Proteste
Pugni e calci al genitore dopo l’ennesimo litigio
Arrestato per maltrattamenti in famiglia e lesioni un disoccupato di 49 anni che viola l’obbligo di dimora e finisce per aggredire l’anziano padre su di giri
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LUCCA. Pugni e calci all’anziano genitore che aveva già minacciato con una motosega poco meno di un anno fa. Accade mercoledì sera alle 19 sulla via di Camaiore tra Cappella e Mutigliano e in manette finisce un disoccupato di 49 anni con disturbi della personalità che era già stato colpito in precedenza da un divieto di avvicinamento alla famiglia in seguito ad un patteggiamento per lo stesso reato. Nei confronti dell’uomo è aperto anche un altro procedimento penale, sempre per lesioni e maltrattamenti, al giudizio della Corte d’Appello.
L’accusa. Secondo gli agenti della volante - che hanno bloccato il disoccupato nell’abitazione dei genitori e l’hanno condotto in questura - l’uomo si era scagliato contro il padre di 76 anni con pugni e calci procurandogli un trauma facciale, una contusione mandibolare ed ematomi all’avambraccio destro. Trasferito al pronto soccorso dell’ospedale San Luca i medici lo avevano giudicato guaribile in 20 giorni. Ma di fronte al giudice Matteo Marini, il disoccupato, senza fissa dimora e che tira avanti con lavoretti saltuari di poco conto, si è difeso sostenendo di essersi a sua volta difeso dal padre che era completamente ubriaco e si rifiutava di andare a dormire.
Stando al legale dell’indagato, l’avvocato Nicola Barsotti, l’anziano si sarebbe procurato quelle lesioni durante la colluttazione e il trascinamento del figlio che lo ha portato a dormire. A riprova ha mostrato al giudice un certificato medico di pochi giorni per delle ferite alla fronte riportate a causa della resistenza paterna che non ne voleva sapere di andare a dormire. Il giudice Marini ha convalidato l’arresto confermando la misura restrittiva dell’obbligo di dimora e del divieto di avvicinamento ai genitori. Un provvedimento non facile da rispettare visto che l’uomo viene ospitato spesso da amici e che, nella circostanza, era stato accolto dai genitori per puro spirito di compassione. Nel frattempo il giudice ha fissato il processo per il 6 ottobre quando il quarantanovenne dovrà rispondere dei reati di lesioni e maltrattamenti. A dare l’allarme e avvertire la polizia sarebbe stata la madre spaventata dalla violenza del litigio in corso tra padre e figlio poi degenerato con le lesioni. Nei confronti dell’imputato il pm Giuseppe Amodeo aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.
L’accusa. Secondo gli agenti della volante - che hanno bloccato il disoccupato nell’abitazione dei genitori e l’hanno condotto in questura - l’uomo si era scagliato contro il padre di 76 anni con pugni e calci procurandogli un trauma facciale, una contusione mandibolare ed ematomi all’avambraccio destro. Trasferito al pronto soccorso dell’ospedale San Luca i medici lo avevano giudicato guaribile in 20 giorni. Ma di fronte al giudice Matteo Marini, il disoccupato, senza fissa dimora e che tira avanti con lavoretti saltuari di poco conto, si è difeso sostenendo di essersi a sua volta difeso dal padre che era completamente ubriaco e si rifiutava di andare a dormire.
Stando al legale dell’indagato, l’avvocato Nicola Barsotti, l’anziano si sarebbe procurato quelle lesioni durante la colluttazione e il trascinamento del figlio che lo ha portato a dormire. A riprova ha mostrato al giudice un certificato medico di pochi giorni per delle ferite alla fronte riportate a causa della resistenza paterna che non ne voleva sapere di andare a dormire. Il giudice Marini ha convalidato l’arresto confermando la misura restrittiva dell’obbligo di dimora e del divieto di avvicinamento ai genitori. Un provvedimento non facile da rispettare visto che l’uomo viene ospitato spesso da amici e che, nella circostanza, era stato accolto dai genitori per puro spirito di compassione. Nel frattempo il giudice ha fissato il processo per il 6 ottobre quando il quarantanovenne dovrà rispondere dei reati di lesioni e maltrattamenti. A dare l’allarme e avvertire la polizia sarebbe stata la madre spaventata dalla violenza del litigio in corso tra padre e figlio poi degenerato con le lesioni. Nei confronti dell’imputato il pm Giuseppe Amodeo aveva chiesto la custodia cautelare in carcere.
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