Il Tirreno

Lucca

Consorzio, Tori non demorde «Voglio le carte»

di Alessandro Bientinesi
Consorzio, Tori non demorde «Voglio le carte»

Il consigliere decaduto spara a zero contro Ridolfi «Non rispetta lo statuto, pronto a rivolgermi all’Anac»

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LUCCA. Lo scontro interno al Consorzio di bonifica Toscana Nord non è finito. L’esclusione di Giovanni Matteo Tori, consigliere di maggioranza fatto decadere in assemblea per le troppe assenze consecutive, continua a far discutere. Lo stesso Tori, insieme ad alcuni consiglieri di minoranza, ha sempre ritenuto quello delle assenze un pretesto utilizzato dal presidente Ismaele Ridolfi per “liberarsi” di un consigliere scomodo e che più volte era stato critico verso il suo operato. Accuse respinte sempre al mittente e sempre motivate statuto alla mano, statuto che dà ragione a Ridolfi. Anche il ricorso presentato da Tori e in seguito dai consiglieri di opposizione è stato rigettato. Come detto, però, Tori non molla. Anzi, rilancia.

«Il presidente del Consorzio continua a violare le leggi e a non rispettare lo statuto, quello stesso Statuto che lui usa per estromettere le persone elette democraticamente dai consorziati – spiega Tori -. L’assemblea del consorzio è ridotta a semplice strumento nelle sue mani ed invece avrebbe il compito ben più importante di controllare l’attività dello stesso presidente. Che senso ha fare le leggi se poi non si rispettano? Intervenga la Regione, faccia rispettare le leggi almeno quella regionale che ha modificato i consorzi. Non è possibile lasciare un ente così difficile da amministrare in mano ad una soggetto che non si preoccupa di migliorare le sue conoscenze e competenze ma usa solo il potere politico per gestire un Ente e cosa ancora più grave disprezza la legge». Dopo i primi tentativi di ricorso, l’11 agosto Tori invia la richiesta di riesame al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Consorzio. «Sono ancora in attesa di una risposta, dopo che saranno trascorsi i previsti 30 giorni scriverò al difensore civico regionale e se necessario all’ Anac – tuona l’ex consigliere -. La vicenda non finisce certamente qui con la consegna dei documenti che mi spettano di diritto e che prima o poi mi dovranno consegnare. È lecito, comunque, porsi alcune domande a questo punto. Come mai, se non hanno niente da nascondere e se hanno fatto tutte le cose regolari, vale a dire nel rispetto delle leggi, non mi consegnano i documenti? Come possono procedere ad assunzioni di guardiani con richiesta di requisiti assurdi, se la stessa Regione, con delibera 349/2017, ha vietato le assunzioni se non strettamente connesse all’attività di manutenzione? E cosa dire della nomina da parte della Regione, nonostante la presenza all’interno dell’Ente di un revisore contabile regolarmente pagato, di una società di revisione specializzata e accreditata, che sta spulciando i conti del bilancio. Troppi lavori per i pochi soldi a disposizione e troppi residui inesigibili presenti nel bilancio, vale a dire somme che non si potranno mai incassare perché cedute in prescrizione. La vicenda, per quanto mi riguarda, non si concluderà certamente con la semplice richiesta di documenti ma gli stessi mi potranno essere utili per fare ricorso in giudizio al Tribunale di Lucca».

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