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Opposizione divisa sul caso della scuola di Scesta

Opposizione divisa sul caso della scuola di Scesta

BAGNI DI LUCCA. Opposizione divisa sulla scelta dell’amministrazione di Bagni di chiudere la scuola di Scesta, almeno fino a quando non saranno risolti tutti i problemi di sicurezza dell’edificio....

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BAGNI DI LUCCA. Opposizione divisa sulla scelta dell’amministrazione di Bagni di chiudere la scuola di Scesta, almeno fino a quando non saranno risolti tutti i problemi di sicurezza dell’edificio.

Condividono in pieno la decisione della giunta Michelini i due consiglieri comunali di “Un futuro per Bagni di Lucca” Claudio Gemignani e Laura Lucchesi, i quali sostengono che avrebbero agito esattamente allo stesso modo: «Condividiamo il progetto della creazione di una nuova scuola a Scesta e approviamo la scelta di proseguire per i bambini con lo stesso modulo e gli stessi insegnanti, senza ripercussioni. Noi busseremo alle porte dei partiti che ci appoggiano per ottenere finanziamenti per risolvere questa problematica, per non perdere l’identità della montagna. Collaborreremo con la nuova amministrazione per questo progetto». Il gruppo annuncia poi di voler avere risposte chiare sui lavori fatti sulla scuola nell’estate del 2016, visto che l’edificio «non raggiunge i livelli di sicurezza». Quindi la critica all’ex sindaco e capogruppo di Risorgimento Massimo Betti: «Riteniamo che abbia risposto con superficialità dicendo che “la maggior parte delle scuole non sono a norma” ».

«La cosa che più ci disorienta – concludono i due consiglieri – è il proseguire nell’apertura a Scesta dopo la lettera che suggeriva di intervenire con sollecitudine».

Ma non ci sta a essere accusato di scarsa attenzione il gruppo “Progetto Rinascimento”, maggioranza nel passato mandato: «La passata amministrazione è stata la prima in 40 anni a occuparsi delle scuole, facendo indagini tecniche e corposi investimenti. Anche in questo caso, le pressioni da enti e dirigenti superiori spingono per l’accorpamento di ogni servizio, perpetuando una politica di accentramento che nella sola ottica di spendere meno sacrifica le nostre zone creando ulteriore spopolamento». Quindi viene ricordato che la scuola di Scesta «ha avuto gli interventi richiesti per adeguamento, seguiti e sottoscritti dall’ingegner Vitelli, incaricato precedentemente delle verifiche tecniche. Le prescrizioni precauzionali di Vitelli riguardavano eventi di facile gestione come nevicate eccezionali, che sono state consegnate a ottobre al capoarea tecnica il quale, al momento del suo pensionamento le ha trasmesse alla nuova amministrazione e ai tecnici che lo avessero sostituito».

Progetto Rinascimento non concorda poi con la chiusura della scuola di Scesta: «La decisione comporta disagio per la popolazione su una scuola in possesso di agibilità. Nel frattempo, oltre ai lavori effettuati, un progetto preliminare per un nuovo plesso alla Scesta era stato da noi depositato per il bando di contributo per edilizia scolastica della Fondazione Cassa di Risparmio. Quindi le proposte del sindaco Michelini per il futuro, trovano già il percorso avviato. Purtroppo quando una scuola viene chiusa è molto più difficile riaprirla».

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