Il Tirreno

Lucca

Ecco la stretta sui negozi temporanei

di Luca Cinotti
Ecco la stretta sui negozi temporanei

Domanda da presentare in anticipo anche per quelli non alimentari

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LUCCA. Bacchetti di Harry Potter, parrucche da Sailor Moon, fumetti e manga assortiti. E , ancora, porchetta e focaccine a due passi dai barattolini colorati del ramen, il cibo-cult degli appassionati di Giappone e dintorni. È il variegato mondo dei negozi temporanei durante i giorni di Lucca Comics, esplosi negli ultimi anni sotto l’occhio più che critico di standisti, commercianti e Comune. Motivo per cui quest’anno ci sarà una stretta sui “temporary”: anche quelli non alimentari saranno chiamati a presentare la segnalazione di inizio attività con un congruo anticipo. La “finestra” temporale si è aperta ieri e terminerà alle 13 di sabato 16 settembre. Ci sono, dunque, più giorni disponibili rispetto ai quattro dello scorso anno. Ma, in compenso, si anticipa il periodo (nel 2016 le domande scadevano il 1° ottobre) e, come detto, si amplia la platea degli interessati a tutti i negozi. Se per gli alimentari, infatti, la necessità di sapere in anticipo quanti e quali sono le richieste è dettata dalla necessità di tutelare la salute con i controlli dell’Asl, per chi vende altri tipi di genere c’è comunque la necessità di capire (e limitare) la portata del fenomeno, anche per questioni legati all’ordine pubblico.

«Ricordiamo - ragiona l’assessore alle attività produttive Valentina Mercanti - che il proliferare di questi tipi di esercizio ha fatto sì che arrivassero a Lucca molte persone che non comprano i biglietti per i Comics ma che comunque girano per la città. Ed è chiaro che non puoi controllare il numero di chi arriva in questa maniera, il che rende anche inutile mettere il numero chiuso. Senza contare il fatto che si possono creare “tappi” nelle strade che, oltre a essere pericolosi, rendono difficilmente fruibile la mostra e anche i negozi».

Il tentativo di regolamentazione del fenomeno attraverso l’ordinanza firmata ieri dal sindaco Alessandro Tambellini viene incontro anche ad altre richieste ed esigenze: «La crescita del fenomeno - spiega Mercanti - rischia di snaturare il tessuto economico della città. E poi crea problemi con gli standisti della fiera». Questione, quest’ultima, già portata all’attenzione anche da Lucca Comics (ora Lucca Crea) dopo l’ultima edizione. Certo, questa stretta e questo anticipo sul deposito dei documenti scontenterà più d’uno: in particolare chi affitta (del tutto legittimamente) il proprio fondo commerciale per cinque giorni ricavando un utile importante. «Non si tratta certo di un provvedimento contro i commercianti che decidono di affittare in giorni nei quali magari il loro giro d’affari calerebbe. Piuttosto, prestiamo più attenzione ai fondi che rimangono chiusi per tutto l’anno e riaprono soltanto durante i Comics».

Solo dopo l’una del 16 settembre sapremo se questa strategia sarà vincente, cioè se limiterà la proliferazione del fenomeno. La pietra di paragone sono i numeri dello scorso anno: i negozi alimentari furono cinque, quelli non alimentari 43 e gli esercizi di somministrazione di cibo su area pubblica (i “porchettari”) fuori dalle Mura ben 23. Questo a livello ufficiale e legale, visto che non mancarono gli abusivi. Anche quest’anno - come ricordato peraltro nell’ordinanza - si prevede «un numero assai elevato di pratiche»: e proprio un nostro servizio di qualche settimana fa ha mostrato che il grande mercato per accaparrarsi i fondi per i Comics è in corso.

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