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Interrogazione dei cinque stelle 

Conifere abbattute Il caso arriva in consiglio regionale

Conifere abbattute Il caso arriva in consiglio regionale

MINUCCIANO. Il caso degli alberi abbattuti al Passo dei Carpinelli arriva in consiglio regionale. A sollevare la questione è il Movimento 5 Stelle.«Centinaia di pini e abeti tirati giù nel “rispetto...

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MINUCCIANO. Il caso degli alberi abbattuti al Passo dei Carpinelli arriva in consiglio regionale. A sollevare la questione è il Movimento 5 Stelle.

«Centinaia di pini e abeti tirati giù nel “rispetto della normativa regionale”? La Regione deve chiarire se quanto affermato dall’Unione dei Comuni della Garfagnana corrisponde o meno al vero. Noi abbiamo qualche riserva»: è quanto si chiede Gabriele Bianchi, consigliere regionale M5S e vicepresidente della Commissione affari istituzionali. Firmatario dell’interrogazione sul tema.

«L’ente ha fatto passare l’operazione come necessaria per la sicurezza idrogeologica – riprende il consigliere dei Cinque Stelle – ma i cittadini di cui ci facciamo portavoce hanno sollevato ben più di una perplessità a riguardo. Perplessità rafforzate quando hanno visto al posto dei pini abbattuti degli alberi da frutto già irrimediabilmente secchi, con evidente danno ambientale e paesaggistico dai chiari riflessi negativi anche in ambito turistico».

«La Regione dia delle risposte ai cittadini della Garfagnana. La tutela del patrimonio boschivo è tra le sue prerogative istituzionali». conclude Bianchi.

La vicenda era emersa un paio di settimane fa dai residenti, arrabbiati contro il quel taglio: «Da più di un anno a questa parte – scrivevano – stiamo assistendo a uno sconsiderato massacro di questo prezioso ecosistema. I pini e gli abeti sono stati tagliati a migliaia e molte pinete sono praticamente sparite. Lo scempio continua senza sosta e inutili sono state le tante proteste, anche da parte di alcuni residenti che si sono rifiutati di far tagliare gli alberi che si trovano nelle loro proprietà. La zona attorno alla chiesina di via Don Pierotti è stata la prima “preda” di queste devastanti azioni che non si comprende da che cosa siano dettate».

Da parte sua l’Unione dei Comuni della Garfagnana replicò che quel taglio serviva a «ridurre i rischi di degrado ambientale e per le persone». A essere tagliati, veniva spiegato, erano gli esemplari di pino nero, non autoctoni e dal ciclo vitale breve (con conseguenze per la tenuta dei terreni), e quel taglio precedeva un rimboschimento con specie tipiche.

Intanto, si legge nella nota di chi si batte contro il taglio, aumenta il numero di asdesioni alla loro protesta: «Al gruppo di proprietari di case al Passo dei Carpinelli e frequentatori, alcuni da oltre quarant’anni, di questa meravigliosa zona della Garfagnana, che si stanno battendo contro lo sterminio indiscriminato di pini, abeti e larici che si sta consumando da un anno a questa parte, si sono aggiunte centinaia di altre persone. Oltre 300 adesioni ha infatti raccolto in pochi giorni la petizione on line su Change .org “Salviamo i pini dei Carpinelli” , così come è attivissimo il gruppo Facebook “Carpinelli nel Cuore”. La protesta sale e il comitato che si è costituito ha interessato Legambiente e la Regione Toscana per cercare di fermare le motoseghe che proseguono incessanti, così come il via vai di camion che trasportano i tronchi, sani, di migliaia di pini, larici, abeti».

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