Pollice verde della marijuana preso dopo un anno di latitanza
di Luca Tronchetti e Luigi Spinosi
Paolo Lamberto, pizzaiolo di 24 anni, era fuggito in Spagna dopo la perquisizione del suo monolocale La polizia rinvenne undici chili di stupefacente e anche materiale per coltivare funghi allucinogeni
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CAPANNORI. La caccia è durata quasi un anno, ma mercoledì scorso Paolo Lamberto, 24 anni, è stato arrestato. Il giovane, infatti, era fuggito in Spagna nell’ottobre del 2016, dopo che era stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti e altro materiale legato alla produzione di droga. E non si trattava un “un po’di roba” in più rispetto alla quantità per uso personale. La polizia, durante un controllo in un appartamento che occupava, si aspettava sì di rinvenire della droga (del resto il giovane era già noto per questo motivo alle forze dell’ordine), ma probabilmente fu la prima a sorprendersi quando dalla perquisizione spuntarono fuori qualcosa come 11 chili di marijuana (no, non è un refuso, l’unità di misura è proprio quella: i chili, non i grammi).
Una scoperta che, già da sola, rappresentava un grosso colpo. Eppure non era nemmeno la cosa più sorprendente tra quelle trovate dagli agenti, nella stessa occasione, nel monolocale utilizzato dal giovane in quel di Camigliano.
Insomma, c’era materiale più che sufficiente per procedere all’arresto, solo che il giovane, essendo venuto in qualche modo a sapere della perquisizione mentre si trovava al lavoro, si diede immediatamente alla fuga, fuggendo appunto all’estero. Due giorni fa però è stato rintracciato e arrestato dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal pubblico ministero Aldo Ingangi e concessa dal gip Riccardo Nerucci.
La vicenda prende avvio nell’ottobre 2016, quando la squadra mobile mette nel mirino un monolocale nella pertinenza di una villa storica a Camigliano, occupata appunto dal 24enne Lamberto. Secondo la polizia quel monolocale non era un semplice alloggio. Lì sarebbe stato allestito un laboratorio per produrre marijuana.
Avvicinandosi alle finestre, durante la perquisizione, i poliziotti sentirono proprio un forte odore di marijuana provenire dall’interno, oltre a un ronzio persistente. Entrati nell’appartamento, trovarono gli 11 chilogrammi di stupefacente, ma anche lampade, ventilatori deumidificatori utilizzati per l’essiccamento, rotoli di nastro e di cellophane, prodotti chimici per la concimazione. E, tra le cose più curiose, anche la scoperta di alcune siringhe, che contenevano spore per la produzione di funghi allucinogeni.
Nell’immediatezza della perquisizione il 24enne, che era dipendente di una pizzeria di Capannori, lasciò il posto di lavoro per rendersi irreperibile andando in Spagna: la fuga di Paolo Lamberto, però, si è interrotta mercoledì.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Una scoperta che, già da sola, rappresentava un grosso colpo. Eppure non era nemmeno la cosa più sorprendente tra quelle trovate dagli agenti, nella stessa occasione, nel monolocale utilizzato dal giovane in quel di Camigliano.
Insomma, c’era materiale più che sufficiente per procedere all’arresto, solo che il giovane, essendo venuto in qualche modo a sapere della perquisizione mentre si trovava al lavoro, si diede immediatamente alla fuga, fuggendo appunto all’estero. Due giorni fa però è stato rintracciato e arrestato dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal pubblico ministero Aldo Ingangi e concessa dal gip Riccardo Nerucci.
La vicenda prende avvio nell’ottobre 2016, quando la squadra mobile mette nel mirino un monolocale nella pertinenza di una villa storica a Camigliano, occupata appunto dal 24enne Lamberto. Secondo la polizia quel monolocale non era un semplice alloggio. Lì sarebbe stato allestito un laboratorio per produrre marijuana.
Avvicinandosi alle finestre, durante la perquisizione, i poliziotti sentirono proprio un forte odore di marijuana provenire dall’interno, oltre a un ronzio persistente. Entrati nell’appartamento, trovarono gli 11 chilogrammi di stupefacente, ma anche lampade, ventilatori deumidificatori utilizzati per l’essiccamento, rotoli di nastro e di cellophane, prodotti chimici per la concimazione. E, tra le cose più curiose, anche la scoperta di alcune siringhe, che contenevano spore per la produzione di funghi allucinogeni.
Nell’immediatezza della perquisizione il 24enne, che era dipendente di una pizzeria di Capannori, lasciò il posto di lavoro per rendersi irreperibile andando in Spagna: la fuga di Paolo Lamberto, però, si è interrotta mercoledì.
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