Si attendono le carte dell’incidente del 2007 avvenuto in Campania
LUCCA. Un incontro interlocutorio. Per capire, per valutare, per programmare. Ieri mattina nell’ufficio del procuratore Pietro Suchan c’erano i sostituti Elena Leone e Aldo Ingangi che fanno parte...
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LUCCA. Un incontro interlocutorio. Per capire, per valutare, per programmare. Ieri mattina nell’ufficio del procuratore Pietro Suchan c’erano i sostituti Elena Leone e Aldo Ingangi che fanno parte del pool di magistrati che indaga sul duplice omicidio colposo legato all’incidente sul lavoro costato la vita ad Eugenio Viviani e Antonio Pellegrini. E con loro i rappresentanti della squadra Mobile e dell’ispettorato sulla sicurezza sul lavoro dell’Asl.
Atti da Torre Annunziata. Sono stati richiesti e verranno trasmessi in questi giorni gli atti legati alla tragedia del primo maggio 2007 nella piazza principale di Sorrento dove due donne morirono mentre entravano in chiesa schiacciate dal cedimento strutturale del braccio meccanico della piattaforma aerea marca Oil & Steel, la stessa azienda che ha prodotto il braccio meccanico collassato alle 16,14 del primo settembre dietro la facciata di palazzo Pretorio in via Veneto. I magistrati vogliono capire se vi siano analogie e soprattutto se, all’epoca dei fatti, oltre al sindaco, al parroco, al comandante della polizia municipale e ai responsabili della ditta appaltatrice, furono fatti accertamenti sulla lega di acciaio utilizzata per far funzionare il macchinario. L’impressione infatti è che proprio su quel punto l’ufficio del pubblico ministero stia puntando l’indice. Tanto che, una volta trovati i professionisti giusti, la procura incaricherà un ingegnere meccanico e uno esperto in scienze dei metalli. Serviranno esami speciali di laboratorio per capire se l’acciaio usato è più scadente e privo di componenti necessarie ad evitare fratture totali che comportano rotture nette e non trazioni.
Sicurezza sul lavoro. Ma contestualmente continueranno le verifiche sulla manutenzione della piattaforma aerea. I responsabili della sicurezza sul lavoro dell’Asl effettueranno ulteriori e più approfondite verifiche - attraverso le carte acquisite - in grado di stabilire con certezza se il braccio elevatore fosse stato sottoposto a revisioni e controlli periodici imposti dalla legge e quale ditta li ha materialmente eseguiti. Per quanto riguarda il legale rappresentante della Cooperativa Agricola Morelli e il responsabile della sicurezza della stessa azienda sarebbe stato appurato che la coop ha formare i soci lavoratori in materia di 626 e li ha dotati di materiale antinfortunistico (casco, scarpe da lavoro, imbracatura). Un comportamento che libera i vertici della cooperativa da responsabilità di natura penale. È stato appurato che i due operai deceduti, pur indossando l’imbracatura, non l’avevano agganciata alla navicella. Ma anche se lo avessero fatto non si sarebbero salvati visto che il cestello metallico venendo giù da dieci metri li avrebbe agganciati finendo per schiacciarli. (l.t.)
Atti da Torre Annunziata. Sono stati richiesti e verranno trasmessi in questi giorni gli atti legati alla tragedia del primo maggio 2007 nella piazza principale di Sorrento dove due donne morirono mentre entravano in chiesa schiacciate dal cedimento strutturale del braccio meccanico della piattaforma aerea marca Oil & Steel, la stessa azienda che ha prodotto il braccio meccanico collassato alle 16,14 del primo settembre dietro la facciata di palazzo Pretorio in via Veneto. I magistrati vogliono capire se vi siano analogie e soprattutto se, all’epoca dei fatti, oltre al sindaco, al parroco, al comandante della polizia municipale e ai responsabili della ditta appaltatrice, furono fatti accertamenti sulla lega di acciaio utilizzata per far funzionare il macchinario. L’impressione infatti è che proprio su quel punto l’ufficio del pubblico ministero stia puntando l’indice. Tanto che, una volta trovati i professionisti giusti, la procura incaricherà un ingegnere meccanico e uno esperto in scienze dei metalli. Serviranno esami speciali di laboratorio per capire se l’acciaio usato è più scadente e privo di componenti necessarie ad evitare fratture totali che comportano rotture nette e non trazioni.
Sicurezza sul lavoro. Ma contestualmente continueranno le verifiche sulla manutenzione della piattaforma aerea. I responsabili della sicurezza sul lavoro dell’Asl effettueranno ulteriori e più approfondite verifiche - attraverso le carte acquisite - in grado di stabilire con certezza se il braccio elevatore fosse stato sottoposto a revisioni e controlli periodici imposti dalla legge e quale ditta li ha materialmente eseguiti. Per quanto riguarda il legale rappresentante della Cooperativa Agricola Morelli e il responsabile della sicurezza della stessa azienda sarebbe stato appurato che la coop ha formare i soci lavoratori in materia di 626 e li ha dotati di materiale antinfortunistico (casco, scarpe da lavoro, imbracatura). Un comportamento che libera i vertici della cooperativa da responsabilità di natura penale. È stato appurato che i due operai deceduti, pur indossando l’imbracatura, non l’avevano agganciata alla navicella. Ma anche se lo avessero fatto non si sarebbero salvati visto che il cestello metallico venendo giù da dieci metri li avrebbe agganciati finendo per schiacciarli. (l.t.)
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