarsi con la Democrazia Cristiana ottenne un gran numero di preferenze, che nel 1970 lo portarono in consiglio comunale (dove sarebbe rimasto fino al 1985, ricoprendo anche la carica di vicesindaco tra il 1980 e il 1985).
Terminato l’impegno amministrativo non cessò però quello pubblico: Ballotti infatti si gettò con la solita passione nell’attività a sostegno della Pro loco di Castelnuovo, dove fu consigliere per 20 anni (fino al 2005). E poi la lunga collaborazione con “Corriere di Garfagnana”, e l’attenzione per la sua gente e il suo territorio, che lo ha accompagnato fino all’ultimo. Una testimonianza di quanto possiamo dare agli altri. (l. s.)
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